Italia, potenza scomoda: dovevamo morire!

Sintesi del Prof. Nino Galloni

Una storia che dobbiamo sempre avere presente, per capire.

Italia potenza scomodaItalia, potenza scomoda. Il primo colpo storico contro l’Italia lo mette a segno Carlo Azeglio Ciampi, futuro presidente della Repubblica, incalzato dall’allora ministro Beniamino Andreatta, maestro di Enrico Letta e “nonno” della Grande Privatizzazione che ha smantellato l’industria statale italiana, temutissima da Germania e Francia.

È il 1981: Andreatta propone di sganciare la Banca d’Italia dal Tesoro, e Ciampi esegue. Obiettivo: impedire alla banca centrale di continuare a finanziare lo Stato, come fanno le altre banche centrali sovrane del mondo, a cominciare da quella inglese. Il secondo colpo, quello del ko, arriva otto anno dopo, quando crolla il Muro di BerlinoLa Germania si gioca la riunificazione, a spese della sopravvivenza dell’Italia come potenza industriale: ricattati dai francesi, per riconquistare l’Est, i tedeschi accettano di rinunciare al marco e aderire all’euro, a patto che il nuovo assetto europeo elimini dalla scena il loro concorrente più pericoloso: noi. A Roma non mancano complici: pur di togliere il potere sovrano dalle mani della “casta” corrotta della Prima Repubblica, c’è chi è pronto a sacrificare l’Italia all’Europa “tedesca”, naturalmente all’insaputa degli italiani.

Questa è la drammatica ricostruzione fatta da Nino Galloni (foto) – docente universitario, manager pubblico e alto dirigente di Stato – che nel fatidico 1989, era consulente del Governo su invito dell’eterno Giulio Andreotti, il primo statista europeo che ebbe la prontezza di affermare di temere la riunificazione tedesca.

Non era “provincialismo storico”: Andreotti era al corrente del piano contro l’Italia e tentò di opporvisi, finché potè. Poi a Roma arrivò una telefonata del cancelliere Helmut Kohl, che si lamentò col ministro Guido Carli: qualcuno “remava contro” il piano franco-tedesco. Galloni si era appena scontrato con Mario Monti alla Bocconi e il suo gruppo aveva ricevuto pressioni da Bankitalia, dalla Fondazione Agnelli e da Confindustria. La telefonata di Kohl fu decisiva per indurre il governo a metterlo fuori gioco. «Ottenni dal ministro la verità», racconta l’ex super-consulente, ridottosi a comunicare con l’aiuto di pezzi di carta perché il ministro «temeva ci fossero dei microfoni». Sul “pizzino”, scrisse la domanda decisiva: “Ci sono state pressioni anche dalla Germania sul ministro Carli perché io smetta di fare quello che stiamo facendo?”. Eccome: «Lui mi fece di sì con la testa».

Questa, riassume Galloni, è l’origine della “inspiegabile” tragedia nazionale nella quale stiamo sprofondando. I super-poteri egemonici, prima atlantici e poi europei, hanno sempre temuto l’Italia. Lo dimostrano due episodi chiave. Il primo è l’omicidio di Enrico Mattei, stratega del boom industriale italiano, grazie alla leva energetica propiziata dalla sua politica filo-araba, in competizione con le “Sette Sorelle”. E il secondo è l’eliminazione di Aldo Moro, l’uomo del compromesso storico, assassinato dalle “seconde Br”: non più l’organizzazione eversiva fondata da Renato Curcio, ma le Br di Mario Moretti, «fortemente collegate con i servizi, con deviazioni dei servizi, con i servizi americani e israeliani». Il leader della Dc era nel mirino di killer molto più potenti dei neo-brigatisti: «Kissinger gliel’aveva giurata, aveva minacciato Moro di morte poco tempo prima».

Col divorzio tra Bankitalia e Tesoroper la prima volta il paese è in crisi finanziaria: prima, infatti, era la Banca d’Italia a fare da “prestatrice di ultima istanza” comprando titoli di Stato e, di fatto, emettendo moneta destinata all’investimento pubblico. Chiuso il rubinetto della lira, la situazione precipita: con l’impennarsi degli interessi (da pagare a quel punto ai nuovi “investitori” privati) il debito pubblico esploderà fino a superare il Pil.

Libri e varie...

E Io Non Pago!

Perché l'Italia deve dire no al ricatto del debito pubblico

di Andrea Bizzocchi

E IO NON PAGO!
Perché l'Italia deve dire no al ricatto del debito pubblico
di Andrea Bizzocchi

Perché il debito pubblico italiano è esploso negli ultimi trent’anni? Chi ha manovrato dietro le quinte per portare il nostro Paese alla situazione attuale? Quanto ancora dovremo sopportare prima di capire che veniamo rapinati quotidianamente dagli stessi personaggi che ci hanno cacciato in questa situazione?
 I poteri forti decidono l’andamento delle economie mondiali, determinano i destini delle popolazioni attraverso istituti sovranazionali che esulano da ogni principio democratico e ora mettono l’Italia sotto pressione per derubarla delle sue straordinarie ricchezze (finanziarie, industriali, immobiliari, naturali) e per controllarla come si fa con gli schiavi.
 Ma non hanno fatto tutto da soli... Hanno avuto al loro servizio una oligarchia finanziaria, industriale e politica, che da un lato ha tradito il proprio Paese e dall’altro promuove quotidianamente un unico governo, un’unica moneta, un unico esercito mondiali. Il tutto alle nostre spalle e sulla nostra pelle.
 La spoliazione della sovranità monetaria di una nazione, l’introduzione sottaciuta di modifiche alla sua costituzione e lo strumento del debito sono i passaggi obbligati per mettere in atto strategie di controllo e sottomissione. I recenti casi di Islanda, Ecuador e altri ancora testimoniano che liberarsi dal debito è possibile e che l’Italia può aspirare a sottrarsi al ricatto internazionale.
 Ricusazione o rinegoziazione del debito, recupero della sovranità monetaria, sviluppo di economie sostenibili e supportate da monete locali sono le strade da percorrere per tornare a essere liberi cittadini e ridare al tempo stesso un futuro al nostro Paese....

