Come cani al guinzaglio…

di Luigi Veronese

Mai come in questo contesto storico, l’uomo si è ridotto a eliminare la propria volontà e a sostituirla con comportamenti dettati da fattori esterni.

Il modo di vestirsi o di truccarsi, che casa o che auto avere, quanto lavorare, come alimentarsi… persino il curarsi, il modo con il quale relazionarsi con i propri simili o il dio in cui credere, sono imposti da un abilissimo e subdolo sistema di controllo.

Il suo spirito critico è stato annientato dai media e dalla pseudo-cultura di “menti eccelse” che impongono a cosa credere, come comportarsi, cosa è giusto o meno. E l’uomo, intrappolato in questa tela, non fa niente per imporre il suo pensiero: subisce in silenzio e si adegua a dettami sempre più ridicoli e limitanti. Le poche volte che alza la voce, lo fa per protestare per situazioni che intaccano le finte libertà che il sistema gli concede. Oppure, protesta per difendere un ideale che non è il suo, ma un altro lascito del sistema. Lo vediamo nelle manifestazioni di piazza, negli scioperi generali o in quelli della fame, nelle proteste: quello che sembra un gesto di libertà e di pensiero autonomo, è ancora soltanto la solita risposta che il sistema si aspetta.

L’uomo non fa più scelte personali, aspetta che siano altri a farle per lui, per poi imitarle. E’ per questo che l’uomo non è più responsabilizzato, non è più libero. L’uomo non ha più un pensiero proprio, non ha più originalità, non ha più una sua personalità, non ha più un suo volere, un suo agire.

L’uomo non ha più dignità. È come un cane al guinzaglio, ma non sa di esserlo. E’ come uno schiavo con la catena al piede, ma non se ne rende conto. E’ in balia del canto delle sirene, e non se ne accorge. Persino in questi anni difficili, in questo triste e truce periodo storico, non riesce ad alzare la testa. Si dice che nei momenti difficili venga fuori la vera forza di una persona… Non mi sembra di vedere venir fuori qualcosa dalla massa: vedo solo un gregge smarrito che aspetta soluzioni e intanto continua a far finta di niente e a dormire per comodità.

Anche il cambiamento che chi è “sveglio” sta percependo, non ha intaccato queste “menti in affitto”, pronte ad essere occupate da qualsiasi pensiero purché non sia il proprio. Anche questo vento di risveglio, ha solo lambito queste “teste minate”, che subito hanno cercato una spiegazione di comodo a certi segnali che non hanno capito…

Questa è la grande vittoria di chi ha architettato questo teatrino, che è la condizione umana: rendere l’uomo completamente dipendente, ammansito… schiavo. Ma questi neo-schiavi non hanno alibi: se per secoli certe verità sono state abilmente occultate, ora ci troviamo a vivere in un’epoca di conoscenza e rivelazioni che non ammette scuse.

Chi continua a scegliere di stare nell’ignoranza, lo fa per scelta: sceglie di non prendere decisioni, sceglie di non cercare la verità e una via d’uscita a questa esistenza effimera, sceglie di non avere la possibilità di cambiare e di svegliarsi dal torpore. Di conseguenza sceglie un’esistenza da schiavo. Crede di non esserlo… ma lo è molto di più di chi sa di esserlo.

Articolo di Luigi Veronese

Fonte: http://veraitalia.blogspot.com

Libri e varie...
SCHIAVI SENZA CATENE
L'arte di pensare con la propria testa per vivere bene in un mondo difficile - Il seguito di "Non prendeteci per il PIL!"
di Andrea Bizzocchi

Schiavi Senza Catene

L'arte di pensare con la propria testa per vivere bene in un mondo difficile - Il seguito di "Non prendeteci per il PIL!"

di Andrea Bizzocchi

L'attesissimo seguito di "Non prendeteci per il PIL"

Il mondo-Matrix in cui viviamo genera perlopiù "stordimento" da un lato (vedi i divertimenti, lo shopping, ecc.) e lamentela dall'altro. Nel libro ci occuperemo dell'uno e dell'altra, ma il vero problema è che nessuno, o quasi, si assume la responsabilità della propria Vita, il che, indipendentemente dalla situazione contingente in cui ci troviamo, equivale ad essere uomini liberi. Non ci sono catene che ci tengono schiavi, ma solamente quegli schemi di pensiero a cui siamo quotidianamente condizionati sin dalla nascita.

"Schiavi senza catene" è in qualche modo un libro di Magia perché la Magia più grande è quella di assumersi la totale responsabilità della propria Vita per trasformarla in meglio. Quindi ho scritto questo libro per infonderti coraggio e fornirti strumenti per aiutarti a cambiare. La mia è una promessa. Se vivi da Mago, ovvero se ti assumi la totale responsabilità della tua Vita, questa cambierà inevitabilmente in meglio. Però non è un libro per schiavi né per lamentanti. Essere uno schiavo o un lamentante è una scelta, deliberata o meno non importa, che ciascuno di noi compie. E tu che scelta compi?

Del resto quel 90% delle persone che preferiscono lamentarsi anziché cambiare, non rappresentano altro che un numero, un puro dato statistico; tu fregatene della statistica e abbassa la media. In altre parole decondiziona il tuo pensiero per cominciare a pensare, agire e vivere da uomo libero.

Nota al lettore

"Schiavi senza catene! è tratto dai miei incontri e conferenze e ho preferito mantenere la struttura discorsiva originaria anziché adattarla come fosse un normale testo di lettura. Mi stai dunque leggendo in presa diretta, un po' come se mi stessi ascoltando dal vivo e la speranza è che tu possa coglierne lo spirito come se effettivamente io fossi lì con te. Questo scritto raccoglie il mio personale percorso di liberazione dalla schiavitù imposta dal mondo in cui viviamo. Con tutti i suoi limiti, perché è ovvio che ne abbia, questo libro è assolutamente autentico e "vissuto" e non frutto di teorie astratte che, alla fin fine, lasciano sempre il tempo che trovano. Fai del tuo meglio per trarne degli spunti e cambiare la tua Vita così come vuoi.

Da ultimo, tieni sempre a mente che la schiavitù è prima di tutto nella nostra testa e che in qualunque istante, indipendentemente dalla situazione in cui ci troviamo, possiamo sempre decidere di cambiare e vivere meglio. Anzi, è una nostra precisa responsabilità farlo. Se non lo facciamo noi, chi mai dovrebbe farlo per noi?"

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