Ghiandola Pineale, il nostro ponte alla divinità e… H.A.A.R.P

La ghiandola pineale e la ghiandola coccigea rappresentano il nostro ponte alla divinità. Eppure la scienza medica ha amputato se stessa di queste due preziose conoscenze, facendo divenire l’uomo un circuito inerte da dare in pasto agli psichiatri.
Essendo stato catalogato come una semplice macchina biologica pilotata dagli automatismi malefici dell’HPA, ovvero l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, l’uomo è quindi “facilmente” gestibile tramite psicofarmaci, che hanno effetto sui cinque neurotrasmettitori principali.
Ma c’è molto di più. Far conoscere le potenzialità e la funzione della ghiandola pineale, avrebbe – come sta in qualche modo accadendo oggi – fatto aprire enormi squarci nella coscienza collettiva. Ma rientrare in possesso delle nostre caratteristiche e abilità in quanto esseri spirituali, è qualcosa che alle forze del buio non conviene.
Dietro H.A.A.R.P si cela la sperimentazione di una tecnologia avanzata di irradiamento di onde radio. Una tecnologia simile è in grado di scaldare vaste zone della ionosfera, immettendo elevate quantità di energia, capaci di penetrare qualsiasi cosa vivente su determinate zone della terra…

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La metabolizzazione della bugia

di Massimo Mazzucco
Finché si riesce a tenerlo nascosto, uno sporco segreto rimane tale. Quando diventa impossibile nasconderlo, allora nascono bugie atte a mascherarlo. E teoricamente, se possibile, anche a farlo metabolizzare dalla società, in modo che quello che una volta era un problema, in futuro non lo sia più.
Una volta le scie chimiche erano uno sporco segreto. Ora che il segreto è stato svelato, le scie chimiche diventano ufficialmente delle innocenti “scie di condensa”. La foto che pubblichiamo è stata scattata da un nostro lettore, Federico Ferrari, al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano.
“Ieri mi sono recato al Museo della Scienza e della Tecnica a Milano – scrive Federico – e con stupore ho notato tra le varie fotografie della sezione “aria e atmosfera”, uno scatto dal satellite che mostrava una serie di scie nel cielo. Molto piu interessante la didascalia accanto, con scritto espressamente che le “scie di condensa” possono tramutarsi in nuvole ed avere effetti sul cambiamento del clima”

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Guerra alla vita terrestre con armi elettromagnetiche e sostanze tossiche irrorate nell’atmosfera!

Kylie Jenner - Chemtrails

di Dario Sardella
Strumenti di morte su scala planetaria. Esistono e sono vietati dalla Convenzione ENMOD dell’ONU, entrata in vigore il 5 ottobre 1978.

Ecco un dato ufficiale su cui riflettere, anzi una firma inconfondibile di un fenomeno innescato dalla mano armata dell’uomo: scarsa profondità, ovvero ipocentro anomalo. Il Corriere della Sera del 25 agosto 2016, recita testualmente: “C’è un’anomalia in questo terremoto (terremoto del 24 Agosto 2026 in Centro Italia), che ha portato per l’ennesima volta vittime e danni nella martoriata Penisola. È la scarsa…

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Scudo Solare Chimico: l’alibi per la guerra climatica

Scie chimiche e geoingegneria

«Se partiamo dal presupposto che nel 2025 la nostra strategia di sicurezza nazionale includerà la modificazione del clima, il suo uso nella nostra strategia militare nazionale sarà la naturale conseguenza».
Modificare il clima: era l’orizzonte a cui già nel lontano 1996 puntava la Air University, una dépendance dell’aviazione USA, con sede nella base aerea di Maxwell, in Alabama.
A quanto pare, avvertono Giulietto Chiesa e Paolo De Santis, citando fonti delle Nazioni Unite, la “conquista” del clima è già cominciata: per l’Ipcc, il panel scientifico dell’Onu sul clima, la creazione di uno “scudo termico” per proteggere la Terra dall’irraggiamento del sole, sarebbe l’unica possibilità di scongiurare la catastrofe del surriscaldamento globale.
Lavori già in corso da tempo? «Nessuno di noi ne deve sapere nulla, perché evidentemente la missione è stata interamente delegata ai militari». E mentre i “debunker” tentano di ridicolizzare chi parla di “scie chimiche”, il Palazzo di Vetro squarcia un velo sulle nuove frontiere della geo-ingegneria. E ammette: nessuno è in grado di valutarne gli “effetti collaterali” sul pianeta…

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