Pecore da Tosare

La sopravvivenza tra banche, crisi e truffe

di Andrea Bizzocchi

PECORE DA TOSARE
La sopravvivenza tra banche, crisi e truffe
di Andrea Bizzocchi

Che razza di crisi è se non mancano materie prime, mezzi di produzione e forza lavoro, nonostante l'alto tasso di disoccupazione? Eppure qualcosa manca. Cosa? Il denaro, la liquidità. Quando la gente dice: "I soldi sono finiti" coglie esattamente nel segno. Ma non si chiede perché manchino i soldi, che cosa significa che mancano e chi li fa mancare?".
 La crisi e i disastri socio-economici che stiamo vivendo non cadono dal cielo, ma nascono dalla natura stessa della moneta e in essa proliferano. Una moneta accettata come debito non potrà mai estinguere l'interesse che deve.
 Il denaro circolante infatti sarà sempre inferiore alla somma del capitale e dell'interesse da restituire. E l'aumento esponenziale del debito fa sì che contestualmente aumenti anche la quota di ricchezza (pubblica e privata) da destinare al sistema bancario, che continua a creare denaro a costo zero, senza alcuna copertura né convertibilità della moneta emessa.
 Un meccanismo spietato e subdolo che sta riducendo i popoli in schiavitù. Ma così come non è schiavo colui che ha le catene ai piedi, bensì chi non è in grado di immaginarsi la libertà, così noi, per ridare dignità alle nostre vite, possiamo lottare per riconquistare questa libertà perduta.
  "Andrea Bizzocchi ci dice che nelle mani di ognuno di noi non c'è soltanto la possibilità di cambiare la nostra vita, ma anche quella di mettere un granellino di sabbia in grado di inceppare un ingranaggio molto più grande di noi".
 Maurizio Pallante, fondatore del Movimento della Decrescita Felice
 "Spiega in maniera semplice e lineare concetti chiave per comprendere la struttura del sistema economico e chi sono i burattinai che ne hanno il pieno controllo. Un libro da leggere se non vogliamo essere solo pecore da tosare".
 Salvatore Tamburro, autore del best seller Non è crisi, è truffa e di Addio al debito...

Non è Crisi è Truffa!

Come i banchieri ci stanno derubando

di Salvatore Tamburro

NON è CRISI è TRUFFA!
Come i banchieri ci stanno derubando
di Salvatore Tamburro

Quella che fanno passare agli occhi della gente come crisi, in realtà non è altro che la conseguenza di operazioni ben progettate a monte dall'oligarchia al potere, ossia banche e corporation; in realtà si tratta di una truffa che grava sulle spalle della collettività, chiamata a sostenere sacrifici e misure di austerità imposte proprio dagli stessi fautori di questa grande truffa.
 Purtroppo, come nel campo della medicina esiste una teoria ufficiale che viene fatta passare per giusta e corretta (ignorando cure alternative che spesso si rivelano migliori delle cure ufficiali, ma che non creano business) allo stesso modo anche in campo economico esistono teorie ufficiali, insegnate nelle università e spacciate per autentiche.
 Tali teorie, invece si discostano notevolmente dai fenomeni reali: sono semplicemente false.
 I banchieri creano moneta e indebitano gli Stati, assoggettandoli... finanziano partiti e mass-media per nascondere alla gente la realtà, e illuderla di avere libertà di scelta. Ma questa libertà è mera illusione.
 Viviamo nella più spregevole delle dittature.
 Come popoli e come individui non abbiamo nessuna possibilità di incidere 
 su scelte che determinano la nostra vita.
 Possiamo scegliere giusto la marca del telefonino cellulare...
 Dopo aver letto questo libro non avrai più dubbi su chi, me e perché ti sta derubando di libertà e benessere, dovrai solo decidere di scegliere la libertà
  ...

Traditori al Governo?

Nuova Edizione. Artefici, complici e strategie della nostra rovina. Germania, Francia e finanza globale colonizzano e strangolano l'Italia per privatizzare a prezzi stracciati aziende, banche e beni pubblici.

di Marco Della Luna

TRADITORI AL GOVERNO?  - LIBRO
Nuova Edizione. Artefici, complici e strategie della nostra rovina. Germania, Francia e finanza globale colonizzano e strangolano l'Italia per privatizzare a prezzi stracciati aziende, banche e beni pubblici.
di Marco Della Luna

