Sorpresa: Putin toglie le Restrizioni Covid!

di Boris Karpov

Andando contro la paranoia dei governi occidentali, Vladimir Putin ha appena annunciato il ritorno alla normalità in Russia.

Putin per sempre?": verso il referendum in Russia - Osservatorio Globalizzazione

In Russia la situazione con il coronavirus si sta stabilizzando; le restrizioni imposte in relazione alla pandemia possono essere gradualmente eliminate. In generale, la situazione epidemiologica nel paese si sta via via stabilizzando. Questa mattina ho ascoltato le segnalazioni: abbiamo già più persone guarite rispetto al numero dei malati. Il numero di persone infette sta diminuendo, è inferiore al 20 per mille. Ciò consente di rimuovere con attenzione le restrizioni imposte“.

Attualmente, nella maggior parte delle regioni della Federazione Russa ci sono già pochissime restrizioni dalla scorsa estate, rispetto ai paesi occidentali: tutti i servizi e i negozi funzionano (bar e ristoranti in diverse regioni devono chiudere alle 23:00… in teoria. In pratica, molti chiudono solo all’alba…). Le uniche limitazioni sono l’obbligo (anche qui molto teorico) della maschera nei trasporti e nei negozi, e la limitazione al 50% del tasso di occupazione di cinema, musei ecc. Inoltre, la popolazione per la maggior parte segue pochissime istruzioni: la maschera viene indossata raramente, o è sotto il mento. E anche per quanto riguarda le “distanze sociali”, vale lo stesso discorso.

Il significato della dichiarazione di Vladimir Putin è molto politico: mostra al clan dei globalisti in Russia, guidato dal sindaco di Mosca che invece desidera rafforzare le misure per allinearsi ai paesi occidentali, che il suo gioco è finito. Già ad agosto Putin aveva ordinato al sindaco di Mosca di revocare la quarantena (il sindaco aveva ricevuto una telefonata nel mezzo di una riunione per preparare l’annuncio della continuazione della quarantena e aveva già iniziato a inviare SMS per informare la popolazione, quando secondo un testimone, ha dovuto dichiarare che la quarantena era stata revocata).

La scorsa settimana è stato ancora una volta il presidente ad ordinare al sindaco di Mosca di sospendere l’educazione “a distanza”, che aveva introdotto a ottobre per gran parte degli studenti. Ora quindi, il presidente Putin dichiara a livello nazionale che le cose sono andate avanti abbastanza a lungo. Mentre  in Occidente i paesi competono in paranoia per sapere chi rinchiuderà più duramente e più a lungo la sua popolazione, Vladimir Putin mette la Russia fuori dal piano globalista.

Ricordiamo anche le nuove misure che la Russia ha incluso nella sua Costituzione (ad esempio, il matrimonio esclusivamente tra uomo e donna, la riaffermazione della fede in Dio, il predominio delle leggi russe sulle leggi internazionali, ecc.) che mostrano chiaramente il percorso scelto, agli antipodi del progetto di società globalista.

La rapina elettorale compiuta da Biden e dai suoi complici negli Stati Uniti trascinerà rapidamente l’Europa occidentale in una globalizzazione forzata. Macron ha già promesso fedeltà a Biden durante la loro prima intervista telefonica.

La Russia allora si affermerà come un’oasi sovrana in un mondo pazzo. Inoltre, è per evitare ciò che i globalisti stanno forzando con i tentativi di rivolta fomentati dalla “5° colonna” guidata da Navalny e da alcuni oligarchi. Ma la Russia ha le risorse umane, finanziarie e militari per tracciare il suo corso indipendentemente dalle reazioni dei globalisti.

La dichiarazione recente di Vladimir Putin sulla fine della “covid follia” mostra che c’è un contraccolpo, che dovrebbe essere seguito da altri nelle settimane a venire.

Articolo di Boris Guenadevich Karpov

Fonte: www.maurizioblondet.it

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GIORNALISTI COMPRATI
Come i politici, i servizi segreti e l'alta finanza dirigono i mass media tedeschi
di Udo Ulfkotte, Diego Siragusa

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Nessuno in Italia ha voluto tradurre questo libro. Nessun editore, anche contro il proprio interesse, si è preoccupato di pubblicarlo nonostante in Germania sia stato accolto dal successo di ben sette edizioni. Molti lettori italiani lo aspettavano, ma invano.

Avevo suggerito al mio editore di acquistare i diritti del libro ma la trattativa era fallita. Nel mese di ottobre del 2018, mentre ero alla Fiera del Libro di Francoforte, insistetti per l'acquisto dei diritti. Questa volta l'editore tedesco Kopp, di fronte al boicottaggio planetario del libro, concluse un accordo col mio editore che affidò a me la traduzione.

Perché questo libro di Udo Ulfkotte è così temuto dalle redazioni di giornali, televisioni e mezzi di comunicazione di mezzo mondo?

Perché molti governi lo temono, soprattutto quello degli Stati Uniti d'America, e i servizi segreti?

Tutti costoro sono terrorizzati dalla diffusione e dal successo di questo libro.

Il 31 luglio 2017 su Global Research apparve un articolo firmato da James F. Tracy* (Globalresearch.ca/english). Tracy raccontava che la traduzione in inglese del libro di Ulfkotte ( Journalists for Hire: How the CIA Buys the News) — pubblicata nel maggio 2017 da "Next Revelation Press" della casa editrice americana-canadese Tayen Lane — sia stata fatta sparire misteriosamente in tutto il Nord America e in Europa senza che l'editore abbia fornito alcuna spiegazione.

L'argomento del libro e l'inspiegabile scomparsa dal mercato ci dicono che vi sono potenti centri di potere internazionale decisi a impedirne la diffusione.....

Dalla prefazione

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