Se la Costituzione è come una Ferrari chiusa in garage!

di Davide Mura
Se i nostri padri costituenti potessero vedere cosa accade oggi, si chiederebbero se noi siamo davvero degni della Costituzione che ci hanno lasciato.
Anzi, si chiederebbero per quale ragione essi ci hanno offerto uno strumento per combattere povertà e disoccupazione, e noi la lasciamo lì, come una Ferrari chiusa in garage, ad arrugginire, esaltandone solo i protocolli procedurali e un patetico antifascismo da operetta, dopo averla sfregiata con il vincolo europeo.
Eppure è accaduto. Possediamo questo bolide e non lo utilizziamo, perché ai nostri “amici” tedeschi e francesi non piace l’idea di venir superati in corsa. E quell’idea, peraltro, non piace nemmeno a coloro che, da decenni, studiano le modalità per smontarlo, affinché non ci venga la tentazione di usarlo di nuovo. Per ora hanno messo il lucchetto al garage, spaventandoci: “Non aprite quel garage” … “Non guardate cosa c’è dentro” … “Potrebbe esservi fatale”

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Importiamo Dequalificazione ed esportiamo Eccellenze

di Davide Mura
Persino il lavoro qualificato in Italia risponde alla logica della domanda esterna. Formiamo, a spese nostre, laureati e persone altamente qualificate che poi emigrano all’estero. In più nessuno ci paga per farlo. Politiche predatorie “allo stato puro”.
Il rovescio della medaglia è la massa di immigrati economici che arrivano dall’Africa; per lo più gente dequalificata, che finisce per ingrossare le fila della malavita straniera e italiana, e di quell’economia sommersa fatta di sfruttamento, disumanità e lavoro nero.
È un fenomeno questo che rende il nostro paese più povero, economicamente, culturalmente e professionalmente. Importiamo dequalificazione, decompetenze e consumatori di welfare, ed esportiamo eccellenze, professionalità e inventiva. E la domanda è: fin quanto potremo sopportarlo?…

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Italia, potenza scomoda: dovevamo morire!

Italia potenza scomoda

Sintesi del Prof. Nino Galloni
Una storia che dobbiamo sempre avere presente, per capire.
Italia, potenza scomoda. Il primo colpo storico contro l’Italia lo mette a segno Carlo Azeglio Ciampi, futuro presidente della Repubblica, incalzato dall’allora ministro Beniamino Andreatta, maestro di Enrico Letta e “nonno” della Grande Privatizzazione che ha smantellato l’industria statale italiana, temutissima da Germania e Francia.

È il 1981: Andreatta propone di sganciare la Banca d’Italia dal Tesoro, e Ciampi esegue. Obiettivo: impedire alla banca centrale di continuare a…

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