Traditori al Governo: come i capitalisti di Germania e Francia tramite l'Euro e gli interessi sul debito pubblico strangolano l'Italia per renderla una loro colonia...
 Fin dagli anni Settanta noi italiani siamo stati abituati a pagare per l'incompetenza e gli errori inspiegabili di governi, economisti e manager bancari fallimentari. Perfino la crisi che ci attanaglia dall'entrata nell'Euro è presentata dai mass media e da tanti "esperti" con toni fatalistici: ci sono stati errori ma non ci sono colpe, ci sono state scelte discutibili ma non ci sono responsabilità. E il disastro, come sempre, non era prevedibile. Eppure continuano a dirci che l'Euro è insostituibile. Ma è davvero così?
 Se analizziamo la storia economica dagli anni Settanta ad oggi, scopriamo una cosa sconcertante: quella serie di apparenti passi falsi economico-finanziari in realtà è un percorso programmato. Non è una sfortunata serie di fatalità o errori, ma una strategia definita, attuata metodicamente per un fine preciso: destabilizzare per creare emergenze che giustificano a loro volta altre misure destabilizzanti, sempre a svantaggio dei cittadini contribuenti. 
 Stanno tentando dunque di strangolare e colonizzare l'Italia per giustificare e "mascherare" la svendita del suo patrimonio industriale, bancario, immobiliare, culturale e paesaggistico.
 Risultato? L'Italia crolla mentre Germania, Francia, USA traggono solo vantaggi da un sistema tanto perverso da sembrare studiato a tavolino.
 Viene quindi da chiedersi quali forze si sono mosse dietro al serpente monetario degli anni Settanta, allo SME e alla privatizzazione delle imprese statali e della Banca d'Italia degli anni '90. Che interessi e poteri si nascondono dietro all'entrata nell'Euro e alla recente imposizione del pareggio di bilancio nella Costituzione? Quali forze si muovono dietro ai traffici del Monte dei Paschi di Siena e della Banca Antonveneta?
 Ciò che è accaduto in passato potrebbe ripetersi ancora... siamo certi di non avere traditori al governo?
 Introduzione al Tradimento - Traditori al Governo È necessario occuparsi più dei requisiti e delle incompatibilità per il Colle e per Palazzo Chigi, che per altre cariche! Un premier infedele può rovinare il Paese tradendo i suoi interessi, e un presidente infedele può minarne l'indipendenza e la Costituzione. Poiché a breve dovremo rinnovare queste due cariche, e considerate le problematiche e le denunce penali che infuriano ultimamente intorno ai titolari in carica, è urgente stabilire criteri tassativi di esclusione dei profili a rischio.
 Continua a leggere in Anteprima : > Introduzione al Tradimento - Traditori al Governo
 Indice 
 - Chi sono i proprietari della Banca d'Italia?
 - Premessa: la perdita della nostra indipendenza
 - Le tappe principali della nostra rovina economica e finanziaria
 - Introduzione al "tradimento"
 - L'Europa ha sempre ragione
 - Due Agende: Monti e Tremonti
 - Sacrifici senza prospettive
 - Il sogno che la crisi "finisca"
 - L'illusione che il mercato imponga efficienza
 - Lo sporco lavoro dell'Euro
 - Errori o dolo?
 - L'azione di Monti
 - Monte dei Paschi (PD, Monti, Draghi, Ior) Connection
 - Risanare MPS, reprimere l'usura, rifinanziare l'industria
 - Porcate
 - Traditori e nemici
 - Costituzione violata
 - Manifesto massimalista
 - Piano integrato per la stabilizzazione del debito pubblico e la rieducazione macroeconomica delle banche
 - Il tesoro nascosto delle banche centrali
 - Postfazione di Luigi Tedeschi – direttore di "Italicumo
 - APPENDICI
 - Denuncia penale contro il complotto 
 - finanziario e i connessi atti eversivi?
 - Considerazioni di un analista finanziario 
 - a cura di Claudio Zanetti, Venezia
 - Il programma di Nino Galloni: Cinque punti per lo sviluppo e la piena occupazione
 - Lettera aperta di un commercialista a Mario Monti
 - Il capitalismo di Fantomas: dal sigaro al mouse
 - di Marco Cammi
 - Lettera di Draghi e Trichet al Governo italiano 
 - (versione originale in inglese)
 - Lettera di Draghi e Trichet al Governo italiano
 - Francoforte/Roma, 5 Agosto 2011
 - Altri contributi aggiuntivi
 - Bibliografia
  Premessa Dai tempi di Kohl e Mitterand, oltre vent'anni fa, Germania e Francia — o meglio, i capitali dominanti di questi paesi - si sono accordati per eliminare la concorrenza italiana, che diventava ogni anno più preoccupante per il modello di sviluppo cui essi lavoravano. La passione e la moda dell'europeismo, assieme all'aspettativa, tipicamente italiana, che i paesi più forti ci avrebbero aiutati, offrivano un utile camuffamento; ma, per far passare questo piano in Italia, avevano bisogno di collaboratori interni, meglio se incon­sapevoli. Probabilmente qualcuno capiva quello che si stava facendo... però si è chiesto che senso avrebbe avuto resistere...
 I passaggi principali alla base dell'attuale crisi finanziaria e, soprattutto, della depressione economica dell'Italia, del drastico peggioramento delle condizioni e prospettive di vita, sono stati rivolti a privare l'Italia della sovranità monetaria in favore di interessi esterni, e si posso­no così riassumere:
 - La progressiva e totale privatizzazione della proprietà e della gestione della Banca d'Italia, con l'affidamento ai mercati speculativi del nostro debito pubblico e del finanziamento dello Stato (operazione avviata con Ciampi e Andreatta negli anni'80);
- L'immediato, conseguente raddoppio del debito pubblico (da 60 a 120% del pil) a causa della moltiplicazione dei tassi, e la creazione di una ricattabilità politica strutturale del Paese da parte della finanza privata;
- La svendita ad amici del palazzo, stranieri e italiani, delle industrie che facevano capo allo Stato e che erano le più temibili concorrenti;
- La privatizzazione, con modalità molto "riservate", ma col favore di quasi tutto l'arco politico, della Banca d'Italia durante la privatizzazione delle banche di credito pubblico (Banca Com­merciale Italiana, Banco di Roma, Banca Nazionale del Lavoro, Credito Italiano, con le loro quote di proprietà della Banca d'Italia);
- L'adesione a tre successivi sistemi monetari - negli anni '70, '80 e '90 - che impedivano gli aggiustamenti fisiologici dei cambi tra le valute dei paesi partecipanti - anche l'Euro non è una moneta, ma il cambio fisso tra le preesistenti monete - con l'effetto di far perdere competitività, industrie e capitali ai paesi meno competitivi in favore di quelli più competitivi, che quindi accumulano crediti verso i primi, fino a dominarli e commissariarli.
- personaggi istituzionalmente più esposti nel corso di questa strategia trentennale sono stati Beniamino Andreatta, Carlo Azeglio Ciampi, Giuliano Amato, Mario Draghi (Goldman & Sachs), Romano Prodi (Goldman & Sachs); essi sanno, e dovrebbero essere costretti a svelare (tolto Andreatta, che è morto), chi fu ad imporla e quali mezzi adoperò per farsi obbedire.
 In quest'ultimo trentennio della storia d'Italia, le maggioranze politiche, i governi e soprat­tutto le più alte cariche politiche, economiche e finanziarie, inclusi certi vertici di Banca Italia, sono stati e continuano ad essere gli complici consapevoli o inconsapevoli della rovina socioeconomica in cui stiamo cadendo, come appare da diversi scandali aperti. Ma non trascuriamo il ruolo della Banca Centrale Europea e delle massime banche italiane europee e internazionali che appaiono sempre più registi e beneficiari della riduzione dell'Italia a loro servile colonia.
Oggi Germania e Francia, insieme alla Banca Centrale Europea (BCE) guidata da Mario Draghi e dalle principali banche di questi due stati, col pretesto di voler far uscire l'Italia dal suo indebitamento, le tolgono la liquidità necessaria per investire, lavorare e produrre, crean­do le condizioni per una recessione gravissima, che sta producendo il crollo di tante attività, e così il nostro debito aumenta sempre, e presto saremo obbligati a vendere ai nostri creditori, a prezzo di realizzo, le ricchezze del nostro Paese, frutto delle capacità produttive e creative di generazioni e generazioni.
 Come da tempo spiegano molti esperti, l'Italia, per ritrovare competitività, capacità di investire e consumare, libertà dall'attacco della speculazione, quindi anche indipendenza e dignità politica, ha una chiara e oggettiva necessità di tornare alla Lira, nazionalizzare Bankitalia, ora di proprietà di poche banche private, e togliere il debito pubblico italiano dai mercati speculativi, altrimenti resterà ricattabile e priva dei soldi per lavorare, produrre, inve­stire, pagare i debiti; infatti senza denaro in circolazione, non si ha domanda e il patrimonio pubblico e privato continuerà a svalutarsi.
 Il carattere portante e unificante della storia europea, in contrapposizione a quello della storia asiatica, è l'uso della ragione per smantellare dogmi e superstizioni, oppressioni e sfrut­tamenti. Perciò l'atto più europeista oggi possibile è sbaraccare le strutture di questo dispoti­smo bancario e coloniale che sta prendendo possesso del continente europeo. È un'esigenza razionale e oggettiva, per il bene comune dell'Europa, non certo un'espressione di ostilità verso questa o quella nazione o popolo.
 L'alternativa, per conservare l'Euro e la UE senza che ci distruggano, sarebbe riformarne l'architettura come segue:
1) Imporre ai paesi membri con avanzo commerciale verso altri paesi membri di investire nell'economia reale di questi paesi gran parte dell'avanzo;
2) Unificare il debito pubblico dei paesi membri;
3) Incaricare la BCE di comprare sul mercato primario i titolo del debito pubblico europeo che rimangano invenduti alle aste;
4) Separare le banche di credito e risparmio da quelle di azzardo e speculazione.
 Senza questa riforma, l'Italia può salvare se stessa soltanto lasciando l'Euro e il mercato unico....

