Robot e Super-Armi: la Guerra del futuro sarà sempre più sporca

Marco Cedolin intervista il Generale Fabio Mini
Le guerre del passato e le guerre del futuro rappresentano due elementi radicalmente differenti tra loro, oppure in fondo a prescindere dall’evoluzione tecnologica si tratta sempre della solita “sporca guerra” che purtroppo ben conosciamo?
E la pace che ci viene “venduta” come tale, nel corso degli ultimi decenni, lo è davvero o si tratta semplicemente di una guerra combattuta in forme differenti? Ne parliamo con il generale Fabio Mini, esperto conoscitore di questioni geopolitiche e strategia militare e oggi autore di svariate pubblicazioni su questi argomenti, dopo essere stato capo di Stato maggiore del comando Nato per il Sud Europa, comandante della missione di pace interforze in Kosovo nel 2003, oltre ad avere svolto molti altri incarichi di primaria importanza.
Le guerre del XXI secolo saranno un’evoluzione di quelle del passato o si svolgeranno su un piano inclinato radicalmente differente?

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Nei boschi trentini, la “Caporetto” dei Sionisti

Quella che pochi giorni fa si è schiantata sul suolo italiano non era solo una perturbazione, non era solo un ciclone, non erano solo nuvole, pioggia e aria a 150 chilometri orari, era una vera e propria “dichiarazione di guerra”.
Quello che ha colpito, principalmente il Trentino, ma anche il Veneto ed il Friuli in maniera particolare, è stata una perturbazione anomala, che solo chi ha degli interi prosciutti dinnanzi agli occhi può credere normale. Intere distese boschive rase al suolo, come la “piana della Marcesina” quasi del tutto sparita, i boschi della Val di Fiemme rovinati e intere vallate al buio per oltre 24 ore, allagamenti, frane, crolli, ecc. ecc.
Persino i fatti di Savona cercano di farceli passare come “normali”: centinaia di auto posteggiate vicine alla costa, sarebbero bruciate perché la mareggiata bagnandole gli avrebbe fatto esplodere le batterie(!?)…

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È guerra… senza se e senza ma!

di Tom Bosco
I resoconti mediatici sui disastri climatici di questi ultimi giorni, tra danni e vittime sembrano più che altro un bollettino di guerra. E con ogni probabilità proprio di una guerra si tratta, pur se condotta con armi non convenzionali.
Il 29 ottobre già di prima mattina circolava l’immagine satellitare che segue, che purtroppo mancando di qualunque riferimento, lascia il tempo che trova: ma se rappresentasse davvero la situazione meteorologica nelle prime ore della giornata, evidenzierebbe proprio l’utilizzo su ampia scala sulla nostra penisola di sistemi d’arma esotici (leggi: HAARP e/o tecnologie elettromagnetiche similari) con le conseguenze che ora sono sotto gli occhi di tutti.
Verso mezzogiorno un mio caro amico si trovava nei dintorni di Muravera, qui nel sud della Sardegna, e ha fatto appena in tempo a scattare la foto che segue, a testimonianza di un evento climatico estremo, accompagnato da un forte rovescio di pioggia mista a grandine (cosa già singolare di per sé), che a suo dire non aveva nulla di naturale, accompagnato com’era da scariche elettromagnetiche per nulla assimilabili ai classici fulmini che conosciamo…

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Bombardamento climatico sull’Italia. Un avvertimento al governo?

Come ben vediamo gli eventi meteorologici sono sempre più estremi e devastanti. Tutto ampiamente preannunciato dall’attivismo mondiale.
Eppure la massa dei beoti continua a non porsi ancora alcuna domanda. Il 29 ottobre scorso, l’Italia è stata BOMBARDATA CLIMATICAMENTE. Diverse le regioni devastate con danni da vera e propria guerra. Se andiamo a guardare le immagini satellitari, facilmente reperibili in rete, possiamo notare quanto sosteniamo. Non ci vogliono lauree o chissà quali conoscenze per evidenziare le fortissime anomali climatiche.

Teniamo a precisare che nei giorni precedenti al disastro, ci sono state fortissime operazioni di aviodispersione a bassa quota.

Di seguito le immagini satellitari dal sito della NASA, dal 22 al 31 ottobre 2018. Da notare l’irraggiamento…

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Nuove antenne HAARP alle Isole Falkland, già operative

Antenne HAARP a Prado GOOSE, isole Falkland

di Massimo Fratini
In data 22 ottobre 2010, l’impianto delle antenne HAARP che si trova a Prado GOOSE (Isole FALKLAND) è stato inaugurato dalle autorità militari.
Ufficialmente questo gruppo di antenne, che è stato costruito con il sostegno della British Antarctic Survey e dell’Università di Leicester, sarebbe un radar in banda HF.

Il sistema di antenne si compone di sedici alberi alti quindici metri. Ci sono cinque radar di questo tipo installati in Antartide e Isole Sub-Antartiche. La rete globale integrata di radar ad alta frequenza (HF), nota come Super DUAL AURORAL RADAR…

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Scudo Solare Chimico: l’alibi per la guerra climatica

Scie chimiche e geoingegneria

«Se partiamo dal presupposto che nel 2025 la nostra strategia di sicurezza nazionale includerà la modificazione del clima, il suo uso nella nostra strategia militare nazionale sarà la naturale conseguenza».
Modificare il clima: era l’orizzonte a cui già nel lontano 1996 puntava la Air University, una dépendance dell’aviazione USA, con sede nella base aerea di Maxwell, in Alabama.
A quanto pare, avvertono Giulietto Chiesa e Paolo De Santis, citando fonti delle Nazioni Unite, la “conquista” del clima è già cominciata: per l’Ipcc, il panel scientifico dell’Onu sul clima, la creazione di uno “scudo termico” per proteggere la Terra dall’irraggiamento del sole, sarebbe l’unica possibilità di scongiurare la catastrofe del surriscaldamento globale.
Lavori già in corso da tempo? «Nessuno di noi ne deve sapere nulla, perché evidentemente la missione è stata interamente delegata ai militari». E mentre i “debunker” tentano di ridicolizzare chi parla di “scie chimiche”, il Palazzo di Vetro squarcia un velo sulle nuove frontiere della geo-ingegneria. E ammette: nessuno è in grado di valutarne gli “effetti collaterali” sul pianeta…

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