L’Europa Atlantista Prepara la Sua Eutanasia

di Alex Marquez
L’Europa atlantista prepara la sua eutanasia: il suicidio geopolitico degli orfani della Nato.
L’Europa ultra-atlantista affronta il declino con più riarmo, più subordinazione agli USA e meno autonomia strategica. Tra crisi energetica, Gaza, Ucraina e collasso industriale, le élite europee sembrano preparare un suicidio geopolitico collettivo.
Facciamo un passo indietro: nel giugno 2025, al vertice NATO dell’Aia, i governi europei avevano approvato un nuovo incremento della spesa militare mentre il prezzo del gas restava strutturalmente superiore ai livelli pre-2022, la manifattura tedesca – nel mentre – continua a perdere competitività e Washington, sotto l’apparente confusione strategica di Trump, scarica apertamente sugli alleati il costo strategico dell’Occidente. È questo il dato reale. Tutto il resto — i sermoni sull’unità euro-atlantica, la “difesa dei valori”, le liturgie a mezzo stampa sul fronte democratico — serve ormai solo a coprire un gigantesco fallimento storico…

Vai all’articolo

Il Destino dell’Europa è Oltre l’Occidente

di Marcello Veneziani
Non possiamo noi europei, nel nome di quel che accadde più di ottant’anni fa, lasciare ancora oggi agli Stati Uniti la direzione strategica, geopolitica, economica e culturale dell’Occidente intero. Dovremmo piuttosto accettare la realtà policentrica di un mondo nuovo multipolare e soprattutto pensare che esista, oltre l’occidente, un destino europeo.
Poi d’improvviso, come d’incanto, spariscono le rivolte e le repressioni a Caracas e a Teheran. E resta solo la scia di discussioni e di litigi nostrani, coi maestri cantori dell’Occidente “libero, moderno e democratico” che ti chiedono: ma tu andresti a vivere in Venezuela, in Iran, in Russia, dicono? No, che non ci vivrei, perché dovrei andarci? E non vivrei nemmeno in Cina, in Corea, in Nigeria, in Groenlandia. Non sono il mio mondo, la mia vita, la mia storia, la mia gente. Perché mai dovrei lasciare il mio paese, la mia civiltà?…

Vai all’articolo

Anno 2026!

Eccoci qui, all’alba di un nuovo anno. Ma non un anno qualunque. Il 2026!
Guardiamoci intorno: il mondo sta cambiando. Non con piccoli aggiustamenti, non con timide riforme. Sta cambiando nelle fondamenta. Siamo testimoni di una trasformazione epocale, paragonabile solo ai grandi punti di svolta della storia umana. I vecchi equilibri si sgretolano, le certezze di ieri diventano polvere di fronte alla Storia che avanza con passo inarrestabile.
Il mondo multipolare non è più una teoria, non è più un’ipotesi da salotto. È qui. È realtà. È presente, attivo, pulsante. Nuovi poli di potere emergono, nuove alleanze si formano, nuove prospettive si aprono. L’egemonia del pensiero unico vacilla, e con essa vacillano tutti coloro che su quel pensiero unico hanno costruito imperi di menzogne…

Vai all’articolo

“CORE 5”: Gli USA Scelgono un Mondo Multipolare e Declassano l’Europa

di Giuseppe Masala
La prestigiosa testata americana “Defense One”, specializzata in sicurezza globale e difesa nazionale, dichiara di aver preso visione di una versione “segreta e più estesa” del “Documento di Sicurezza Strategica Nazionale USA” (SSN) divulgato in questi giorni, e che già nella versione pubblica ha avuto enorme eco soprattutto in Europa.
La testata USA specializzata in sicurezza globale sostiene di aver visto una versione “non censurata” del Documento di Sicurezza Strategica USA nella quale vi sarebbe riportato che Washington sostiene la nascita di un nuovo organismo, il “Core 5”, per gestire gli affari globali e che l’Europa ne sarebbe esclusa, relegandola a area del mondo marginale.
Defence One sostiene che nella versione “allargata” (e originaria) che ha potuto leggere sono presenti due ulteriori capitoli di estrema rilevanza. Il primo si intitola eloquentemente “Make Europe Great Again”, mentre il secondo si intitola “Core 5”. Il primo, come è facile intuire delinea le strategie per far rinascere una Europa, ritenuta a Washington, in piena decadenza, mentre il secondo delinea la nascita di un nuovo organismo informale – che di fatto sostituirebbe il G7 – e che avrebbe il compito di gestire gli affari globali. “Core 5”, appunto perché sarebbe composto da cinque paesi…

Vai all’articolo

Venezuela nel Mirino: la Narrazione che Assolve gli USA

di Fabrizio Verde
Quando l’escalation militare non si chiama più aggressione…
C’è una parola che improvvisamente è scomparsa dal lessico dei media occidentali: aggressione. Dal 2022 al 2024 la stampa e la diplomazia russofoba euro-atlantica hanno ripetuto quotidianamente lo schema binario Ucraina aggredita, Russia aggressore. Era la visione unica, assoluta, obbligata. Non c’erano sfumature, esisteva solo un mantra ripetuto ossessivamente: ci sono un aggressore e un aggredito.
E tuttavia, quando gli Stati Uniti dispiegano nel Mar dei Caraibi bombardieri B-1, portaerei nucleari, sottomarini d’attacco e flotte navali a pochi chilometri dalle acque territoriali venezuelane, e quando – secondo le stesse autorità statunitensi – conducono quasi venti attacchi contro piccole imbarcazioni uccidendo più di settanta civili, allora lo schema morale improvvisamente scompare. Non più aggressore e aggredito, ma un vago, rassicurante invito a “ridurre le tensioni”, come se Caracas e Washington fossero due attori simmetrici, due metà equivalenti di un conflitto costruito a tavolino, due soggetti entrambi responsabili…