I Rothschild e gli Altri

Dal governo del mondo all'indebitamento delle nazioni, i segreti delle famiglie più potenti del mondo

di Pietro Ratto

I ROTHSCHILD E GLI ALTRI - LIBRO
Dal governo del mondo all'indebitamento delle nazioni, i segreti delle famiglie più potenti del mondo
di Pietro Ratto

Il primo libro che svela i misteri della famiglia Rotschild!
 Non è assolutamente vero che esser famosi significhi contare davvero qualcosa.
 Nell'era dei social network, in cui ognuno cerca disperatamente di apparire e di collezionare il maggior numero possibile di amici e di condivisioni, chi davvero esercita un'influenza importante non viene mai, o quasi mai, menzionato.
 Non c'è nessun accenno, per esempio, alla famiglia Rothschild all'interno dei libri di storia su cui i nostri ragazzi studiano.
 Questo cognome è quasi sconosciuto.
 Nonostante ciò, questo libro intende dimostrare come i Rothschild e le altre dinastie con cui essi si sono via via imparentati, abbiano esercitato un'influenza enorme sulla storia del nostro pianeta, per lo meno dalla fine del Settecento ad oggi.
 Un'indagine quanto mai attuale, che spiega molte cose sul famigerato debito pubblico diventato ormai un'ossessione per milioni e milioni di persone; uno studio che, condotto in parallelo sulle singole grandi famiglie della finanza internazionale, parte da parecchi secoli fa e dimostra che i grandi banchieri e imprenditori del nostro tempo discendono da antichissime stirpi, spesso di sangue reale, i cui esponenti, intorno al diciassettesimo secolo, sembrano essersi improvvisamente resi conto che il tempo dei privilegi dei nobili stava finendo.
 E che la nuova partita si sarebbe vinta sul terreno del controllo dell'intera economia mondiale....

