Siamo ormai al “Percolato televisivo”

di Sergio Figuccia
Mai lo stato della tv italiana sia essa pubblica o privata è risultato tanto pestilenziale e insopportabile.
Già da tempo abbiamo rilevato il degrado irreversibile dei media del nostro disgraziato Paese, ma forse è proprio in questi ultimi tempi che la gente si è resa maggiormente conto di questo gravissimo fenomeno.
Fatte le dovute rarissime eccezioni, la televisione è giunta ormai nel fondo dell’abisso in cui è precipitata da quando la balorda competizione globale, che afflige l’era contemporanea, ha contaminato lo specifico settore delle telecomunicazioni.
La guerra (perché di questo si tratta, non è di certo leale concorrenza fra pubblico e privato) che si è aperta per la conquista dei più alti ascolti e di continui record dell’audience, e quindi dei maggiori business pubblicitari connessi, ha comportato un immenso scadimento nella qualità del prodotto televisivo, specialmente nel comparto dell’intrattenimento…

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Informazione faziosa: a chi giova?

di Antonella Policastrese
Da quando in Italia è nato il Governo bicolore giallo-verde (Lega – Movimento 5 Stelle) fino alla sua recente fine o conclusione, non è più esistito un giornale o telegiornale, un talk-show, che non dicesse peste e corna di quella coalizione scelta dagli italiani attraverso libere elezioni. È come se giornali e televisioni rispondessero tutti a un editore unico, ancorché occulto.
Da “La Repubblica” sino a “Rakam mani di fata” passando da “Famiglia Cristiana” sino al “Messaggero di Sant’Antonio”, non c’è più stato un solo organo di informazione in grado di anteporre i fatti alle opinioni. Come se giornali e televisioni facessero tutti riferimento ad un unico editore, un unico soggetto occulto, concentrati in una imponente e inusitata campagna di persuasione di massa, peraltro capeggiata da una televisione di Stato, il cui azionista di maggioranza dovrebbe essere quella stessa coalizione di governo divenuta bersaglio quotidiano di contumelie e feroce discredito…

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Si stampano 60 (80) miliardi al mese per le banche, invece di darli a chi inventa lavoro

L’economia dovrebbe essere al servizio della Comunità e se questa ha bisogno di inventare lavoro dignitoso per tutti, l’economia dovrebbe stampare i soldi per arrivare a questo obiettivo.

Tutte le banche mondiali hanno stampato soldi e lo hanno immesso sul mercato, ognuno a modo proprio con formule più o meno diverse e come ritenuto opportuno, ma nessuna banca centrale ha stampato soldi e li ha dati a chi inventa un lavoro dignitoso.

Il fatto di stampare soldi e darli direttamente a chi costruisce lavoro non ha sfiorato minimamente il pensiero di questi esperti e responsabili di grandi decisioni. Si sono scervellati per fare arrivare questi soldi alle banche, che a loro volta, come sta accadendo in Europa, con il “Quantitative Easing” di 60 miliardi al mese, (sì… 60…

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