L’Europa è Finita!

di Laura Aboli
L’UE ha appena annunciato un cosiddetto accordo di libero scambio “storico” con l’India, orgogliosamente descritto come la madre di tutti gli accordi, che copre il 25% del PIL mondiale e un terzo del commercio mondiale.
Ciò che non vi diranno è che questo accordo non è crescita, è una resa totale. L’Europa sta stipulando un accordo di libero scambio da una posizione di estrema debolezza, dopo aver deliberatamente smantellato la propria base industriale attraverso l’autosabotaggio energetico, il dogma climatico, l’eccessiva regolamentazione, le sanzioni e la sistematica delocalizzazione della produzione.
Non si liberalizza il commercio quando si è forti, lo si fa quando non si è più competitivi e si ha bisogno di importazioni a basso costo per mascherare il declino…

Vai all’articolo

Sconvolgimenti e Caduta Definitiva dell’Europa

di Gabriele Sannino
È molto probabile che in Europa ci siano SCONVOLGIMENTI prima della sua caduta definitiva.
Del resto, qui si annida il Deep State mondiale, cosa che non è una bellissima notizia per i popoli europei che vorrebbero solo una reale democrazia e quindi rappresentanza.
Basti pensare a quello che sta per accadere in Francia: qui la stragrande maggioranza dei francesi non ne può più nè di Emmanuel Macron nè del premier Francois Bayrou, alias il capo del governo, quest’ultimo in carica – pensate – solo dal 13 settembre 202.
Secondo tutti i sondaggi, più del 70% non tollera più né il Presidente né il Capo del Governo, cosa che ci fa ben capire l’aria che si respira oltralpe…

Vai all’articolo

Austria, Tribunale Autorizza l’Uso della Sharia nei Contratti Privati

di Liliane Tami
La legge islamica si fa spazio in Europa: un tribunale austriaco autorizza l’uso della Sharia islamica nei contratti.
Un recente pronunciamento di un tribunale austriaco ha destato scalpore e preoccupazione: è stata infatti autorizzata la possibilità di stipulare contratti privati regolati dalla legge islamica (Sharia), purché entrambe le parti vi acconsentano. Una decisione che, a prima vista, potrebbe sembrare un atto di rispetto verso la libertà religiosa e culturale delle comunità islamiche presenti in Europa. Ma in realtà nasconde una questione ben più profonda e delicata: la compatibilità tra i principi della Sharia e i valori giuridici e costituzionali europe…

Vai all’articolo

I Resti della CIA, Uniti alla Rete di Intelligence Britannica, Creano Conflitti e Problemi in Tutta Europa

di Elena Panina
Centro serbo per gli studi geostrategici (CGS): l’Europa si sta trasformando in un campo di concentramento.
Sebbene gli attuali cambiamenti geopolitici abbiano già portato a una nuova realtà in cui l’Europa ha cessato di essere un fattore internazionale importante, l’establishment europeo si comporta come se nulla fosse cambiato, avverte Dragana Trifkovic, del think tank serbo Center for Geostrategic Studies (CGS).
Oltre alla crescente censura e alla crescente repressione, l’Europa si trova ad affrontare problemi profondi e complessi che mettono in discussione il futuro della sua stabilità e sicurezza. Pertanto, si può affermare che l’eccessiva sicurezza dell’establishment europeo e le politiche arroganti dell’UE sono fattori che possono causare conseguenze irreparabili per il continente europeo…

Vai all’articolo

Il Piano dell’UE Contro Orban: il Terrorismo Finanziario di Bruxelles

di Cesare Sacchetti
Un articolo appena uscito in prima pagina del quotidiano principe dell’anglosfera, il Financial Times, firmato da tre nomi, quelli di Henry Foy, Andy Bounds e Martin Dunai, rivela un piano dell’Unione europea contro l’Ungheria.
È noto che da diversi mesi a questa parte Budapest abbia mostrato una certa riluttanza a sostenere gli aiuti al regime nazista ucraino che ormai si trova quasi esclusivamente dipendente da Bruxelles, visto che gli Stati Uniti ormai sembrano essersi fatti da parte anche sotto il lato economico, dopo non aver voluto avere alcun coinvolgimento militare attivo nella guerra contro la Russia.
Il venir meno della sponda europea di quella che un tempo era l’alleanza Euro-Atlantica accelererebbe ancora di più il declino di Zelensky, che negli ultimi mesi si trova a dover far fronte ad una crescente fronda di malcontento interno che è penetrata anche nel cuore delle forze armate.
È questa con ogni probabilità la motivazione che ha spinto il presidente ucraino a rimuovere dal comando il popolare generale Zaluzhny, che viene descritto come alquanto contrariato della strategia militare suicida di Kiev, che consiste sostanzialmente nel mandare al macello il numero più alto di uomini possibile, senza avere alcuna speranza di sovvertire le sorti del conflitto…

Vai all’articolo