“Italia, Esperimento sociale”: come il Washington Post vede il nostro Paese

di Guido da Landriano
Si dice che solo gli stranieri, in quando esterni, possano veramente giudicare la situazione di un paese. Se questo è vero allora la situazione della democrazia i Italia, così come disegnata dal Washington Post sarebbe veramente tragica, e non per le infiltrazioni “Fasciste”.
Il WP parla chiaramente di “Nuovo territorio per una democrazia occidentale” che viene esplorato dal nostro Paese con il Green pass. Se un’area di “Nuova democrazia” viene esplorata, e questa non deriva da un allargamento della stessa, significa che non siamo già più in una “Democrazia occidentale”, ma in un territorio completamente diverso che democrazia non è più. Il Green pass obbligatorio per viaggiare, per lavorare, per divertirsi, applicato nella nostra estensione, ci spinge, dice il WP, a testare “Quale livello di controllo sia accettabile per la società”

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No Green Pass, Freccero: “Ogni Manifestazione volutamente infiltrata”

Carlo Freccero: “Come diceva Cossiga, basta infiltrare per screditare. I fatti del G8 del 2001 si ripetono”.
“Ogni manifestazione No Green Pass è volutamente infiltrata”. È la dura denuncia che Carlo Freccero ha affidato in esclusiva all’Adnkronos, commentando i fatti di sabato scorso a Roma, con scontri e violenze legati alla manifestazione No Green Pass, a cui è seguito l’assalto alla sede della Cgil.
“Se sostengo il referendum – sottolinea Freccero all’Adnkronossignifica che sono a favore della Costituzione e che voglio difenderla da ogni attacco. Con il referendum vogliamo risolvere l’attuale deficit democratico con le armi della democrazia diretta. Però anche manifestare è un diritto, diritto costituzionale. Diritto che ormai ci viene negato nei fatti perché ogni manifestazione No Green Pass è volutamente infiltrata. E, come ci ricorda la celebre la frase di Cossiga… basta infiltrare una manifestazione per screditarla”, afferma Freccero….

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Abbandonare l’Italia, oppure resistere alla “Dittatura”?

Ormai la stessa voce si rincorre ovunque… abbandonare l’Italia! Per scappare dove? Ovunque i cittadini non siano obbligati a subire il ricatto psico-sanitario, degno di una dittatura.
Tutto era cominciato con il grottesco Conte, capace di imporre il lockdown e di invitare a Roma gli “specialisti” cinesi per farsi spiegare (da loro) come gestire la Grande Emergenza, che da noi è letteralmente esplosa dopo aver ignorato il piano pandemico dell’Oms, proibito le autopsie e negato le cure nel frattempo messe a punto dai medici.
Poi è arrivato Draghi, con un imperativo categorico: riaprire il paese. Ma a una condizione: prima, sottoporre l’intera popolazione alla “timbratura digitale” corporea, presentata come “campagna vaccinale” (mutuando quindi il termine da un presidio sanitario che appartiene alla storia della medicina moderna: il vaccino, ossia l’inoculo dell’agente patogeno depotenziato).
Stavolta la faccenda è diversa: niente patogeno. In compenso, nei preparati compare l’ossido magnetico del grafene, virtualmente adatto a “dialogare a distanza” con le antenne 5G nel frattempo installate in tutta la penisola. Chi chiama “no vax” i tanti cittadini che ancora resistono all’imposizione del Tso, magari accusandoli di avere “paura del vaccino”, forse dimentica che a scatenare l’indignazione dei più è semmai il disprezzo che il governo mostra nei loro confronti, calpestando le libertà elementari: fino al punto di arrivare all’ingiunzione ricattatoria più estrema, la perdita del posto di lavoro…

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Varoufakis spara a zero contro Draghi, durissimo attacco nell’intervista a “El Pais”

Janis Varoufakis, politico, economista ed ex ministro delle finanze nell’ora più buia della sua Grecia, torna a tuonare sul Governo Draghi e sull’Unione Europea.
L’arrivo a Palazzo Chigi di un europeista per eccellenza ha difatti innescato nuove polemiche sul disegno dell’Europa unita e sulla reale bontà delle istituzioni dell’Unione. Oggetto del contendere è anche, ma non solo, il caso McKinsey, che nei giorni scorsi ha fatto molto discutere in Italia. La scelta del Premier Mario Draghi di affidare la gestione del Recovery Plan a questa società di consulenze americana, ha infatti provocato importanti reazioni anche al di fuori dei confini italiani.
Tra i commenti più incisivi sulla vicenda si è registrato proprio quello Varoufakis, che direttamente sul suo profilo Twitter si è espresso in questo modo: “Mario Draghi incarica McKinsey di organizzare la distribuzione dei soldi del Recovery fund. Quale la prossima mossa? Affidare alla mafia la riorganizzazione del ministero della Giustizia?”. Una provocazione durissima quella del leader greco, da sempre sostenitore di una linea fortemente euroscettica…

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