“Proud Prophet”: non esistono Armi Nucleari “Tattiche”

di Massimo Mazzucco
In questi giorni si sente spesso parlare della possibilità dell’uso di armi nucleari “tattiche”, nello scenario di guerra dell’Ucraina.
Secondo la definizione corrente, queste sarebbero “piccole” armi nucleari, con un potenziale distruttivo ridotto. Il loro uso provocherebbe quindi un danno relativo, che sarebbe limitato ad obiettivi strategici o comunque militari. In altre parole, viene fatta passare l’idea che esista uno stadio intermedio fra le armi convenzionali e quelle nucleari vere e proprie, e che l’utilizzo di queste armi nucleari “tattiche” non debba portare necessariamente alla escalation irreversibile di una totale guerra atomica.
Questa ipotesi, tanto cara ai guerrafondai che sperano di vedere i fuochi d’artificio in Ucraina, è stata totalmente smentita circa quarant’anni fa, da una simulazione di guerra voluta da Ronald Reagan, chiamata Proud Prophet

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Pandemia autoritaria Globale

La pandemia Covid-19 ha innescato una deriva politica autoritaria in tutto il mondo.
Una deriva politica autoritaria, non solo nei regimi già considerati disciplinari o tirannici, ma anche nelle democrazie liberali, consolidate con sistemi di garanzia costituzionale dei diritti fondamentali.
Questa deriva autoritaria dei governi in nome dell’emergenza sanitaria è caratterizzata, nel contesto attuale, da diverse combinazioni di abuso governativo ed amministrativo, dall’adozione di misure di emergenza eccessive e sproporzionate, dall’annullamento delle libertà civili e delle libertà fondamentali, dall’incapacità di impegnarsi in un processo decisionale trasparente e dalla centralizzazione di tale processo decisionale, fino alla sospensione di un efficace controllo democratico…

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Siamo ormai al “Percolato televisivo”

di Sergio Figuccia
Mai lo stato della tv italiana sia essa pubblica o privata è risultato tanto pestilenziale e insopportabile.
Già da tempo abbiamo rilevato il degrado irreversibile dei media del nostro disgraziato Paese, ma forse è proprio in questi ultimi tempi che la gente si è resa maggiormente conto di questo gravissimo fenomeno.
Fatte le dovute rarissime eccezioni, la televisione è giunta ormai nel fondo dell’abisso in cui è precipitata da quando la balorda competizione globale, che afflige l’era contemporanea, ha contaminato lo specifico settore delle telecomunicazioni.
La guerra (perché di questo si tratta, non è di certo leale concorrenza fra pubblico e privato) che si è aperta per la conquista dei più alti ascolti e di continui record dell’audience, e quindi dei maggiori business pubblicitari connessi, ha comportato un immenso scadimento nella qualità del prodotto televisivo, specialmente nel comparto dell’intrattenimento…

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