Se la Costituzione è come una Ferrari chiusa in garage!

di Davide Mura
Se i nostri padri costituenti potessero vedere cosa accade oggi, si chiederebbero se noi siamo davvero degni della Costituzione che ci hanno lasciato.
Anzi, si chiederebbero per quale ragione essi ci hanno offerto uno strumento per combattere povertà e disoccupazione, e noi la lasciamo lì, come una Ferrari chiusa in garage, ad arrugginire, esaltandone solo i protocolli procedurali e un patetico antifascismo da operetta, dopo averla sfregiata con il vincolo europeo.
Eppure è accaduto. Possediamo questo bolide e non lo utilizziamo, perché ai nostri “amici” tedeschi e francesi non piace l’idea di venir superati in corsa. E quell’idea, peraltro, non piace nemmeno a coloro che, da decenni, studiano le modalità per smontarlo, affinché non ci venga la tentazione di usarlo di nuovo. Per ora hanno messo il lucchetto al garage, spaventandoci: “Non aprite quel garage” … “Non guardate cosa c’è dentro” … “Potrebbe esservi fatale”

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IL PERCORSO DI RINASCITA SPIRITUALE DI UN'ALLIEVA VICINA A MAMANI, CURANDERO ANDINO!
Hernàn Huarache Mamani, Curandero e grande divulgatore della cultura andina, ci ha lasciato importanti insegnamenti. Tra questi, il legame intenso con Pachamama (la madre Terra), la sacralità dell'elemento femminile, la donna come maestra dell'amore, la capacità di dirigere l'energia e la connessione con le proprie radici.
Lisa Corrao, l'allieva a lui più vicina, ripercorre in questo nuovo libro il proprio percorso di rinascita spirituale grazie agli insegnamenti del maestro.
È un percorso di iniziazione al seguito degli insegnamenti di Mamani.
È un invito, rivolto a tutti coloro che cercano la guarigione emotiva, mentale e spirituale, ad avvicinarsi al patrimonio di sapienza antica che costituisce la preziosa eredità ricevuta da Mamani... ›››

Coglioni di tutto il mondo, unitevi!

di Enrico Galoppini
I lettori più attenti alle parole e alla loro forma educata mi perdoneranno per quest’avvio decisamente un po’ sboccato, ma prima di cominciare quest’articolo una cosa la devo dire: la maggioranza della gente, oggigiorno, è composta da coglioni cui piace essere coglionati.
Detto altrimenti: da babbei che godono nell’essere presi per i fondelli sistematicamente ed in maniera plateale, ma senza che abbiano di ciò alcun sentore.
La certezza inscalfibile che le cose stanno così l’ho maturata nel tempo, sulla base dell’osservazione del comportamento e delle reazioni di molte persone che, anche di fronte alle più abbacinanti prove di ciò che di nocivo viene ordito a loro danno dal potere, continuano o a far finta di nulla o a ritenere che chi denuncia l’estrema nocività e malvagità di questo potere è un povero “complottista” pazzo. Un autore di “fake news”, per accodarsi al cicaleccio di politici e media…

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Chi sono i “Millennials”

Millennials, questi sconosciuti… Gli esperti di marketing li analizzano, i sociologi li osservano e i politici tentano di accaparrarsene la fiducia.
Perché il fenomeno millennials è diventato così importante? E da dove è partito tutto questo? Per capirlo, prima di tutto, dobbiamo partire dall’inizio, cercando di individuare la categoria e di darne, in linea di massima, una definizione generale.
Essere millennials non è una scelta ma uno status symbol: millenials non si diventa, ma si nasce. Di questa categoria fa parte infatti un’intera generazione nata tra il 1980 e il 2000, giovani uomini e donne che hanno vissuto in pieno la rivoluzione digitale e che, rispetto ai propri genitori, hanno dovuto fare i conti con un’epoca segnata da crisi e precarietà (una delle peggiori dopo la Grande Depressione degli anni Trenta)…

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L’uomo senza identità, un “migrante” dalla sessualità precarizzata

di Diego Fusaro
Uno spettro si aggira per il mondo: lo spettro dell’uomo senza identità. L’uomo senza identità è, per sua natura, unisex e senza radici, senza storia e senza coscienza critica, senza progetti e senza futuro, erratico e fashion addicted.
Pura “materia non signata”, esso – il neutro è d’obbligo – risulta pronto a ricevere passivamente gli stimoli provenienti dall’ambito del consumo e della circolazione: vive nel puro presentismo aprospettico e asimbolico, senza sapere donde provenga e dove sia diretto. È una semplice funzione variabile delle strategie del consumo, figurando a un tempo come consumatore e come consumato dal consumo stesso…

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