Strane Combinazioni intorno a Biden

di Gianmarco Landi

In televisione abbiamo visto che Biden ha giurato e che sarebbe diventato Presidente. Inoltre abbiamo saputo dalla Tv che avrebbe firmato 17 “Executive Order”, e quindi starebbe governando. Leggete quanto segue e capirete perché coniugo il verbo non nel modo indicativo, come avrei dovuto fare.

Biden's decrees vault America back onto the global stage, but a whiplashed world wonders for how long - CNN

Il presidente degli Stati Uniti sviscera il suo potere esecutivo attraverso emanazioni definite “Executive Order”, cioè ordini esecutivi. Dopo che il presidente ha firmato un E.O., la Casa Bianca lo invia all’Office of the Federal Register (OFR) per renderlo pubblico e far partire la decorrenza dei termini ai fini dell’acquisizione del valore legale. L’OFR numera ogni ordine consecutivamente come parte di una serie pubblicata nel Registro Federale quotidiano immediatamente dopo il ricevimento. Per una tabella degli ordini esecutivi specifici per la regolamentazione dell’agenzia federale, il sito è questo: https://www.federalregister.gov/

Ho fatto una ricerca sul registro, cosa che potete fare facilmente anche voi, e per ora  non vi è traccia alcuna di questi 17 executive Order di cui narrano in tv. Come mai? Come mai la ricerca con la parola ‘Biden’ sortisce come ultimo  documento uno relativo alla transizione in data 19 gennaio 2021? Cosa è successo al registro dal 20 gennaio 2021 in poi? Lo staff di Biden può essere così inesperto da non sapere che non basta mettere il testo degli executive order sul sito della Casa Bianca, per renderli effettivi? Che si siano dimenticati? Che problemi ci sono? Peraltro il sito della Casa Bianca ha grossi imbarazzi informatici dal 20 gennaio, poiché il sito è linkato a quello dell’organizzazione Antifà, protagonista di scontri armati.

Non vi è alcun dubbio che ci siano strane combinazioni alla base della Presidenza Biden. Ad esempio, l’account twitter dell’Ambasciata cinese è stato sospeso due giorni fa. Come mai? E’ acclarato che i tour operator non fanno più viaggiare i cinesi per motivi di sicurezza da due giorni. Come mai? Gli uomini dell’Esecutivo di Biden al Pentagono non hanno avuto accesso alle informazioni, e numerosi articoli del mainstream riferiscono la follia di questa situazione mai verificatasi prima. Come mai? Per giunta in prossimità di tutta la costa della California, mi riferiscono di petroliere e navi merci cinesi bloccate da navigli militari americani, che tuttora impediscono l’approdo e lo sbarco. Come mai accadono queste cose,  proprio adesso che la Cina ha un Presidente Usa molto loro amico, e che Kamala Harris  è in sella con arte cavallerizza da pupilla delle èlite globaliste?

Nessuno si azzardi a dire che esistono i complotti di potere o che Biden sia ostacolato da un deep state patriottico, perché come è noto nel verbo benpensante televisivo, queste categorie concettuali non esistono, sono follie per visionari negazionisti e complottisti.

Biden è presidente con tutto il merito di strane combinazioni, perché è stata una combinazione se nei sei stati controversi lo scrutinio si sia fermato e il giorno dopo siano arrivate centinaia di migliaia di voti postali, che per combinazione sono state nella misura guidata in remoto dagli hacker di Francoforte, protetti da Haspel e Brennan della CIA, passando sul satellite di Leonardo spa tanto caro al Deep State italiano, per poi collegarsi con altra strana combinazione, sulle macchine di voto di Dominion in America.

Tutto ciò è accaduto sotto lo sfondo di una “supposta” situazione di pandemia di coronavirus (non uno stato di pandemia) che per una strana combinazione ha favorito i politici delle élite globaliste e del partito comunista cinese, sia in America sia altrove. Ma è solo una strana combinazione se il laboratorio biologico dell’OMS a Wuhan è di proprietà di Glaxo, che per una strana combinazione possiede anche la Pfizer, che per ulteriore strana combinazione produce pure il primo vaccino sortito a tempi di record per il coronavirus del laboratorio di Wuhan, che per l’ennesima strana combinazione era stato finanziato ai tempi di Obama e Biden dal famigerato dottor Fauci, massone numero 1° della Food and Drug Agency, e che per altra strana combinazione non solo promuove il vaccino, elevandolo a panacea per l’assoluta salubrità, ma ha sempre ostacolato Trump.