Vai all’articolo

Kazan 2024, la Resa dei Media Occidentali: Chi ha Isolato Chi?

di Leonardo Sinigaglia
Dall’inizio dell’Operazione Militare Speciale russa in Donbass e Ucraina, uno dei mantra preferiti dalla propaganda occidentale è stato quello del preteso isolamento della Russia.
Secondo i nostri politici e giornalisti, Mosca sarebbe stata “isolata” dalla “comunità internazionale” a causa della sua “improvvisa e immotivata invasione di un paese pacifico”.
Questa narrazione, già debole finanche nei convulsi giorni seguiti a quel 22 febbraio, ha mostrato col passare dei mesi di essere una mera fandonia, un pio desiderio delle classi dirigenti euro-atlantiche a cui la realtà, nonostante tutte le conferenze stampa e le colonne sui giornali, si ostinava a non conformarsi.
La più grande e feroce campagna sanzionatoria della Storia non è riuscita a piegare l’economia russa, con i paesi del mondo, finanche occidentali, impegnati in un complesso gioco di triangolazioni ed espedienti per garantirsi il collegamento con i mercati russi. Similmente…

Vai all’articolo

Totalitarismo Liberale in Salsa Verde

di Marco Della Luna 
Qui in Occidente c’è la democrazia o la plutocrazia? Comandano i voti o i soldi? E decidono gli elettori o gli usurai? Vige ormai un totalitarismo che impone il suo modello unico e pensiero unico: è il totalitarismo della finanza, dei banchieri, dell’usura.
Altro che pericolo fascista! Esiste oggi un solo estremismo, un estremismo di destra economica imperialista e mercatista, per libere volpi in libero pollaio, e ha generato l’unico totalitarismo in Occidente oggi: il suo pensiero unico, che controlla non solo la narrazione, ma gli stessi significati delle parole.
L’uomo e la società sono e funzionano come li hanno descritti Freud e Schopenhauer, non come li hanno presupposti Platone, Moore, Bacon, Kant e le costituzioni democratiche dalla rivoluzione francese in poi – tutti utopisti. La lezione pratica della psicologia politica è che, fino a prova contraria, si deve presumere che ogni affermazione, prescrizione o valutazione del governo, o di qualsiasi altro soggetto politico, sia fatta al fine di frodarti o quantomeno di ingannarti…

Vai all’articolo

Gravissimo il Primo Atto del Parlamento UE: da Ora l’Ucraina può Attaccare la Russia

di Diego Fusaro
Il nuovo Parlamento europeo, formatosi dopo le recenti elezioni, parte male, anzi malissimo. Ha infatti approvato in questi giorni la possibilità per l’Ucraina del guitto Zelensky, attore “Nato”, di attaccare direttamente il territorio russo.
Si tratta di una scelta di una gravità inaudita, una scelta scellerata che segna un ulteriore passo verso la catastrofe finale, vale a dire verso la guerra mondiale. Un passo alla volta stiamo procedendo con stolta letizia verso l’abisso, o se preferite verso la notte che non ha mattino. La scelta del Parlamento europeo ci impone allora una duplice considerazione telegrafica e impressionistica.
In primo luogo abbiamo la conferma della nostra tesi. Con le elezioni europee non cambia l’ordine delle cose, ma semplicemente cambia il cameriere…

Vai all’articolo

USA ed Israele: l’Armageddon Contro il Mondo Multipolare

di Stefano Zecchinelli 
Il complesso militare-industriale USA, quindi l’alleanza strategica del Pentagono con la lobby israeliana AIPAC (American Israel Public Affairs Committee è un gruppo di pressione statunitense noto per il forte sostegno allo Stato di Israele) ed il governo israeliano-fascista sostengono l’Armageddon in quanto “male necessario” per fermare la transizione al mondo multipolare, trasformando il genocidio in una mera opzione politica.
La Corte Penale Internazionale ha optato per il soft power mettendo sullo stesso piano “aggressori” (Israele) ed “aggrediti” (Hamas); è una logica sistematizzata dalla “sinistra invertebrata” la quale ha abdicato al sostegno delle Resistenze anti-imperialistiche, adottando l’ideologia del Diritti umani (contrapposta alla Teoria generale del diritto dei Diritti dell’Uomo) e del “cosmopolitismo senza radici”. Un duplice mandato di cattura, tanto per Netanyahu quanto per Hamas, non coglie la natura storica e sociale della colonizzazione della Palestina: la Resistenza palestinese, una volta che gli Occidentali dismisero il piano sovietico del 1947-’48, detiene il diritto alla lotta contro una potenza occupante…

Vai all’articolo

Lo Zimbabwe Emette una Nuova Moneta Coperta da Oro

di Cosimo Massaro
Il processo di dedollarizzazione avanza ulteriormente!
Ed ecco che un altro Paese, in questo caso africano, lo Zimbabwe, si inserisce nel processo di dedollarizzazione del pianeta. Il Paese sud-africano nell’ulteriore tentativo di mettere fine all’iperinflazione di oltre il 50% che ha distrutto il dollaro locale, ha pensato di sostituirlo con una nuova moneta denominata Zig, sostenuta da un paniere di valute estere e da una riserva aurea.
John Mushayavanhu, Governatore della Reserve Bank dello Zimbabwein in una sua dichiarazione pubblica, ha affermato quanto segue:…

Vai all’articolo