Sempre più useranno la Violenza…

di Diego Fusaro

“I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi” (Costituzione, art. 17).

La Costituzione è la nostra pacifica arma contro la vostra barbara violenza, contro l’esercito che userete come sempre avete fatto (modalità Genova G8), contro le norme sanitarie che userete come scusa per comprimere i diritti, per limitare e la libertà.

I fascisti siete voi, con la vostra violenza organizzata, con il vostro odio di classe verso i più deboli, con la vostra furia nichilistica di distruggere tutto ciò che di bello è, ed è stata l’Italia.

Anziché usare la ragione delle armi e della violenza, diteci perché avete “sconsigliato” le autopsie sui morti di Covid-19, perché avete condannato a morte col lockdown precari, partite Iva e lavoratori. L’abbiamo inteso fin troppo bene: il Covid è per voi una manna dal cielo, perché vi permette, su scala planetaria, una riorganizzazione autoritaria del capitalismo.

Un nuovo e ancor più disumano capitalismo iperautoritario, basato sul distanziamento sociale e sul divieto di assembramento. L’abbiamo capito fin troppo bene: l’esercito in strada non serve per le mascherine, ma per reprimere l’ondata di contestazione che presto probabilmente ci sarà, quando imporrete il secondo lockdown, condannando a morte migliaia di lavoratori e di partite Iva, di precari e di negozianti.

Articolo di Diego Fusaro

Fonte: https://www.diegofusaro.com/sempre-piu-useranno-la-violenza/

Libri e varie...
AZADI
Libertà, fascismo, fiction all'epoca del Coronavirus
di Arundhati Roy

Azadi

Libertà, fascismo, fiction all'epoca del Coronavirus

di Arundhati Roy

Una raccolta di saggi, scritti da Arundhati Roy tra il 2018 e il 2020, due anni che in India sono sembrati 200.

Azadi è la parola urdu per libertà: un inno, una preghiera. Ma anche un grido che ha invaso le strade del Kashmir – contro quella che è considerata l'occupazione indiana – e che poi ha trovato eco per le strade dell'India nella voce degli oppositori al nazionalismo indù.

Nel momento in cui Arundhati Roy ha iniziato a chiedersi se ci fosse un collegamento tra queste due richieste di libertà, le strade e le piazze di tutto il mondo si sono zittite di fronte a un nemico invisibile e potentissimo, il Covid-19, che ha fermato l'intero pianeta come niente altro prima, rivelandone le ingiustizie e le contraddizioni.

Tuttavia, sostiene l'autrice, ogni pandemia è un portale verso una realtà alternativa, un'occasione per ripensare il presente che ci siamo costruiti.

Possiamo decidere di attraversarlo portandoci dietro le nostre guerre, i pregiudizi, gli odi, i fiumi e le foreste agonizzanti, nel desiderio di tornare alla normalità. Oppure possiamo attraversarlo alleggeriti, pronti a mettere in dubbio i valori che abbiamo seguito fino a oggi.

In questo nuovo libro, Arundhati Roy ci spinge a riflettere sul significato della parola libertà all'interno di società sempre più autoritarie e a immaginare un mondo nuovo. Un libro che, insieme a noi, ha attraversato il portale della pandemia.

Dicono del libro

«Una delle più grandi scrittrici del nostro tempo»
Naomi Klein

«La polemica di Arundhati Roy è importante e necessaria... dobbiamo esserle grati per il suo coraggio e il suo talento»
Salman Rushdie

 

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