Anno 2026!

Eccoci qui, all’alba di un nuovo anno. Ma non un anno qualunque. Il 2026!
Guardiamoci intorno: il mondo sta cambiando. Non con piccoli aggiustamenti, non con timide riforme. Sta cambiando nelle fondamenta. Siamo testimoni di una trasformazione epocale, paragonabile solo ai grandi punti di svolta della storia umana. I vecchi equilibri si sgretolano, le certezze di ieri diventano polvere di fronte alla Storia che avanza con passo inarrestabile.
Il mondo multipolare non è più una teoria, non è più un’ipotesi da salotto. È qui. È realtà. È presente, attivo, pulsante. Nuovi poli di potere emergono, nuove alleanze si formano, nuove prospettive si aprono. L’egemonia del pensiero unico vacilla, e con essa vacillano tutti coloro che su quel pensiero unico hanno costruito imperi di menzogne…

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Venezuela nel Mirino: la Narrazione che Assolve gli USA

di Fabrizio Verde
Quando l’escalation militare non si chiama più aggressione…
C’è una parola che improvvisamente è scomparsa dal lessico dei media occidentali: aggressione. Dal 2022 al 2024 la stampa e la diplomazia russofoba euro-atlantica hanno ripetuto quotidianamente lo schema binario Ucraina aggredita, Russia aggressore. Era la visione unica, assoluta, obbligata. Non c’erano sfumature, esisteva solo un mantra ripetuto ossessivamente: ci sono un aggressore e un aggredito.
E tuttavia, quando gli Stati Uniti dispiegano nel Mar dei Caraibi bombardieri B-1, portaerei nucleari, sottomarini d’attacco e flotte navali a pochi chilometri dalle acque territoriali venezuelane, e quando – secondo le stesse autorità statunitensi – conducono quasi venti attacchi contro piccole imbarcazioni uccidendo più di settanta civili, allora lo schema morale improvvisamente scompare. Non più aggressore e aggredito, ma un vago, rassicurante invito a “ridurre le tensioni”, come se Caracas e Washington fossero due attori simmetrici, due metà equivalenti di un conflitto costruito a tavolino, due soggetti entrambi responsabili…

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Lo Zimbabwe Emette una Nuova Moneta Coperta da Oro

di Cosimo Massaro
Il processo di dedollarizzazione avanza ulteriormente!
Ed ecco che un altro Paese, in questo caso africano, lo Zimbabwe, si inserisce nel processo di dedollarizzazione del pianeta. Il Paese sud-africano nell’ulteriore tentativo di mettere fine all’iperinflazione di oltre il 50% che ha distrutto il dollaro locale, ha pensato di sostituirlo con una nuova moneta denominata Zig, sostenuta da un paniere di valute estere e da una riserva aurea.
John Mushayavanhu, Governatore della Reserve Bank dello Zimbabwein in una sua dichiarazione pubblica, ha affermato quanto segue:…

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Elezioni Russia, Becchi contro tutti: “Militari con i Fucili nei Seggi? Che Falsità!”

Putin è stato rieletto con quasi il 90% dei voti nelle recenti elezioni russe.
Quasi tutta l’Europa parla di un processo elettorale pilotato e privo di veri oppositori. Secondo il Professor Paolo Becchi in Russia esiste una democrazia e ha scelto il popolo: “Ci sono state delle lezioni che sono state libere.
Sondaggisti anche americani hanno riconosciuto che c’è una identificazione del popolo russo con Putin. In un momento drammatico come quello della guerra lo spirito del popolo si identifica con Putin. Un successo superiore alle aspettative. Trovo assurdo che in Italia abbiamo visto video falsi dei militari nei seggi

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Putin: “La Situazione è, in una certa Misura, Rivoluzionaria”

di Pepe Escobar
Putin ha centrato il punto in cui ci troviamo: sull’orlo di una rivoluzione.
In un discorso onnicomprensivo tenuto alla sessione plenaria del 19° incontro annuale del Valdai Club, il Presidente Putin ha lanciato una critica devastante e a più livelli dell’unipolarismo.
Da Shakespeare all’assassinio del generale Soleimani; dalle riflessioni sulla spiritualità alla struttura dell’ONU; dall’Eurasia come culla della civiltà umana all’interconnessione tra BRI, SCO e INSTC; dai pericoli nucleari a quella penisola periferica dell’Eurasia “accecata dall’idea che gli Europei siano migliori degli altri”, il discorso ha evidenziato, in stile Brueghel, un quadro della “pietra miliare storica” che abbiamo di fronte, nel bel mezzo del “decennio più pericoloso dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.”
Putin si è persino spinto a dire che, secondo le parole dei classici, “la situazione è, in una certa misura, rivoluzionaria” poiché “le classi superiori non possono e le classi inferiori non vogliono più vivere così”. Quindi tutto è in gioco, perché “il futuro del nuovo ordine mondiale si sta delineando davanti ai nostri occhi”

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