Documenti dal Golpe

di Paolo Borgognone
Ciò che ci si attendeva, è stato. Mattarella rifiuta Savona come ministro dell’Economia per ragioni di opinione e riafferma il principio oligarchico secondo cui la sovranità appartiene ai “mercati”, cioè agli speculatori internazionali, e non al popolo.
Il giochino dello Spread che saliva è stato innescato da Draghi per preparare il terreno mediatico al golpe, cercando di far credere ai pensionati che i loro risparmi sarebbero stati “a rischio”, qualora Savona fosse diventato ministro dell’Economia in un governo M5S-Lega. L’inganno dello spread come apripista per agevolare e legittimare il golpe. La Costituzione cambia de facto, l’articolo 1 non ha più alcun significato. Siamo nell’era del compiuto disincanto… Il governo “tecnico” che si prospetta è la dittatura dei mercati legalizzata. Il momento è drammatico nel vero senso della parola.
La storia della “democrazia italiana”, anche formalmente, finisce qui, il 27 maggio 2018…

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L’Unico fascismo vivo e trionfante è quello tecnocratico. La lucidissima analisi di Enrica Perucchietti

di Enrica Perucchietti
Un nuovo spettro si aggira sull’Europa, quello del fascismo. Non quello del liberismo, della ferocia del mercato e dei suoi aguzzini, della diseguaglianza sociale, dello smantellamento delle conquiste sociali, ma quello anacronistico del passato, che viene oggi strumentalizzato per orientare l’opinione pubblica alle urne.
In questi giorni la campagna elettorale è stata infatti monopolizzata da cortei antifascisti degenerati con scontri contro la polizia (es. Piacenza e Macerata) e tensione a Torino, durante la giornata di ricordo delle “Foibe”. Archiviati nemici quali Isis o Corea del Nord, ora sembra che l’Occidente stia combattendo contro il risorgere del fascismo, oscurando di fatto ben altri problemi, quelli sociali, economici, di sicurezza: quelli che riguardano tutti i cittadini, tutti noi, tutti i giorni.
Nazismo tecnocratico ed élite finanziarie: alla ricerca del vero nemico

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Di fronte alle ingiustizie gli italiani dimostrano di non essere un popolo unito: subiscono e si sottomettono

di Magdi Cristiano Allam
Come mai gli italiani non si ribellano alle ingiustizie come fanno altri popoli? È una domanda che molti di noi si pongono.
Se gli stranieri sui mezzi di trasporto pubblici si rifiutano di pagare il biglietto e peggio ancora aggrediscono fisicamente il controllore, tutti noi denunciamo totalmente indignati, ma poi concretamente li si lascia fare e alla fine siamo solo noi italiani ad essere tenuti a pagare il biglietto.

Se nelle nostre città talune vie, parchi, piazze o quartieri diventano pericolosi per la presenza di delinquenti comuni, spacciatori di droga, sfaccendati che molestano donne e bambini aspirando a violentarli sessualmente, noi denunciamo massimamente preoccupati, ma poi concretamente finiamo per non frequentare più quegli spazi pubblici…

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