La Via del Denaro

La Banca d'Italia, il Signoraggio e il Nuovo Ordine Mondiale

di Salvatore Tamburro

LA VIA DEL DENARO
La Banca d'Italia, il Signoraggio e il Nuovo Ordine Mondiale
di Salvatore Tamburro

Nato dall'esigenza di comprendere gli aspetti economici della Banca d'Italia, del sistema bancario in generale e delle principali istituzioni del libero commercio, questo documentatissimo volume espone tutte le anomalie e i veri e propri "conflitti di interesse" che ruotano intorno a queste istituzioni, con particolare riguardo alle maggiori banche italiane che, partecipando all'azionariato della Banca d'Italia, ne snaturano il ruolo istituzionale di ente "controllante" per delegarlo a quello di "controllata".
 Un tale conflitto d'interesse caratterizza anche numerose altre banche centrali di paesi esteri, fra cui la Federal Reserve statunitense, ma ben più grave è il problema del cosiddetto "signoraggio". del quale in questa sede si illustrano le origini, i beneficiari e gli svantaggiati dell'attuale sistema economico, soffermandosi sulla perdita della sovranità monetaria, sul concetto di valore indotto della moneta e sul metodo della riserva frazionaria utilizzato dalle banche.
 Una élite globale sta esercitando il suo immenso potere finanziario per manipolare le politiche dei singoli stati allo scopo di realizzare un'economia globale, sotto una specie di dittatura globale, con un unico esercito e un'unica moneta. Lo scenario preconizzato da Orwell in "1984" è più vicino e reale di quanto si pensi...
 Ognuno di noi dovrebbe acquisire e meditare sul genere di informazioni presentate in questo libro, in quanto sono alla radice degli attuali problemi della nostra società e ci indicano con chiarezza ciò che possiamo aspettarci in un futuro ormai sempre più presente. Prendere individualmente e collettivamente coscienza di una data situazione è il primo passo per risolverla....

Non è un “problema”, ma esattamente l’obiettivo voluto: mettere in crisi lo Stato, disabilitando la sua funzione strategica di spesa pubblica a costo zero per i cittadini, a favore dell’industria e dell’occupazione. Degli investimenti pubblici da colpire, «la componente più importante era sicuramente quella riguardante le partecipazioni statali, l’energia e i trasporti, dove l’Italia stava primeggiando a livello mondiale».

Al “Piano anti-italiano” partecipa anche la grande industria privata, a partire dalla Fiat, che di colpo smette di investire nella produzione e preferisce comprare titoli di Statoda quando la Banca d’Italia non li acquista più, i tassi sono saliti e la finanza pubblica si trasforma in un ghiottissimo business privato. 

L’industria passa in secondo piano e – da lì in poi – dovrà costare il meno possibile«In quegli anni la Confindustria era solo presa dall’idea di introdurre forme di flessibilizzazione sempre più forti, che poi avrebbero prodotto la precarizzazione»«Una visione poco profonda di quello che è lo sviluppo industriale». Risultato: «Perdita di valore delle imprese, perché le imprese acquistano valore se hanno prospettive di profitto». Dati che parlano da soli. E spiegano tutto: «Negli anni ’80 – racconta Galloni – feci una ricerca che dimostrava che i 50 gruppi più importanti pubblici e i 50 gruppi più importanti privati facevano la stessa politica, cioè investivano la metà dei loro profitti non in attività produttive ma nell’acquisto di titoli di Stato, per la semplice ragione che i titoli di Stato italiani rendevano tantissimo, e quindi si guadagnava di più facendo investimenti finanziari invece che facendo investimenti produttivi.
Questo è stato l’inizio della nostra deindustrializzazione».

Alla caduta del Muro, il potenziale italiano è già duramente compromesso dal sabotaggio della finanza pubblica, ma non tutto è perduto: il nostro paese – “promosso” nel club del G7 – era ancora in una posizione di dominio nel panorama manifatturiero internazionale. Eravamo ancora «qualcosa di grande dal punto di vista industriale e manifatturiero», ricorda Galloni: «Bastavano alcuni interventi, bisognava riprendere degli investimenti pubblici». E invece, si corre nella direzione opposta: con le grandi privatizzazioni strategiche, negli anni ’90 «quasi scompare la nostra industria a partecipazione statale», il “motore” di sviluppo tanto temuto da tedeschi e francesi.

Deindustrializzazione dell'ItaliaDeindustrializzazione: «Significa che non si fanno più politiche industriali». Galloni cita Pierluigi Bersani: quando era ministro dell’industria«teorizzò che le strategie industriali non servivano»Si avvicinava la fine dell’Iri, gestita da Prodi in collaborazione col solito Andreatta e con Giuliano Amato e lo smembramento di un colosso mondiale: Finsider-Ilva, Finmeccanica, Fincantieri, Italstat, Stet e Telecom, Alfa Romeo, Alitalia, Sme (alimentare), nonché la Banca Commerciale Italiana, il Banco di Roma, il Credito Italiano.

Le banche, altro passaggio decisivo: con la fine del “Glass-Steagall Act” nasce la “banca universale”, cioè si consente alle banche di occuparsi di meno del credito all’economia reale, e le si autorizza a concentrarsi sulle attività finanziarie speculativeDenaro ricavato da denaro, con scommesse a rischio sulla perdita. È il preludio al disastro planetario di oggi. In confronto, dice Galloni, i debiti pubblici sono bruscolini: nel caso delle perdite delle banche stiamo parlando di tre-quattromila trilioni. Un trilione sono mille miliardi: «Grandezze stratosferiche», pari a 6 volte il Pil mondiale. «Sono cose spaventose».

La frana è cominciata nel 2001, con il crollo della new-economy digitale e la fuga della finanza che l’aveva sostenuta, puntando sul boom dell’e-commercePer sostenere gli investitori, le banche allora si tuffano nel mercato-truffa dei derivati: raccolgono denaro per garantire i rendimenti, ma senza copertura per gli ultimi sottoscrittori della “catena di Sant’Antonio”, tenuti buoni con la storiella della “fiducia” nell’imminente “ripresa”, sempre data per certa, ogni tre mesi, da «centri studi, economisti, osservatori, studiosi e ricercatori, tutti sui loro libri paga».

