L’Occidente Soffia Ancora sulla Destabilizzazione dei Balcani

di Mario Colonna
Dalla frantumazione della Jugoslavia, i Balcani non hanno mai smesso di rappresentare il simbolo di quel divide et impera di Romana memoria che ha guidato gli imperialismi occidentali all’imposizione dei propri interessi in giro per il mondo.
Ancora oggi, la situazione nella penisola è incandescente, con continue tensioni dove la longa manus dell’Occidente prova a giocare le sue carte contro l’affermarsi del multipolarismo.
La Nuova “Triplice Alleanza”
Alla fine di marzo, la Croazia e il Kosovo hanno firmato a Tirana insieme all’ospitante Albania accordi sulla cooperazione militare che prevedono la lotta congiunta contro le minacce esterne.
Il documento principale si compone di quattro punti e prevede cooperazione tra le parti nell’addestramento e nello svolgimento di esercitazioni congiunte del personale militare. A ciò si aggiungono lo scambio di informazioni di intelligence e soprattutto il “coordinamento delle politiche e delle posizioni dei partecipanti con le strutture multilaterali euroatlantiche nel campo della sicurezza e della difesa”

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La Promessa

di Lorenzo Merlo
Le espressioni che arrivano dalla Russia, dalla Cina e, in generale, dalla cosmogonia Brics dedicate al multipolarismo e al rispetto delle politiche che emergono dalle culture fiorite sulla terra, sono viste dalla parte di noi che considera la modalità ingerente irrinunciabile stella polare di quella statunitense-occidentale come mortifera, alla stregua di una promessa salvifica.
La base su cui appoggia la speranza che tale promessa possa comportare la realizzazione di un mondo più rispettoso e meno travestito di giustizia, non più governato dal padre padrone statunitense, si radica sul plinto della crescente e diffusa consapevolezza che la freccia scoccata dall’arco della modalità egemonica, appesantita da assurdità antropologica, sociologica e psicologica prima ancora che politica, geopolitica, come l’esportazione della democrazia, e ammorbata da un debito pubblico sintomo di un sistema immunitario allo sfacelo, sia prossima al suo punto di schianto, ben lontano dal centro del bersaglio di dominio assoluto che voleva colpire…

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Una UE Senza Europa è un Generatore Automatico di Conflitti

di Marquez
Il continuo allargamento UE è solo un atto servile verso gli USA, privo di logica politica o economica. Nuovi membri entrano per fondi e in chiave bellica antirussa. L’identità europea collassa, ridotta a costola NATO, lontana dallo spirito fondante di Ventotene.
La Nuova UE… Senza Europa
Ormai la UE è un generatore automatico di conflitti. Al momento ci sono nove paesi ufficialmente candidati all’adesione: Turchia (candidata dal 1999), Macedonia del Nord (candidata dal 2004), Montenegro (candidato dal 2010), Serbia (candidata dal 2012), Albania (candidata dal 2014), e questi sono i casi in sospeso da anni per valutazioni tecniche ed economiche.
Poi ci sono gli ultimi casi, su spinta politica ed atlantica, i più spinosi: Ucraina, Moldavia e Bosnia ed Erzegovina (tutte e tre candidate dal 2022) e Georgia (candidata dal 2023).
Caso a parte il Kosovo, altra situazione instabile e di potenziale conflitto, che ha firmato l’accordo di stabilizzazione e associazione necessario prima che possa candidarsi per l’adesione, ed è considerato “potenziale candidato”.
L’attuale espansione dell’Unione Europea appare priva di una logica coerente, sia dal punto di vista politico che economico. Sembra dettata esclusivamente dal desiderio di sfidare la Russia, intensificando e aggravando i conflitti, senza alcun reale vantaggio per sé. È un’operazione che trasuda servilismo nei confronti degli Stati Uniti…

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Putin: “La Situazione è, in una certa Misura, Rivoluzionaria”

di Pepe Escobar
Putin ha centrato il punto in cui ci troviamo: sull’orlo di una rivoluzione.
In un discorso onnicomprensivo tenuto alla sessione plenaria del 19° incontro annuale del Valdai Club, il Presidente Putin ha lanciato una critica devastante e a più livelli dell’unipolarismo.
Da Shakespeare all’assassinio del generale Soleimani; dalle riflessioni sulla spiritualità alla struttura dell’ONU; dall’Eurasia come culla della civiltà umana all’interconnessione tra BRI, SCO e INSTC; dai pericoli nucleari a quella penisola periferica dell’Eurasia “accecata dall’idea che gli Europei siano migliori degli altri”, il discorso ha evidenziato, in stile Brueghel, un quadro della “pietra miliare storica” che abbiamo di fronte, nel bel mezzo del “decennio più pericoloso dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.”
Putin si è persino spinto a dire che, secondo le parole dei classici, “la situazione è, in una certa misura, rivoluzionaria” poiché “le classi superiori non possono e le classi inferiori non vogliono più vivere così”. Quindi tutto è in gioco, perché “il futuro del nuovo ordine mondiale si sta delineando davanti ai nostri occhi”

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