Il Parlamento della Germania fa Esultare i Pedofili

di Luca Volontè

Malgrado il dilagare del fenomeno, la maggioranza social-liberal-ambientalista del Bundestag riduce le pene previste per la detenzione e la distribuzione di materiale pedopornografico, declassandoli a reati minori. Esultano i gruppi pro-pedofilia.

La recente depenalizzazione della pornografia infantile in Germania, da parte della maggioranza socialista, liberale e ambientalista, con l’appoggio delle sinistre, è l’ennesima prova di un progressismo relativista senza tabù e senza rispetto per i più deboli.

L’ultima decisione della maggioranza del Bundestag che aiuta a spiegare il collasso della civiltà tedesca – dopo la liberalizzazione della cannabis e la nuova e permissiva normativa sul cambio di genere sessuale – consiste nella depenalizzazione del possesso di materiale pedopornografico, declassandolo da reato grave a reato minore e riducendo le pene minime per il possesso e la distribuzione di materiali pedopornografici.

Il disegno di legge, che entrerà in vigore nelle prossime settimane, stabilisce che “il possesso e l’acquisizione dovrebbero essere punibili con una pena minima di tre mesi di reclusione, e la distribuzione con una pena minima di sei mesi di reclusione. I reati disciplinati dall’articolo 184b del Codice penale sono quindi classificati come reati minori e non come reati”.

L’Unione Cristiano-Democratica (CDU) e l’Unione Cristiano-Sociale di Baviera (CSU), che hanno votato contro, con l’AfD (Alternative für Deutschland), alle modifiche favorevoli alla pedofilia e pedopornografia, hanno dichiarato la propria ferma opposizione, convinti che la “distribuzione, il possesso e l’acquisizione di materiale pedopornografico devono, in linea di principio, rimanere classificati come reati”.

Contrarie anche le associazioni per la tutela dei minori, tra cui la “German Children’s Aid – The Permanent Children’s Representation” (Deutsche Kinderhilfe – Die ständige Kindervertretung), il cui presidente Rainer Becker, ha sottolineato che la Germania con le nuove norme potrebbe anche violare una direttiva dell’Unione Europea che classifica qualsiasi media pedopornografico come un grave reato penale. (chissà perché immagino che in questo caso in Europa chiuderanno un occhio e l’altro pure… – nota di conoscenzealconfine)

Negli anni scorsi abbiamo denunciato l’enormità del fenomeno della pedopornografia in Germania e come interi apparati pubblici ne fossero implicati. La coalizione di sinistra, invece di contrastare il fenomeno disgustoso di abusi sui bambini, ha pensato di “governarlo” in senso permissivo.

I legislatori di maggioranza hanno giustificato la loro decisione sostenendo che la depenalizzazione consente “la flessibilità necessaria” per affrontare la “grande percentuale di delinquenti minorenni” e favorisce anche i genitori e gli insegnanti che scoprono pornografia infantile sui dispositivi dei giovani e li trasmettono alle autorità competenti. Invece di rispondere alle eccezioni nella legge, per affrontare questo tipo di particolari necessità, socialisti, verdi, liberali e sinistre hanno declassato l’intero possesso e distribuzione di pornografia infantile. Bella soluzione che favorisce solo i pedofili!

Ovvia l’esultanza di alcuni gruppi favorevoli alla liberalizzazione della pedofilia, in particolare il “Krumme-13“, o semplicemente K13, che non ha solo elogiato il voto, ma si è anche lamentato del fatto che nessun politico si sia ancora “scusato con le migliaia e migliaia di persone colpite che sono state vittime” delle ormai defunte leggi penali.

Ancora una volta queste sinistre e liberal relativisti hanno abusato del concetto di “consenso”, secondo il quale se tutte le parti acconsentono liberamente non c’è quasi nulla che possa essere giustamente proibito dalla legge. Tale pensare corrotto vale per giustificare la pedofilia e pedopornografia ma anche per il cambio di sesso (genere) di ragazzi ed infatti lo scorso 12 aprile la stessa maggioranza di governo e delle sinistre hanno approvato norme che favoriscono l’assunzione di bloccanti della pubertà o ormoni cross-sex, o il sottoporsi a interventi chirurgici irreversibili da parte di bambini.

Questo incalzante procedere verso un progressismo retrogrado, barbaro e violento, nega l’evidenza che bimbi e minori non siano abbastanza maturi per comprendere le implicazioni o le conseguenze di una tale decisione, oltre che violare il diritto dei genitori nei confronti dei figli.