BlackRock, svolta verde per cambiare la finanza globale - La Nuova Ecologia

Quindi è importante evidenziare altre strane combinazioni per capire come Biden sia diventato presidente, in quanto Glaxo è gestita da un fondo che si chiama Black Rock, che per un’altra strana combinazione gestisce Open Foundation di George Soros, il principale faccendiere dietro ai vertici Dem. Sempre per una strana combinazione lo squalo della finanza di origini magiare possiede la società tedesca Winterthur, che per combinazione ha costruito il laboratorio cinese di Wuhan, da cui è sortito il Covid 19. Sempre per combinazione la Winterthur è di proprietà dalla tedesca Allianz, che a sua volta è posseduta dalla finanziaria Vanguard, la principale azionista di Black Rock, che per un’altra strana combinazione è la seconda azionista di Microsoft, di proprietà di Bill Gates, che per una strana combinazione è attualmente il primo sponsor pubblico del Nuovo Ordine Mondiale e della nuova normalità con mascherina, prigionia in casa, crisi economiche forzate e vaccini coattivi, per gli altri ovviamente, non per i suoi figli.

Black Rock di fatto controlla il funzionamento delle banche centrali detenendo un terzo del capitale di investimento globale, molto probabilmente riconducibile tutto ad un’unica famiglia e quindi a poche centinaia di persone che affogano tra i miliardi imponendo quello che loro stabiliscono essere il bene dell’Umanità. Per una strana combinazione il cognome di questa famiglia coincide proprio con quello che affiora sulla bocca dei complottisti come me, cioè Rothschild, i quali per combinazione detestano visceralmente Trump, i patrioti americani e qualsiasi formazione politica sovranista, mentre invece adorano il duo Biden e Harris, ma soprattutto le modalità di governo adottate dal Partito comunista cinese, cioè senza libertà popolari né diritti!

Per sconfiggere la ‘sfortuna’ di tutte queste strane combinazioni a favore di Biden, cosa ha fatto Trump, visto che aver preso milioni di voti in più non è bastato? Sappiamo che ha dovuto fare “il passo indietro” ed essere perciò fuori dal potere per un po’, ma certe strane combinazioni che stanno capitando a Biden appena insediato, lasciano intuire un dolce scivolamento del potere in mani militari, evenienza che non sarebbe stata possibile in maniera intelligente, se non creando Biden Presidente, ingoiando il rospo di un’elezione ‘big steak’ (grande bistecca), come da Biden stesso proclamato apertis verbis anche in Tv, per replicare mesi fa a coloro i quali gli dicevano che non aveva speranza contro Trump.

Chi si prenderà  il merito della conflittualità per mettere sotto la Cina, e quindi del passaggio a dinamiche di rigidità politico militare? La Sinistra Radical non le avrebbe mai accettate con una transizione da Trump ad una Giunta del Pentagono ad uopo dell’insurrection act, e avrebbe avuto gioco facile scatenando la violenza in strada e propaganda sciocca nelle tv, ma ora cosa potrebbe fare e dire? Che Biden è un cretino e non conta nulla? Che c’è un deep state patriottico di Trump?

La vittoria di Biden non cambia la strategia della Cina verso gli Usa - Limes

Credo che Biden e i Dem possano aver scoperto di essere avviluppati in una struttura emergenziale, creata da Trump e intelligence militari, che li hanno commissariati di fatto e di diritto, lasciandoli però liberi di sproloquiare per accontentare i beoti delle TV, e la prova regina di quanto affermo è che dei suoi executive order, ad oggi, non vi è traccia. Non so se sarò smentito in futuro, ma controllate voi sul link del Governo, dove stanno questi executive order? Io non li trovo.

