La CIA Avverte: Israele Rischia la Guerra Civile o il Collasso dello Stato

Valutazioni riservate elaborate dalla CIA avvertono che Israele rischia una guerra civile o il collasso dello Stato.
Questo avvertimento giunge in un contesto di crescenti divisioni politiche, economiche e sociali all’interno del Paese, dopo anni di guerra a Gaza, in Libano e con l’Iran.
Secondo due fonti americane che hanno rivelato il contenuto del rapporto al sito web statunitense Drop Site News, questa valutazione, intitolata “La frattura dall’interno”, è stata redatta in agosto dalla “Cellula Rossa” della CIA, sulla base di dati pubblici e informazioni dell’intelligence americana.
Gli esperti dell’agenzia evidenziano una miscela esplosiva di pressioni in vista delle elezioni israeliane del 27 ottobre…

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Cosa Ci Insegna la Storia dei Due Registi Ebrei di Naza

di Paolo Desogus
A me non sorprende affatto il comportamento del governo israeliano contro i registi di “Naza” (film che spero di vedere al più presto). Non mi sorprende che il bersaglio siano due cittadini israeliani, due ebrei.
Ovviamente mi indigna, ma non mi sorprende perché lo Stato israeliano è precipitato in una condizione di barbarie giunta ormai oltre la soglia dell’autoritarismo.
È vero c’è la libertà di stampa ed esiste un fronte di opposizione. Ne è prova lo stesso film Naza. Ma questa libertà, questi margini di espressione hanno agibilità politica nella misura in cui non mettono realmente in discussione il disegno genocidario. Quando superano la linea rossa, scatta la censura, l’anatema, l’ostracismo…

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L’Attentato con i Droni Contro Trump e il Coinvolgimento dell’UE: la Guerra di Bruxelles Contro Trump

di Cesare Sacchetti
L’FBI ha scoperto un massiccio piano per uccidere Trump e i presenti alla sua festa attraverso un attacco di droni e cecchini. Il piano è stato vasto, tanto da portare ad un coinvolgimento nell’operazione di governi stranieri.
Il cielo, la scorsa domenica, era terso a Washington, a differenza di quello che falsi bollettini meteorologici diramati per l’occasione dagli organi di stampa volevano far credere. C’erano quella sera gli amici più cari di Trump, la sua famiglia e i membri della sua amministrazione radunati per festeggiare l’80° compleanno del presidente degli Stati Uniti.
Trump era raggiante, sereno, il volto soddisfatto di chi aveva da poco incassato una vittoria storica.
La crisi in Iran è finita. Il presidente, alla fine, non ha eseguito nessun regime change a differenza di quello che voleva lo stato di Israele, a dir poco furioso per l’esito finale della crisi tanto da definire come “uno schiaffo in faccia” le parole di Trump.
Gli Stati Uniti consumano così quello che può essere definito come un vero e proprio divorzio dallo stato ebraico…

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Il “Giorno della Marmotta”

di Massimo Mazzucco
Se avete una strana sensazione di deja-vu, non è il vostro cervello che vi fa dei brutti scherzi: stiamo veramente entrando nel “giorno della marmotta” (*).
Cambiano gli elementi sul tavolo, ma il copione rimane lo stesso. Israele CREA un problema, coinvolge gli Stati Uniti nel tentativo di risolverlo, scatena il putiferio in Medio Oriente, e poi di fronte ai disastri che ha generato è obbligato a fermarsi, e cercare di rimettere le cose a posto. Di fronte alla pressione mondiale Israele accetta, ma solo temporaneamente, finchè non riesce a trovare una scusa per ricominciare.
Il problema si chiama sionismo. Ovvero la convinzione che una certa zona della terra debba essere assegnata agli ebrei per diritto divino, e che quindi ogni mezzo sia lecito per arrivare a ottenere questo risultato…

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Trump Mette Fine alle Guerre Senza Fine del Sikes/Picot?

di Umberto Pascali
Donald J Trump (Truthsocial): “I negoziati con la Repubblica Islamica dell’Iran stanno procedendo ottimamente! Sarà solo un Grande Accordo per tutti oppure nessun Accordo affatto”.
Trump: “I negoziati con la Repubblica Islamica dell’Iran procedono ottimamente!… Il Medio Oriente unito, potente ed economicamente forte come nessun altra area al mondo”
Il Primo Ministro Iraniano: “…Siamo pronti ad assicurare al mondo che non stiamo cercando di dotarci di armi nucleari, non stiamo cercando di creare disordini nella regione. Chi cerca di creare disordini nella regione è il regime israeliano, che sta perseguendo il piano del ‘Grande Israele’.”
Ora, Londra cerca invano di contenere in pubblico la sua rabbia selvaggia. I Neocon e il Deep…

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“BiBi Files”!

