Gli italiani sui Social: un popolo di compulsivi, pragmatici e spettatori passivi

di Andrea Alessandrino
Lo smartphone: un tempo oggetto del desiderio, oggi imprescindibile compagno delle nostre giornate, utensile fondamentale per la quotidianità del singolo.
Lo smartphone è nel mondo delle cose che ci circondano e che rendono la nostra vita conformata a quelle che sono le nostre abitudini di vita, l’oggetto-compagno-amico dal quale per nessuna ragione al mondo penseremmo di separarci.
Nasce da questa esigenza identitaria e sociale, un’inevitabile smartphone-dipendenza. Gli esperti parlano di “egopower”, di una supremazia dell’io sopra qualsiasi cosa, un sostituto più sicuro e affidabile (l’io) per far fronte alla mancanza di punti di riferimento certi e legati ad una tradizione, ormai naufragata sotto i colpi del mito della globalizzazione e oggi malinconicamente ricordata…

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Perché le menti più brillanti necessitano di Solitudine

Sempre più studi condotti da esperti di sociologia e psicologia confermano che lo stare da soli è imprescindibile prerogativa delle menti più brillanti e creative.
Così si spiegherebbe perché molti leader finiscano per condurre una vita da single e perché la maggior parte dei più grandi geni della storia abbiano partorito le loro scoperte nel chiuso di una stanza. In perfetta solitudine.
Se, infatti, vivere da single, per alcuni versi, previene, come è ovvio, gli attriti e permette di gestire in autonomia spazi e tempi, quello della gestione della casa non è il solo ambito che trarrebbe beneficio dall’essere soli. Secondo il sociologo Eric Klinenberg, dell’Università di New York, infatti, vivere da soli significa anche godere di relazioni di qualità, poiché per la maggior parte dei single è chiaro che “essere soli è meglio dell’essere male accompagnati”…

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Chi sono i “Millennials”

Millennials, questi sconosciuti… Gli esperti di marketing li analizzano, i sociologi li osservano e i politici tentano di accaparrarsene la fiducia.
Perché il fenomeno millennials è diventato così importante? E da dove è partito tutto questo? Per capirlo, prima di tutto, dobbiamo partire dall’inizio, cercando di individuare la categoria e di darne, in linea di massima, una definizione generale.
Essere millennials non è una scelta ma uno status symbol: millenials non si diventa, ma si nasce. Di questa categoria fa parte infatti un’intera generazione nata tra il 1980 e il 2000, giovani uomini e donne che hanno vissuto in pieno la rivoluzione digitale e che, rispetto ai propri genitori, hanno dovuto fare i conti con un’epoca segnata da crisi e precarietà (una delle peggiori dopo la Grande Depressione degli anni Trenta)…

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Il Tempo è denaro o vita? Accelerazione e alienazione nella società moderna

di Paolo Ermani 
Siamo sempre più staccati e sganciati dal ‘tempo’ e dallo ‘spazio’ della nostra vita.
Consiglio ai lettori un libro che inquadra in maniera eccezionale e pienamente centrata, la percezione diffusa che il tempo non ci basti mai. Il titolo è “Accelerazione e alienazione”, l’autore è un sociologo tedesco, Hartmut Rosa.
Ecco alcuni passi tratti dal libro:
«Forse l’aspetto più sorprendente e inaspettato dell’accelerazione sociale, è la spettacolare e contagiosa “carestia di tempo” delle società (occidentali) moderne. Nella modernità, gli attori sociali hanno sempre più l’impressione che il tempo stia loro sfuggendo, che sia troppo breve. Sembra che il tempo sia percepito come una materia prima da consumare al pari del petrolio e che, come questo, sta diventando sempre più caro e costoso»…

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