Qualcuno potrà dirmi che Biden potrà rivalersi e agire in favore della Cina in futuro? Certo, ma il Pentagono darà seguito a quello che lui vuole? Giova considerare che Biden potrebbe stringersi il cappio al suo collo andando avanti in una certa direzione, che avvalorerebbe sempre più le sue pendenze giudiziarie sull’interferenza cinese alla base della sua elezioni, così giustificando anche il ricorso all’Emergency Broadcast System (comunicazioni massive forzate), per rendere pubblici i suoi rapporti di famiglia con il Partito Comunista cines, che ha patrocinato la nuova normalità made in China.

Se Biden provasse a governare facendo bracci di ferro con i militari, si manifesterebbe la prova dell’occupazione del potere da parte della Cina in America, quindi non solo l’Alto Tradimento, su cui il ventre molle dei Repubblicani ora non converge, perché inguaia quasi tutti i loro vertici, ma una pesantissima interferenza straniera in atto con la presidenza Biden.

Al mainstream italiano chiedo sinora, quando Biden finirà in disgrazia totale, di non parlare di complotti, deep state militare o sette di Q…

Articolo di Gianmarco Landi

Fonte: https://www.databaseitalia.it/le-strane-combinazioni-di-biden/

Libri e varie...
LA FINE DELLA SOVRANITà
Come la dittatura del denaro toglie il potere ai popoli
di Alain De Benoist

La Fine della Sovranità

Come la dittatura del denaro toglie il potere ai popoli

di Alain De Benoist

Una vera e propria dittatura del denaro sta pian piano assumendo il controllo,

togliendo ai Popoli la loro sovranità.

La crisi attuale è caratterizzata dalla completa estraneità della finanza di mercato rispetto all'economia reale, dato che ha causato un indebitamento generalizzato, che ha ormai raggiunto livelli inediti.

La prima conseguenza "naturale" è stata affidare il potere politico ai rappresentanti di Goldman Sachs e di Lehman Brothers, le più grandi potenze finanziarie mondiali, ma inutilmente, poiché la creazione di capitale-denaro fittizio non è più in grado di risolvere il problema.

Ecco quindi che l'Unione europea estrae dal cilindro due nuove "soluzioni": il Meccanismo europeo di stabilità (MES) e il Trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance (TSCG) che equivalgono in sostanza a un totale esproprio di ciò che rimaneva della sovranità degli Stati.

I parlamenti nazionali, subalterni e complici, si vedono sottrarre il potere di decidere le entrate e le uscite dello Stato, ruolo ormai trasferito alla Commissione europea.

In questo modo l'intera Europa viene posta sotto la tutela di una nuova autorità, priva di qualsiasi legittimità democratica, che assegna il potere ai mercati finanziari rendendoli completamente liberi di imporre ai popoli il proprio volere.

Indice

Prefazione
La crisi strutturale della forma-capitale e la sovranità

Capitolo 1- La fine del mondo c'è stata, eccome!

Capitolo 2 - Mondializzazione, Demondializzazione

  • La mondializzazione, lo stadio supremo dell'espansione del capitale

Capitolo 3 - Il Debito infinito

Capitolo 4 - Crisi finanziaria: a che punto siamo?
Il MES, un impegno irrevocabile

  • Con la condiscendenza degli eletti socialisti
  • Istituzionalizzata la delazione fra Stati
  • Una rinegoziazione fantasma
  • Un "colpo di Stato europeo"
  • La macchina per ricattare
  • La "follia" della politica di austerità

Capitolo 5 - Il mito dei Mercati Efficienti

  • Una vera marcia verso la miseria
  • Il punto di rottura
  • L'illusorio obiettivo "deficit zero"
  • L'uscita dall'euro è una soluzione?
  • L'industria finanziaria alla conquista del potere
  • La "economia pura" non esiste
  • Le credenze liberali
  • Per un protezionismo europeo

Capitolo 6 - Sfiducia ovunque, speranza da nessuna parte?