Libri e varie...

La Guerra dell'Europa

di Monia Benini

LA GUERRA DELL'EUROPA  - LIBRO
di Monia Benini

C'è una nuova guerra in Europa. 
 Una guerra che si combatte senza fucili, senza cannoni, senza bombe,
  ma con le sofisticate armi di distruzione di massa
  della grande finanza internazionale.
 Una guerra che viene da lontano e che dilaga e contagia anche i paesi europei, grazie a truppe di occupazione con il colletto bianco, che sparano i loro colpi cliccando sulle tastiere e trasferendo in un attimo cifre virtuali da capogiro.
 Ma nella crisi che sta violentando la Grecia non c'è nulla di virtuale. È una sofferenza reale, cruda, drammatica, in ogni aspetto della vita quotidiana.
 Una situazione mai vissuta dal popolo ellenico, neppure sotto l'occupazione straniera.
 Il libro documenta dunque una nuova forma di guerra che ha protagonisti, strategie, tattiche e vittime ben definite.
 Dai colpi delle agenzie di rating allo schieramento della troika, dai provvedimenti del Fondo Monetario Internazionale alle misure della Banca Centrale e della Commissione Europea.
 Per chi vuole sapere cosa è successo realmente in Grecia e non si accontenta delle "veline" ufficiali....

Il Tramonto dell'Euro

Come e perchè la fine della moneta unica salverebbe democrazia e benessere in europa

di Alberto Bagnai

IL TRAMONTO DELL'EURO - LIBRO
Come e perchè la fine della moneta unica salverebbe democrazia e benessere in europa
di Alberto Bagnai

Dopo quattro anni di recessione i testi sulla crisi non mancano. La mag­gior parte però propone ricette per salvare l'euro da se stesso, modifi­cando le regole europee. Ne mancava uno che si ponesse il problema di salvare i cittadini dall'euro.
 Sfondando la barriera dei luoghi comuni, questo libro illustra il legame fra l'euro e la disintegrazione economica e politica dell'Eurozona, de­scrive le modalità e le conseguenze pratiche di un eventuale percorso di uscita e, infine, indica la direzione lungo la quale riprendere - dopo l'in­felice parentesi dell'unione monetaria - un reale percorso di integrazione culturale, sociale ed economica europea. Un altro euro non è possibile. La sua fine segnerà l'inizio di un'altra Eu­ropa, possibile e desiderabile.
 "Se accettiamo questo metodo, non ci sono limiti a quello che ci potrà essere imposto. E l'unico modo per opporci è rifiutare l'euro, il segno più tangibile di questa politica e dei suoi fallimenti"....

Oltre l'Euro

Le ragioni della sovranità monetaria

di Paolo Becchi, Alessandro Bianchi

OLTRE L'EURO - LIBRO
Le ragioni della sovranità monetaria
di Paolo Becchi, Alessandro Bianchi

Un libro che raccoglie le voci “scomode” che nessuno ci fa mai sentire!
 È possibile uscire dall’Euro?
 Come ha scritto sul New York Times il columnist politico Jochen Bittner, “i leader europei dovrebbero ammettere che i cosiddetti euro-scettici hanno avuto spesso ragione, nel passato, e che è stato un errore bollarli come primitivi o reazionari eretici. Del resto, storicamente, gli eretici sono spesso stati coloro che alla fine hanno forzato un sistema di credenze a confrontarsi con le proprie contraddizioni. Lo stesso dovrebbe accadere all’interno dell’Unione Europea”.
 Oltre l’Euro raccoglie alcune delle voci “eretiche” più importanti nel panorama europeo, a torto escluse dal racconto della crisi dal mainstream e oggi divenute, di conseguenza, il punto di riferimento per chi vuole trovare gli strumenti per uscire da questo “incubo”.
 Per salvare una moneta insostenibile è stata creata una serie di alchimie giuridiche, che hanno indebolito i Parlamenti nazionali e il Parlamento europeo. Per salvare un mostro, una moneta nata male e proseguita peggio, si calpesta ogni volontà popolare e si stanno facendo a pezzi le Costituzioni e perfino – al culmine del paradosso – quei diritti, che l’Unione Europea con la Carta dei diritti di Nizza intendeva tutelare.
 Nel frattempo i vari Letta, Monti, Saccomanni e oggi Renzi si susseguono al “potere”. Come semplici valvassori di Bruxelles e Francoforte, continuano a calpestare in nome dell’internazionalismo finanziario - di cui l’euro è il simbolo più forte - la nostra sovranità e la equa redistribuzione del reddito per l’intera popolazione.
 Per questo, i veri eversivi sono loro, non chi li contrasta.
 Dalla quarta di copertina Da sempre i media gettano un velo di omertà sulla spinosa questione dell'euro. Vi hanno fornito tante informazioni falsificate, che hanno contribuito soltanto ad aumentare la confusione. E quando regna il caos è molto più facile, per i funzionari della Commissione europea e del Fondo monetario internazionale, continuare a decidere indisturbati del futuro di intere popolazioni. E se fosse proprio questo, il loro scopo?
 È ora di fare chiarezza.
 Oltre l'Euro, a cura di Paolo Becchi e Alessandro Bianchi, ha il merito di raccogliere in un unico volume alcuni degli autori più prestigiosi nel panorama della riflessione critica sulla moneta unica: Alessandro Memo, Carlo Amirante, Alberto Bagnai, Francesco Borrelli, Alain de Benoist, Paul de Grauwe, Gianni de Michelis, Nino Galloni, Piergiorgio Gawronski, Vladimiro Giacché, Brigitte Granville, Giuseppe Guarino, Amorose Evans-Pritchard, Jacques Sapir, Paolo Savona, Lidia Undiemi. 
 Vi viene ripetuto continuamente che la crisi è ormai finita, che i Paesi della zona euro hanno iniziato la ripresa e che le proclamate "riforme strutturali" sono state un trionfo. Ma quale trionfo? E per chi soprattutto? 
 Tutti a tirare un sospiro di sollievo perché la Grecia è rimasta nella zona euro. Ma a che prezzo? Ridotta ormai a colonia svenduta alla Germania, la Grecia non fa che prolungare la sua agonia. E, con la sua, anche la nostra. Ne vale la pena?
 Oltre l'Euro fornisce risposte a tutte queste domande e vi offre una lettura controcorrente....

