A Netanyahu Non Crede Più Nessuno: gli Attacchi alla Flotilla Vengono da Israele
di Alessio Mannino
In queste ore, qualche marginale voce arriva senza vergogna a sostenere la tesi di un auto-attacco da parte della Global Sumud Flotilla.
Le azioni di disturbo di qualche giorno fa alle 51 imbarcazioni, in particolare alla nave “Alma” battente bandiera britannica (già colpita da un drone lo scorso 10 settembre), sono state senza dubbio un’altra intimidazione, il cui mittente non può essere che Israele.
A certificarlo è una fonte non sospettabile di simpatizzare per l’iniziativa politico-umanitaria che naviga in direzione Gaza: il nostro ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il titolare della Farnesina ha infatti rinnovato la richiesta al governo Netanyahu di “garantire la assoluta tutela del personale imbarcato”, fra cui ci sono molti italiani (tra i quali alcuni parlamentari del Pd, del M5S e di Avs).
Sui social, l’attivista tedesca Yasemin Acar ha definito “operazioni psicologiche” il sorvolo di droni con il lancio, questa volta, di petardi a scopo di stordimento, polveri urticanti e bombe sonore, al largo dell’isola greca di Creta…







































