Parole Svuotate, Cervelli Spenti: il Dibattito Politico Ridotto a Rumore Morale
di Alexandro Sabetti
Dittatore, terrorista, democrazia, campista: parole consumate fino a perdere senso. Nel dibattito pubblico non spiegano più la realtà, ma servono a evitare il pensiero critico. La propaganda moderna governa svuotando il linguaggio.
Quando le Parole Muoiono: Come il Dibattito politico Ha Smesso di Pensare
Nel dibattito pubblico contemporaneo le parole non descrivono più il mondo ma funzionano come segnali acustici: servono a richiamare l’attenzione, a indicare chi sta da una parte e chi dall’altra, non a capire cosa sta accadendo.
“Fascista” è stata la prima parola totemica di questo processo, si può applicarla a tutto e al contrario di tutto; oggi la segue un’intera costellazione di termini a rapido consumo, tra cui “dittatore”, “terrorista” ed è torntata di moda, addirittura, “campista”. Il risultato non è una maggiore chiarezza morale, ma un lessico esausto, svuotato di rapporto con i fatti e con la realtà storica…








