In Germania, la depenalizzazione della pornografia infantile, come è ovvio che sia, porterà prevedibilmente alla proliferazione della pornografia infantile e ad un ritorno al peggior socialismo tribale, già sperimentato  nelle comuni socialcomuniste tedesche degli anni ’70 con la “liberazione” dei bambini dalle inibizioni sessuali, oltre all’uso di stupefacenti e il “sesso libero”.

È questo progressivo ritorno al peggior ’68, la proposta di benessere futuro europeo di cui sono portatori il socialismo, l’ambientalismo, il liberalismo?

Articolo di Luca Volontè

Fonte: https://lanuovabq.it/it/il-parlamento-della-germania-fa-esultare-i-pedofili

IL PEDOFILO è LUI
Analisi psicoanalitica della pedofilia
di Antonio Marco Campus

Il Pedofilo è Lui

Analisi psicoanalitica della pedofilia

di Antonio Marco Campus

l libro nasce dallo studio e dall'analisi del fenomeno della pedofilia, e si focalizza sull'effige del pedofilo come soggetto portatore di una patologia pericolosa per l'incolumità dei bambini e per il benessere della collettività.

Stigmatizzare il pedofilo, ed etichettarlo come orco, come mostro e come reietto sociale non è un compito che spetta a chi lavora nel campo medico, psichiatrico e soprattutto psicologico e criminologico, il cui obbiettivo è rappresentato dallo studio dei fenomeni sociali e patologici al fine di promuovere ed implementare un piano che verta sulla prevenzione, informazione e trattamento della condizione patogena.

… Nella prima parte del volume si affronta il tema delle origini storiche della pedofilia nei vari contesti storici e geografici a dimostrazione che, nonostante sia un fenomeno antico e conosciuto poiché tramandato negli scritti dell'epoca, ancora oggi non si sono riusciti ad organizzare strumenti preventivi e informativi idonei a far conoscere alla popolazione la sua reale natura, puntando in modo speculativo e sensazionalistico sulle sue conseguenze a danno delle vittime.

Conoscere per capire, e capire per prevenire ed agire è la chiave di lettura che dovrebbe essere adottata nella lettura del presente libro, il cui motto è ravvisabile nella concezione di curare ed aiutare il pedofilo per aiutare il bambino.

Focalizzarsi solo su una delle parti coinvolte nel processo relazionale pedofilico deviante, non potrà mai portare a una soluzione risolutiva del problema, indi pur dovendo tutelare il bambino abusato, come nostro dovere e obbligo dello Stato, concentrarsi solo su questo livello produce solo effetti palliativi che non mirano alla risoluzione del problema all'origine.

Occorrerebbe invece incentivare quegli interventi che agendo sui due attori del rapporto aspirano sia alla tutela doverosa ed imprescindibile del minore, sia alla cura e alla riabilitazione del soggetto abusante.

Per questo ho dedicato un capitolo al profilo psicologico del pedofilo, proprio per far comprendere cosa si annida nei suoi processi mentali, come funziona la sua psiche e quali sono i meccanismi che si attivano in lui alla vista del prepubere. Capire chi è costui, come agisce, perché agisce in quel modo, è fondamentale sia per intervenire preventivamente a tutela del bambino, sia per aiutarlo a guarire e a riprendere a funzionare a livello intrapsichico, sociale e relazionale in maniera adeguata.

È opinione comune identificare il pedofilo come un orco mangiatore di bambini, come colui che li deruba della loro innocenza, della loro verginità, come il lupo cattiva della favola di cappuccetto rosso, tuttavia non tutti sanno che tale patologia si presenta in una guisa multi variegata.

… I volti della pedofilia sono innumerevoli, come ho descritto nel capitolo dedicato alle varie forme di pedofilia tra cui quella ecclesiastica e quella scolastica che ho elaborato personalmente, quella online, pedopornografia tra cui i pedo snuff movie, un fenomeno preoccupante e in crescita anche in Europa, le associazioni di pedofili etc.

Anche la pedofilia femminile, presente anche nel nostro paese, è stata affrontata nonostante non se ne parli mai causando una ghettizzazione patologica al ruolo maschile.

Nonostante le innumerevoli definizioni nuove che ho elaborato nella stesura di questo libro, l'apporto più indicativo rimane forse il nuovo strumento di prevenzione che ho chiamato education lived on pedophilia che presuppone la figura di un ex pedofilo come educatore accompagnato da uno psicoanalista.

Proposta che non credo troverà nel breve periodo un'applicazione – sperimentazione nel nostro paese a causa di variabili culturali e moralistiche, nonostante in America siano già stati attuati programmi similari.

… Ho voluto tuttavia introdurre un capitolo interamente dedicato alle associazioni che lottano contro la pedofilia e a tutela dell'infanzia in quando credo nel loro operato e le ritengo un inestimabile ricchezza sociale.

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