Autoassoluzione: la Nuova Regola di Israele

di Massimo Mazzucco
Due belle notizie da Israele, una più edificante dell’altra…
La prima è che Netanyahu ha chiesto al presidente Herzog il perdono per i reati di cui è accusato in tre processi differenti (corruzione, frode e abuso di fiducia). Lo ha fatto, naturalmente, senza ammettere la propria colpevolezza. Netanyahu ha detto: “Nonostante il mio interesse personale nel portare a termine il processo e dimostrare pienamente la mia innocenza, credo che l’interesse pubblico imponga diversamente”.
Praticamente: dopo aver fatto rimandare i suoi processi con mille scuse infinite, lui rinuncia a provare la propria innocenza, e chiede il perdono (per qualcosa che ovviamente non ha fatto), nell’interesse di tutta la popolazione. Che tenero, è quasi commovente nel suo generoso altruismo. Quando si dice avere il senso della nazione…

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Il Testo Integrale del Messaggio di Hamas in Risposta al Piano di Pace di Trump

Il Presidente Usa: “Credo siamo pronti per una pace duratura”.
Il testo integrale inviato da Hamas con la risposta al piano di pace di Donald Trump lo ha condiviso lo stesso presidente su Truth: “Spinti dal desiderio di porre fine all’aggressione e al genocidio perpetrati contro il nostro popolo saldo nella Striscia di Gaza, e partendo da una responsabilità nazionale, nonché in difesa dei principi, dei diritti e degli interessi superiori del nostro popolo, il Movimento di Resistenza Islamica Hamas ha condotto consultazioni approfondite all’interno delle proprie istituzioni di leadership, ampie consultazioni con le forze e le fazioni palestinesi, e colloqui con fratelli, mediatori e amici, al fine di raggiungere una posizione responsabile rispetto al piano del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump

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Yemen: Primo Ministro Houthi Ucciso in Raid Israeliano a Sana’a

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz: “Chiunque alzi una mano contro Israele la perderà”.
Il primo ministro dei ribelli Houthi sostenuti dall’Iran, Ahmed al-Rahawi, è stato ucciso ieri in un appartamento a Sana’a durante gli attacchi israeliani. Lo riferisce il canale yemenita Al-Jumhuriya. Secondo il quotidiano Aden Al-Ghad, Rahawi è stato ucciso insieme ad alcuni dei suoi compagni.
Dai resoconti dei media yemeniti, sembrerebbe che si sia trattato di un attacco separato da quello di ieri nel quale Israele avrebbe preso di mira 10 ministri senior degli Houthi, tra cui il ministro della Difesa…

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Il Sionismo Non è Ebraismo

a cura di Armando Savini
I rabbini più importanti hanno apertamente respinto l’affermazione del premier israeliano Benjamin Netanyahu secondo cui Israele combatte per tutti gli ebrei.
Essi hanno messo in luce la profonda divisione col  sionismo – il movimento per stabilire e mantenere una patria ebraica più grande attraverso la colonizzazione di altre terre.
Rabbi Yaakov Jacobowitz:
– Il popolo ebraico non è un sinonimo del governo israeliano;
– I sionisti stanno letteralmente calpestando il nome dell’intero collettivo religioso;
– Il sionismo è un grave FURTO DI IDENTITÀ.
Rabbino Yakov Shapiro:
– Il sionismo è una minaccia esistenziale al popolo ebraico e alla sua religione. Gli ebrei non sono responsabili delle azioni o dell’ideologia dello Stato di Israele…

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La Spinta per Chiudere la Guerra di Gaza Rafforzata dal Confronto con Teheran

di Davide Malacaria
Trump ribadisce che la carneficina di Gaza finirà “entro una settimana”. Possibile che, come in altre circostanze, la tempistica indicata dal presidente Usa sia troppo ristretta rispetto alla realtà, ma la sollecitazione serve a urgere Netanyahu a muoversi in tal senso. E sembra avere una certa efficacia.
Netanyahu Pronto alla Pace?
I media israeliani informano che Netanyahu si sta confrontando con i suoi collaboratori sulla questione. Sul punto, le dichiarazioni di Aryeh Deri, membro del gabinetto di sicurezza di Netanyahu: “Ora più che mai sono state create le condizioni per porre fine alla guerra a Gaza”.
Le ha riportate il Washington Post, commentandole con le osservazioni di  Shira Efron, dell’Israel Policy Forum, secondo la quale la “vittoria” nella guerra contro l’Iran ha conferito nuova popolarità al premier israeliano, “un capitale politico necessario per poter accettare un cessate il fuoco a Gaza”