di Umberto Pascali
“Bibi Files”! “Filmati segreti degli interrogatori della polizia su Netanyahu…” L’ultimo attacco di Tucker Carlson a Netanyahu: segnale di svolta nell’opinione pubblica (e nel governo) statunitense.
L’Ultimo Affondo di Tucker Carlson Contro Netanyahu: un Campanello d’Allarme per l’America
Il 27 marzo 2026 Tucker Carlson, uno dei commentatori più seguiti e influenti degli Stati Uniti, ha dedicato un intero episodio del suo show a Benjamin Netanyahu. Il titolo è esplicito: “Leaked Police Interrogation Footage of Netanyahu, and How He Cowers Behind War to Keep Power” (“Filmati segreti degli interrogatori della polizia su Netanyahu e come si nasconde dietro la guerra per mantenere il potere”)…

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Israele ha Perso il Controllo della Guerra per l’Informazione

di Filippo Bovo
Sotto i duplici colpi di Iran ed Hezbollah, la situazione interna in Israele va facendosi sempre più caotica, con società ed istituzioni che denotano crescenti difficoltà di tenuta.
La rafforzata censura governativa su social e riprese satellitari non basta a nascondere i tanti danni sin qui provocati dalle varie ondate dell’Operazione True Promise (l’altro ieri notte v’è stata la 55esima, che ha colpito obiettivi nel cuore del paese, soprattutto Tel Aviv e l’aeroporto Ben Gurion, con missili come i Fattah, gli Emad e i Qadr, mentre nella 54esima, che ha bersagliato soprattutto basi e centri di sicurezza settentrionali, s’è visto il debutto di un nuovo e micidiale missile balistico a due stadi, il Sejjii); e del resto anche l’ordine d’evacuazione per 10mila cittadini americani, diramato da Washington, conferma l’idea che Israele si stia rapidamente trasformando in un luogo sempre meno sicuro…

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Dov’è Netanyahu?

di La Verita Rende Liberi
Nelle guerre ad alta intensità psicologica la verità raramente si offre in piena luce.
Si ricostruisce per linee indirette: traiettorie di volo, autorizzazioni diplomatiche, sequenze temporali, formule ufficiali troppo sobrie per essere innocenti. È in questa grammatica del potere che va letta la vicenda del Wing of Zion, l’aereo governativo israeliano trasferito in Germania mentre l’opinione pubblica viene rassicurata sul fatto che Benjamin Netanyahu sia ancora in Israele. Il punto non è pretendere una prova notarile in un contesto di guerra, depistaggi e saturazione mediatica. Il punto è stabilire se gli indizi, considerati nel loro insieme, consentano una conclusione probabilistica. E la risposta, per quanto scomoda, è sì: vi sono ragioni serie per ritenere che Netanyahu sia probabilmente in Germania, oppure che lì sia stato trasferito il suo perimetro reale di comando e sopravvivenza.
Il primo dato è anche il più eloquente…

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Tensioni in Israele, la Guerra Presenterà il Conto Anche a Netanyahu

di Nicola Scopelliti
Dietro l’apparente compattarsi intorno al primo ministro, c’è una società israeliana profondamente divisa la cui tenuta dipenderà molto dall’esito della guerra all’Iran. Inquietudine e incertezza anche nei territori palestinesi. E il Patriarcato latino, per motivi di sicurezza, chiude il Santo Sepolcro a Gerusalemme.
Israele è una polveriera: la guerra contro l’Iran, scatenata insieme agli Stati Uniti, ha mandato in frantumi ogni certezza. La coesione nazionale? Una maschera, dietro la quale si celano nervosismi e tensioni che minacciano di deflagrare da un momento all’altro. Netanyahu galvanizza la Knesset, sventola la bandiera della “difesa esistenziale”, trasforma il Parlamento in una roccaforte dell’unanimità e della concordia. Ma sotto le apparenze, il Paese è attraversato da divisioni profonde. Gli israeliani vivono sospesi tra orgoglio e terrore. Il futuro è una roulette: in gioco non c’è solo la sicurezza nazionale, ma la sopravvivenza stessa della nazione…

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L’Iran Chiude lo Stretto di Hormuz: Che Cosa Significa?

Teheran lancia il segnale più pericoloso degli ultimi anni: le unità del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica avrebbero intimato via radio alle navi commerciali di non attraversare lo Stretto di Hormuz, uno dei corridoi energetici più vitali al mondo.
Che cosa significa? Uno SHOCK ENERGETICO POTENZIALE. Attraverso Hormuz transitano circa 20 milioni di barili di petrolio al giorno, pari a circa il 20% della domanda globale. Un blocco reale e prolungato può innescare:
– impennata immediata del Brent,
– aumento dei carburanti in Europa,
– turbolenze finanziarie globali…

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