Un mondo in bianco e nero

di Massimo Mazzucco
Si sta instaurando ormai a tutti i livelli, nel pubblico confronto, un meccanismo per cui la verità diventa qualcosa di “liquido”, immediatamente “reversibile” nel suo opposto, grazie ad una semplice dichiarazione contraria.
Facciamo qualche esempio: Luigi Di Maio accusa l’ex-ministro Calenda di avere mal condotto la gara che ha portato all’offerta di Arselor-Mittal, per l’acquisto dell’ILVA di Taranto. Risposta di Calenda? “Totali idiozie”, e liquida così con due parole l’accusa del ministro che lo ha rimpiazzato.
Oppure: L’ex presidente della camera Pietro Grasso viene condannato a risarcire il PD per 80 mila euro che non avrebbe mai versato nelle casse del partito, durante la sua militanza piddina. Risposta di Grasso? “Parole infamanti, è una ritorsione”, liquidando così in due parole una sentenza emessa dalla magistratura italiana.
Oppure ancora: la corte europea condanna Google a pagare 5 miliardi di multa per aver violato le regole con il loro sistema Android. Risposta di Trump? “Ve l’avevo detto! L’Europa vuole approfittarsi di noi”.
Ormai stiamo assistendo ad una brutale semplificazione del pubblico dibattito, a qualunque livello esso si svolga. Mi accusano di questo? Sono dei coglioni. Dicono questo di me? Parole infamanti. Hanno fatto questo? È solo perchè non ci vogliono bene…

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Edificare una rinnovata Civiltà di Resistenza

di Antonio Percoco e Marcello Vezzoli
È oramai palese (il decreto 61 sulla scuola lo testimonia) che lo scopo inconfessabile del sistema di potere, è quello di dare alla luce una generazione incapace di partorire un pensiero critico autentico.
Un pensiero critico basato sulla molteplicità delle cognizioni di causa e delle loro reazioni, razionali e controllate, contro il caos imperante che, utilizzando ogni sorta di strumento diabolico, di arte riprovevole, tende a progettare (usiamo questo termine, poiché di fatto, costituisce un articolato “progetto distruttivo” pianificato in tutte le manifestazioni, in cui l’umano agire determina e si determina nel proprio vivere sociale e politico, infettato e diretto dal “pensiero unico” dominante ed ultraliberale) l’inerte prototipo dell’essere umano schiavo, spersonalizzato e irrazionale, incapace di edificare una “civiltà della resistenza”…

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