La Moneta Copernicana

Versione nuova

di Nino Galloni, Marco Della Luna

LA MONETA COPERNICANA
Versione nuova
di Nino Galloni, Marco Della Luna

Nell'attuale scenario di recessione, inflazione e dissesti bancari, urge capire la natura delle banche stesse, prima che sia troppo tardi. Fino a prima di fallire, la banca Lehman Brothers, socia della FED, era quotata con tripla A dalle agenzie di rating, peraltro controllate dallo stesso sistema bancario - come buona parte dell'insegnamento, dell'editorìa e della ricerca in campo economico.
 Anche in questo caso, le 'Autorità Monetarie', ossia le banche centrali, non hanno impedito il misfatto. Ma quello di Lehman Brothers è solo uno tra i molti casi in cui le "istituzioni bancarie" hanno ingannato, rovinandoli, risparmiatori e investitori.
 Questo libro strappa la maschera alle istituzioni finanziarie, ai banchieri centrali, ai cosiddetti poteri forti, e va 'alla ricerca dell'inganno più profondo, strutturale, anti-scientifico sul quale si basa il sistema bancario mondiale, e che produce i ricorrenti crolli pilotati delle economie: la falsa concezione (adottata dai governi e insegnata nelle università) della moneta come risorsa limitata da fattori esterni all'economia stessa e generabile solo attraverso un processo di indebitamento della società verso il sistema bancario quale monopolista della creazione dei mezzi monetar!.
 La moneta-debito divora sé stessa, è una botola sotto l'economia che si apre a comando, e questo libro svela che ci sono alternative ad essa....

Prendi i tuoi Soldi e... Scappa?

La fine della globalizzazione

di Nino Galloni

PRENDI I TUOI SOLDI E... SCAPPA?
La fine della globalizzazione
di Nino Galloni

Se tutti andassimo a ritirare i nostri soldi in banca,
 scopriremmo che non ci sono più!
 Abbiamo un futuro?
 Quello che è utile sapere sui tuoi risparmi,
 sulle banche e sull'attuale regime monetario....

Moneta e Società

di Nino Galloni

MONETA E SOCIETà  - LIBRO
di Nino Galloni

In questo libro si affrontano le diverse teorizzazioni della moneta (privata; statale; avente valore intrinseco; bancaria) e gli effetti che derivano dalla loro circolazione e dalla loro interazione. La politica monetaria, che regola questa circolazione, è il primo tassello per favorire l'attività delle imprese, selezionare una classe dirigente, avere uno Stato amico - e non nemico - dei suoi stessi cittadini.
 Alcuni eventi hanno segnato, nel bene e nel male, la Storia successiva alla seconda guerra mondiale: gli accordi di Bretton Woods e di Yalta; la dichiarazione di Nixon del 1971; l'abbandono delle teorie keynesiane.
  Questo percorso ha portato dapprima allo strapotere del sistema bancario sulle istituzioni politiche, e oggi al tragico predominio della grande finanza.
 Galloni propone correttivi, elencati in nove punti cruciali in vari possibili scenari e indica nel superamento del mito delle esportazioni un primo fondamentale passo per un'economia e una società in cui lo sviluppo degli uni non avvenga a scapito degli altri e la tutela dell'ambiente, della salute e del benessere non rappresenti un limite allo sviluppo stesso, ma la sua condizione.
 ...e sul perché le cose siano andate e stiano andando in modo del tutto opposto....

Quindi, aggiunge Galloni, siamo andati avanti per anni con queste operazioni di derivazione e con l’emissione di altri titoli tossici. Finché nel 2007 si è scoperto che il sistema bancario era saltato: nessuna banca prestava liquidità all’altra, sapendo che l’altra faceva le stesse cose, cioè speculazioni in perdita. Per la prima volta, spiega Galloni, la massa dei valori persi dalle banche sui mercati finanziari superava la somma che l’economia reale – famiglie e imprese, più la stessa mafia – riusciva ad immettere nel sistema bancario.

«Di qui la crisi di liquidità, che deriva da questo: le perdite superavano i depositi e i conti correnti»Come sappiamo, la falla è stata provvisoriamente tamponata dalla Fed, che dal 2008 al 2011 ha trasferito nelle banche – americane ed europee – qualcosa come 17.000 miliardi di dollari, cioè «più del Pil americano e più di tutto il debito pubblico americano».

Va nella stessa direzione – liquidità per le sole banche, non per gli Stati – il “quantitative easing” della Bce di Draghi, che ovviamente non risolve la crisi economica, perché «chi è ai vertici delle banche, e lo abbiamo visto anche al Monte dei Paschi, guadagna sulle perdite». Il profitto non deriva dalle performance economiche, come sarebbe logico, ma dal numero delle operazioni finanziarie speculative: «Questa gente si porta a casa 50, 60 milioni di dollari o di euro, scompare nei paradisi fiscali e poi le banche possono andare a ramengo». Non falliscono solo perché poi le banche centrali, controllate dalle stesse banche-canaglia, le riforniscono di nuova liquidità.

