Fascista Come NoVax

Gli ebeti che abitano paesi coloniali dove la comprensione critica della realtà è un lusso che non possono permettersi, litigano sulle etichette che gli vengono fornite, dividendosi tra “fascisti”, “comunisti”, “NoVax” a seconda della convenienza del momento.
Negli anni Settanta bastava pronunciare la parola “fascismo” perché qualsiasi discorso dissenziente venisse relegato nell’ambito del reazionario, del pericoloso per la democrazia, del complice delle dittature, e così accadeva che persino la difesa di valori tradizionali o critiche alla dissoluzione dei confini culturali diventassero automaticamente manifestazioni di nostalgia per il Ventennio o per i regimi autoritari, senza che fosse necessario alcun legame reale con movimenti neofascisti o con ideologie totalitarie: la semplice etichetta bastava a chiudere il dibattito, a rendere superflua qualsiasi analisi delle ragioni concrete che animavano una posizione, trasformando lo spauracchio in strumento di controllo del perimetro del discutibile…

Vai all’articolo

Venezuela nel Mirino: la Narrazione che Assolve gli USA

di Fabrizio Verde
Quando l’escalation militare non si chiama più aggressione…
C’è una parola che improvvisamente è scomparsa dal lessico dei media occidentali: aggressione. Dal 2022 al 2024 la stampa e la diplomazia russofoba euro-atlantica hanno ripetuto quotidianamente lo schema binario Ucraina aggredita, Russia aggressore. Era la visione unica, assoluta, obbligata. Non c’erano sfumature, esisteva solo un mantra ripetuto ossessivamente: ci sono un aggressore e un aggredito.
E tuttavia, quando gli Stati Uniti dispiegano nel Mar dei Caraibi bombardieri B-1, portaerei nucleari, sottomarini d’attacco e flotte navali a pochi chilometri dalle acque territoriali venezuelane, e quando – secondo le stesse autorità statunitensi – conducono quasi venti attacchi contro piccole imbarcazioni uccidendo più di settanta civili, allora lo schema morale improvvisamente scompare. Non più aggressore e aggredito, ma un vago, rassicurante invito a “ridurre le tensioni”, come se Caracas e Washington fossero due attori simmetrici, due metà equivalenti di un conflitto costruito a tavolino, due soggetti entrambi responsabili…

Vai all’articolo

Il Rimpasto di Trump all’USAID Rivela Campagne di Censura e Diffamatorie Finanziate dall’Agenzia

di Brenda Baletti, Ph.D.
I recenti reportage dei giornalisti Sayer Ji, Michael Shellenberger e Alex Gutentag, e Lee Fang hanno collegato i finanziamenti dell’USAID alla diffamazione e alla censura di giornalisti e piattaforme mediatiche indipendenti statunitensi e mondiali.
Mentre l’amministrazione Trump iniziava a riorganizzare e a tagliare ingenti finanziamenti all’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID), sono emerse rivelazioni secondo cui l’organizzazione finanziava gruppi, tra cui alcuni organi di informazione, impegnati in campagne diffamatorie e di censura contro le voci dissidenti.
L’agenzia, nota come facciata per le operazioni di intelligence degli Stati Uniti, ha finanziato cambi di regime e altri interessi americani in tutto il mondo. Finanzia anche organizzazioni di informazione allineate con gli obiettivi della politica estera degli Stati Uniti…

Vai all’articolo

USA ed Israele: l’Armageddon Contro il Mondo Multipolare

di Stefano Zecchinelli 
Il complesso militare-industriale USA, quindi l’alleanza strategica del Pentagono con la lobby israeliana AIPAC (American Israel Public Affairs Committee è un gruppo di pressione statunitense noto per il forte sostegno allo Stato di Israele) ed il governo israeliano-fascista sostengono l’Armageddon in quanto “male necessario” per fermare la transizione al mondo multipolare, trasformando il genocidio in una mera opzione politica.
La Corte Penale Internazionale ha optato per il soft power mettendo sullo stesso piano “aggressori” (Israele) ed “aggrediti” (Hamas); è una logica sistematizzata dalla “sinistra invertebrata” la quale ha abdicato al sostegno delle Resistenze anti-imperialistiche, adottando l’ideologia del Diritti umani (contrapposta alla Teoria generale del diritto dei Diritti dell’Uomo) e del “cosmopolitismo senza radici”. Un duplice mandato di cattura, tanto per Netanyahu quanto per Hamas, non coglie la natura storica e sociale della colonizzazione della Palestina: la Resistenza palestinese, una volta che gli Occidentali dismisero il piano sovietico del 1947-’48, detiene il diritto alla lotta contro una potenza occupante…

Vai all’articolo