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Il Nuovo Paradigma dello “Scontro di Civiltà”

di Loretta Napoleoni
Dalla caduta del muro di Berlino abbiamo assistito al proliferarsi di conflitti armati; il vento di democrazia che dall’occidente soffiava intorno al mondo non è stato come ci si aspettava pacificatore, la globalizzazione non ci ha regalato la pace.
Conscio di questo fallimento Papa Bergoglio coniò la celeberrima frase: “la terza guerra mondiale a pezzi”. Ricomponendo sul mappamondo l’agghiacciante puzzle dei conflitti insorti negli ultimi trent’anni, torna in mente la tesi del professor Samuel Huntington riguardo allo scontro di civiltà. Una tesi che a distanza di tre decenni sembra descrivere l’evoluzione della guerra fredda, una guerra non più fredda ma calda, non più tra due blocchi ma tra diversi poli caratterizzati da differenze etnico-culturali. Ed infatti i fronti sembrano strutturarsi lungo linee di omogeneità etnica culturale con alcune nazioni intrappolate geograficamente tra i diversi blocchi.
L’Ucraina è uno di questi…

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Generale F. Mini: “la Guerra di Netanyahu è la Prova che Teheran Non Ha l’Atomica”

Intervista di Paolo Rossetti al Generale Fabio Mini
Israele vuole punire l’Iran perché è un contendente in Medio Oriente. Netanyahu vuole le armi USA ma la sua guerra non risolverà niente.
L’obiettivo di Israele è quello di affermarsi come potenza egemone nel Medio Oriente. E per farlo ha deciso di attaccare l’Iran, di destrutturarlo come Paese. Per portare a compimento il piano, però, spiega Fabio Mini, generale già capo di stato maggiore della NATO per il Sud Europa e comandante delle operazioni di pace della NATO in Kosovo (autore de “La Nato in guerra”, Dedalo, 2025), Netanyahu ha bisogno che Trump gli fornisca le armi adatte.
Così impostata, la guerra andrà avanti fino a che entrambe le parti non avranno finito le munizioni…

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Nemici

di EG
Lo “Stato ebraico” è  fonte inesauribile di destabilizzazione nel Mediterraneo.
Il cosiddetto “Stato ebraico” (perché non riconosciuto da diversi aderenti alle varie versioni del Giudaismo, e che ha fatto di tutto per accreditarsi sin dai suoi albori presso costoro come legittimo ed imprescindibile, fino al punto limite del messianismo) è stato ed è una fonte inesauribile di destabilizzazione nel Mediterraneo e al crocevia tra Europa, Asia ed Africa.
Come Italia, per “difendere Israele”, a partire dagli anni Novanta abbiamo perso progressivamente partner commerciali di tutto rispetto, a partire dall’Iraq, e poi via via, uno dopo l’altro, passando per la Siria, ed arrivando proprio all’Iran, persino escluso dalle transazioni bancarie. Tutto a detrimento di tutti gli italiani che hanno dovuto chiudere baracca e burattini con le loro attività, perché non c’era più verso di combinare nulla…

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“Shin Bet”: “Fondi del Qatar Autorizzati dal Premier per Finanziare Hamas”

di Redazione Ilgiornaleditalia
Qatargate in Israele, arrestati collaboratori di Netanyahu Urich e Feldstein per corruzione; Shin Bet (agenzia di intelligence per gli affari interni dello stato di Israele, subordinata direttamente al Primo ministro): “Fondi da Doha (capitale del Qatar) autorizzati dal premier per finanziare Hamas”.
L’inchiesta potrebbe essere legata al licenziamento – poi sospeso – del capo di Shin Bet, Ronen Bar; il premier dello stato ebraico, chiamato a testimoniare, accusa: “Tentativo di colpo di Stato”.
Sono stati arrestati due collaboratori di Benjamin Netanyahu, Jonathan Urich ed Eli Feldstein all’interno dell’inchiesta Qatargate per sospetti di corruzione, contatto con agente straniero, abuso d’ufficio e violazioni fiscali. L’ufficio del primo ministro ha dichiarato: “Indagini inventate” e “tentativo di colpo di stato contro il governo”, mentre Netanyahu – non indagato – viene citato a testimoniare sulla vicenda…

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Gaza: le Roboanti Minacce di Trump e le Trattative con Hamas

di Davide Malacaria
Nuova esternazione di Trump su Gaza, nuovo allarme. Sostanzialmente ha minacciato l’intera popolazione di Gaza, che periranno se non saranno rilasciati gli ostaggi, aggiungendo che l’America sta fornendo a Israele il necessario per “finire il lavoro”, cioè portare a compimento il genocidio. Notizie che stridono palesemente con la notizia che vede gli americani avviare delle trattative dirette con Hamas…
Di Esternazioni e Impensabili Contatti
Esternazioni che sembrano fare del presidente Usa un convinto sostenitore del genocidio palestinese, supportato dalla precedente amministrazione Usa e da tutti i Paesi europei che oggi si scagliano contro i malvagi russi. Minacce che si sono intrecciate con le dichiarazioni del portavoce dal Consiglio di Sicurezza…

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