L’uomo senza identità, un “migrante” dalla sessualità precarizzata

di Diego Fusaro

Uno spettro si aggira per il mondo: lo spettro dell’uomo senza identità. L’uomo senza identità è, per sua natura, unisex e senza radici, senza storia e senza coscienza critica, senza progetti e senza futuro, erratico e fashion addicted.

Pura “materia non signata”, esso – il neutro è d’obbligo – risulta pronto a ricevere passivamente gli stimoli provenienti dall’ambito del consumo e della circolazione: vive nel puro presentismo aprospettico e asimbolico, senza sapere donde provenga e dove sia diretto. È una semplice funzione variabile delle strategie del consumo, figurando a un tempo come consumatore e come consumato dal consumo stesso.

LA FIGURA DEL QUEER, IL BIZZARRO

Manca di un suo radicamento identitario autonomo, in nome del quale respingere, contestare e combattere ciò che dall’esterno lo minaccia, ne mette a repentaglio l’esistenza e ne oltraggia la natura. È questa l’essenza del paradigma gender e della sua desimbolizzazione, quale si esprime in modo esemplare nella figura del queer, letteralmente il “bizzarro”, l’insolito, l’indefinito, colui che è sessualmente fluido e senza fissa dimora, sempre disposto a ridefinire la propria identità strutturalmente instabile.

SRADICAMENTO E MOBILITÀ

L’individuo unisex e queer (post identitario e post moderno) messo a tema dall’ideologia genderista si pone, da questo punto di vista, come l’analogon, sul côté sessuale, del migrante, del quale condivide lo sradicamento, l’assoluta mobilità sul piano dell’identità e la disponibilità al mutamento in assenza di un’identità stabile e non negoziabile.

La sessualità fluida e sempre modificabile, è la coerente espressione del disorientamento identitario degli “io” resi flessibili e dell’instabilità consustanziale al tempo del precarismo assoluto e del capitale liquido-finanziario. Il libertinismo ideologico del gender legittima e promuove il precariato erotico, come il liberismo ideologico del mercato sovrano competitivo giustifica e favorisce il precariato lavorativo.

COMPLETA L’HOMO PRECARIUS

L’homo instabilis prodotto dalla fase dell’accumulazione flessibile, in effetti, pare potersi intendere come migrante e nomade non solo nell’ambito lavorativo e professionale, ma sotto ogni profilo: compreso quello dell’identità sessuale fluidificata e decostruita. È portatore di una sessualità liquida e precarizzata, in virtù della quale si pone come il coerente completamento, sul versante sessuale, dell’homo precarius prodotto dal paradigma dell’accumulazione flessibile.

TRIONFA L’ONNIMERCIFICAZIONE

Il Servo precarizzato è stato, per questa via, privato tanto della coscienza di classe, quanto della coscienza di genere. Trionfa su tutta la linea la nuova monadologia liberal-libertaria con la sua ingegneria biopolitica e con il suo programma di onnimercificazione.

Articolo di Diego Fusaro

Fonte: http://www.lettera43.it

Libri e varie...
MIGRAZIONE GLOBALE
Moving Millions. Chi muove le pedine di questo fenomeno inarrestabile?
di Jeffrey Kaye

Migrazione Globale

Moving Millions. Chi muove le pedine di questo fenomeno inarrestabile?

di Jeffrey Kaye

Perché milioni di persone ogni giorno
abbandonano il proprio paese nativo?
Da chi vengono aiutate?
Quali sono gli interessi politici ed economici
che stanno dietro a questi fenomeni migratori?

Migrazione Globale, nato dall'esperienza che l'autore, il famoso giornalista Jeffrey Kaye, ha maturato direttamente sul campo (confine Messico-Stati Uniti, Senegal, Marocco, Irlanda, Polonia, Italia, Spagna, Emirati Arabi, ecc.) è un accurato
reportage, che ci consente di guardare al fenomeno migratorio da un altro punto di vista: la viva voce dei migranti stessi.

