“Movida Selvaggia”: cartelli “vendesi” in centro Pisa per protesta

Hanno trasformato i centri delle città italiane in parchi giochi per dementi e perditempo. A Pisa avviata protesta dei cittadini contro la “Movida Selavaggia”.
Decine di cartelli con la scritta “vendesi” – attaccati alle finestre delle abitazioni, appesi sui banchi del mercato o sulle vetrine dei negozi – sono esposti a Pisa in una protesta promossa da residenti, lavoratori, commercianti e semplici domiciliati della zona di “piazza delle Vettovaglie”, nel centro storico, per protestare contro gli effetti della “mala movida”, che “impediscono il riposo fino all’alba per colpa delle emissioni sonore dei locali e dello spaccio indisturbato nei vicoli”.
All’iniziativa è intervenuto anche il sindaco Michele Conti, che ha ascoltato le lamentele dei manifestanti e raccolto la proposta di formare un tavolo di partecipazione “con utenti della movida, per lo più giovani e studenti universitari, esercenti, residenti e commercianti che operano di giorno e di notte, per avviare un confronto insieme alla prefettura e trovare soluzioni condivise per limitare gli effetti negativi della vita notturna e contrastare gli abusi nella somministrazione di alcolici e altre illegalità diffuse”

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Come cani al guinzaglio…

di Luigi Veronese
Mai come in questo contesto storico, l’uomo si è ridotto a eliminare la propria volontà e a sostituirla con comportamenti dettati da fattori esterni.
Il modo di vestirsi o di truccarsi, che casa o che auto avere, quanto lavorare, come alimentarsi… persino il curarsi, il modo con il quale relazionarsi con i propri simili o il dio in cui credere, sono imposti da un abilissimo e subdolo sistema di controllo.
Il suo spirito critico è stato annientato dai media e dalla pseudo-cultura di “menti eccelse” che impongono a cosa credere, come comportarsi, cosa è giusto o meno. E l’uomo, intrappolato in questa tela, non fa niente per imporre il suo pensiero: subisce in silenzio e si adegua a dettami sempre più ridicoli e limitanti. Le poche volte che alza la voce, lo fa per protestare per situazioni che intaccano le finte libertà che il sistema gli concede…

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