Capitolo 7 - Il "Grande Mercato Transatlantico": un'immensa minaccia

Capitolo 8 - La Mondializzazione come ideologia

Capitolo 9 - Miserere dell'Altermondialismo

Appendice

  • Piccola genealogia del Patto di bilancio europeo
  • La sovranità popolare violata
  • Mercato comune o mercato interno?
  • Banche centrali senza controllo democratico

Estratto dal Libro - L'uscita dall'euro è una soluzione?

La decisione dei dirigenti della Commissione europea e della Bce di aiutare i Paesi in difficoltà – aggiungendo però all'aiuto delle condizioni, che in realtà ne aggraveranno la situazione – consiste nello "stabilizzare il sistema pur mantenendo intatti i suoi catastrofici funzionamenti interni", come scrive Frédéric Lordon, il quale aggiunge:

"Eccoci dunque entrati in quello che potremmo chiamare un regime di austerità sub-atroce. […]

Le popolazioni, che avevano ormai solo le speranze paradossali del peggio, cioè la prospettiva di farla finita con le loro sofferenze, grazie al crollo endogeno della costruzione europea, […] ripiomberanno in pieno nell'aggiustamento strutturale senza nemmeno il soccorso delle contraddizioni europee, temporaneamente contenute dalla Bce, e la cui divergenza costituiva il solo modo per mettere un termine alle loro prove. […]

Per finire, la chiusura di fortuna della breccia da parte della Bce lascia l'austerità come unico orizzonte"

La crisi attuale, innanzi tutto, è una crisi del debito o una crisi dell'euro?

A nostro avviso, è in primo luogo una crisi del debito, ma è evidente che le condizioni in cui l'euro è stato creato l'hanno notevolmente aggravata, volendo ignorare le disparità economiche tra i Paesi chiamati ad applicarlo; tuttavia, nelle sue radici più profonde, essa non è stata fondamentalmente provocata dall'indebitamento pubblico, che ne è stato solo la conseguenza.

Come ha di recente fatto notare un collettivo di circa centoventi economisti, l'aggravamento dei deficit pubblici è in realtà il risultato:

"della caduta delle entrate fiscali dovuta in parte ai regali fiscali fatti ai più agiati, dell'aiuto pubblico concesso alle banche commerciali e del ricorso ai mercati finanziari per trattenere quel debito a tassi d'interesse elevati. La crisi è inoltre spiegabile con la totale assenza di regolamentazione del credito e dei flussi di capitali a spese dell'impiego, dei servizi pubblici e delle attività produttive"

Infine, come ha innumerevoli volte sottolineato Jacques Sapir, è una crisi di competitività, aggravata dagli effetti perversi dell'euro, che si è tradotta nell'aggravamento dei deficit commerciali, nella scomparsa di interi settori dell'attività industriale, nella moltiplicazione dei "piani sociali" e delle distruzioni di posti di lavoro.

Uscire dall'euro è la soluzione?

Questa è ormai l'opinione di Emmanuel Todd e, da più tempo, quella di Jacques Sapir, per il quale l'unico scopo del TSCG è quello di "rendere credibile la politica di salvataggio dell'euro".

Noi ci andremo un po' più piano.

L'uscita dall'euro permetterebbe certamente una svalutazione, che a sua volta renderebbe possibile un calo "senza dolore" dei costi salariali, ma un siffatto modo di agire ha senso solo se lo si assume in modo concertato, al fine di consentire un ritorno alle monete nazionali, che vada di pari passo con il mantenimento di una moneta comune riservata agli scambi internazionali.

Orbene, è chiaro che nessuno, oggi, desidera una simile soluzione. Tutto dimostra che i dirigenti dell'Unione europea sono anzi pronti a qualunque cosa, anche al peggio, pur di non toccare l'euro.

La stessa Grecia, che pure forse alla fine sarà costretta a uscirne, sta facendo di tutto per evitare un ritorno alla dracma. La Germania, dal canto suo, vuole impedire ai Paesi mediterranei di uscire dall'euro, perché sa che ciò le costerebbe più di quanto le farebbe guadagnare, ma logicamente non vuole neanche essere la mucca da mungere dei Paesi del Sud; per questo, è la prima a battersi a favore di un controllo rigoroso della spesa pubblica all'interno della zona euro.

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