Attraverso le loro parole entriamo in contatto con il lato umano della migrazione: nazioni impoverite, famiglie abbandonate e comunità disgregate. Kaye, inoltre, fornisce un'accurata analisi delle politiche delle varie nazioni che, di fatto, favoriscono le migrazioni globali.

Con un linguaggio molto chiaro, e uno stile avvincente, il famoso giornalista Jeffrey Kaye ci guida all'interno del mondo della migrazione, mostrandoci quegli aspetti del fenomeno, che normalmente vengono tenuti nell'ombra. Migrazione Globale fornisce un'analisi dei fenomeni migratori, non partendo da analisi "teoriche", bensì lavorando "sul campo", andando nelle zone calde: confine Messico-Stati Uniti, Senegal, Marocco, Irlanda, Polonia, Italia, Spagna, Emirati Arabi, ecc.

Questo accurato reportage, ci consente di guardare al fenomeno migratorio da un altro punto di vista: la viva voce dei migranti stessi. Attraverso le loro parole entriamo in contatto con il "lato umano" della migrazione: nazioni impoverite, famiglie abbandonate e comunità disgregate. Kaye, però, non si limita a un mero rendiconto delle riflessioni dei migranti. Fornisce un'accurata analisi delle politiche delle varie nazioni che, di fatto, favoriscono le migrazioni globali.

Da questi presupposti, Kaye indica anche la strada su cui ci si dovrà muovere, se si vorrà seriamente "gestire" il fenomeno della migrazione globale – impossibile da fermare completamente, in quanto presente da sempre nel genere umano.

Anteprima Migrazione Globale LIBRO di Jeffrey Kaye

Quando cammino per andare al supermercato, la mia attenzione si posa spesso su un particolare insignificante, nel panorama urbano: un comunissimo tombino. Ad attirarmi non sono il suo aspetto ordinario e la sua copertura in ghisa, tipici di un oggetto che serve solo a coprire le fogne, bensì le due scritte poste su di esso.

Da un lato vi è un semicerchio di lettere maiuscole che compongono la scritta "CITTÀ DI LOS ANGELES"; dall'altro vi sono tre parole, "PRODOTTO IN MESSICO", che completano il cerchio, formando una faccia sorridente e dando vita a un effetto ottico probabilmente non previsto da chi ha disegnato o realizzato una banale copertura delle fogne.

L'adoro. Non solo per la scelta estetica, voluta o no, di questo oggetto banale e di mera utilità pubblica, ma soprattutto per la palese dichiarazione di collegamento tra due Paesi in una città nella quale il 40% dei residenti (compreso me) è nato all'estero, in un momento in cui l'attenzione e il dibattito pubblico riguardano le questioni"da dove veniamo""quali confini abbiamo attraversato". Nel corso della mia vita l'immigrazione è sempre stata un interesse costante, a livello sia professionale che personale.

Continua a leggere - Anteprima Migrazione Globale LIBRO di Jeffrey Kaye

Indice del libro

  • Ringraziamenti
  • Introduzione
  • Capitolo I – Esche e paraocchi
  • Capitolo II – Crescere le persone per l'esportazione
  • Capitolo III – I migranti nel mercato globale
  • Capitolo IV – Cambio di rotta: la fortuna gira
  • Capitolo V – Le agenzie di reclutamento e il mercato degli esseri umani
  • Capitolo VI – I trafficanti come fornitori di servizi per la migrazione
  • Capitolo VII – "Dipendiamo pesantemente dai lavoratori immigrati"
  • Capitolo VIII – Schiavitù e flussi di denaro
  • Capitolo IX – "Cercasi lavoratori" o "Non oltrepassare il confine"
  • Capitolo X – Scelte politiche, influenze e alleanze
  • Capitolo XI – Resa dei conti sud-occidentale
  • Capitolo XII – Sangue fresco e selezione nazionale
  • Capitolo XIII – "Divisi per la necessità di sopravvivere"
  • Indice analitico
  • Note
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