Crisi del Sistema ItaliaA monte: a soffrire è l’intero sistema-Italia, da quando – nel lontano 1981 – la finanzia pubblica è stata “disabilitata” col divorzio tra Tesoro e Bankitalia. Un percorso suicida, completato in modo disastroso dalla tragedia finale dell’ingresso nell’Eurozona, che toglie allo Stato la moneta ma anche il potere sovrano della spesa pubblica, attraverso dispositivi come il Fiscal Compact e il pareggio di bilancio.

Per l’Europa “lacrime e sangue”, il risanamento dei conti pubblici viene prima dello sviluppo. «Questa strada si sa che è impossibile, perché tu non puoi fare il pareggio di bilancio o perseguire obiettivi ancora più ambiziosi se non c’è la ripresa». E in piena recessione, ridurre la spesa pubblica significa solo arrivare alla depressione irreversibile.

Vie d’uscita?Archiviare subito gli specialisti del disastro – da Angela Merkel a Mario Monti & co – ribaltando la politica europea: bisogna tornare alla sovranità monetaria, dice Galloni, e cancellare il debito pubblico come problema.

Basta puntare sulla ricchezza nazionale, che vale 10 volte il Pil. Non è vero che non riusciremmo a ripagarlo, il debito. Il problema è che il debito, semplicemente, non va ripagato: «L’importante è ridurre i tassi di interesse», che devono essere «più bassi dei tassi di crescita». A quel punto, il debito non è più un problema: «Questo è il modo sano di affrontare il tema del debito pubblico». A meno che, ovviamente, non si proceda come in Grecia, dove «per 300 miseri miliardi di euro» se ne sono persi 3.000 nelle Borse europee, gettando sul lastrico il popolo greco.

Domanda: «Questa gente si rende conto che agisce non solo contro la Grecia ma anche contro gli altri popoli e paesi europei? Chi comanda effettivamente in questa Europa se ne rende conto?». Oppure, conclude Galloni, vogliono davvero «raggiungere una sorta di asservimento dei popoli, di perdita ulteriore di sovranità degli Stati» per obiettivi inconfessabili, come avvenuto in Italia: privatizzazioni a prezzi stracciati, depredazione del patrimonio nazionale, conquista di guadagni senza lavoro.

Un piano criminale: il grande complotto dell’élite mondiale. «Bilderberg, Britannia, il Gruppo dei 30, dei 10, gli “Illuminati di Baviera”: sono tutte cose vere», ammette l’ex consulente di Andreotti. «Gente che si riunisce, come certi club massonici, e decide delle cose». Ma il problema vero è che «non trovano resistenza da parte degli Stati». L’obiettivo è sempre lo stesso: «Togliere di mezzo gli Stati nazionali allo scopo di poter aumentare il potere di tutto ciò che è sovranazionale, multinazionale e internazionale».

Gli Stati sono stati indeboliti e poi addirittura infiltrati, con la penetrazione nei governi da parte dei super-lobbysti, dal Bilderberg agli “Illuminati”. «Negli Usa c’era la “Confraternita dei Teschi”, di cui facevano parte i Bush, padre e figlio, che sono diventati presidenti degli Stati Uniti: è chiaro che, dopo, questa gente risponde a questi gruppi che li hanno agevolati nella loro ascesa».

Non abbiamo amici. L’America avrebbe inutilmente cercato nell’Italia una sponda forte dopo la caduta del Muro, prima di dare via libera (con Clinton) allo strapotere di Wall Street. Dall’omicidio di Kennedy, secondo Galloni, gli Usa «sono sempre più risultati preda dei britannici», che hanno interesse «ad aumentare i conflitti, il disordine», mentre la componente “ambientalista”, più vicina alla Corona, punta «a una riduzione drastica della popolazione del pianeta» e quindi ostacola lo sviluppo, di cui l’Italia è stata una straordinaria protagonista.

L’odiata Germania? Non diventerà mai leader, aggiunge Galloni, se non accetterà di importare più di quanto esporta. Unico futuro possibile: la Cina, ora che Pechino ha ribaltato il suo orizzonte, preferendo il mercato interno a quello dell’export. L’Italia potrebbe cedere ai cinesi interi settori della propria manifattura, puntando ad affermare il made in Italy d’eccellenza in quel mercato, 60 volte più grande. Armi strategiche potenziali: il settore della green economy e quello della trasformazione dei rifiuti, grazie a brevetti di peso mondiale come quelli detenuti da Ansaldo e Italgas.

Prima, però, bisogna mandare a casa i sicari dell’Italia – da Monti e successori alla Merkel – e rivoluzionare l’Europa, tornando alla necessaria sovranità monetaria. Senza dimenticare che le controriforme suicide di stampo neoliberista che hanno azzoppato il paese, sono state subite in silenzio anche dalle organizzazioni sindacali. Meno moneta circolante e salari più bassi per contenere l’inflazione? Falso: gli Usa hanno appena creato trilioni di dollari dal nulla, senza generare spinte inflattive. Eppure, anche i sindacati sono stati attratti «in un’area di consenso per quelle riforme sbagliate che si sono fatte a partire dal 1981».

Passo fondamentale, da attuare subito: una riforma della finanza, pubblica e privata, che torni a sostenere l’economia. Stop al dominio antidemocratico di Bruxelles, funzionale solo alle multinazionali globalizzate. Attenzione: la scelta della Cina di puntare sul mercato interno, può essere l’inizio della fine della globalizzazione, che è «il sistema che premia il produttore peggiore, quello che paga di meno il lavoro, quello che fa lavorare i bambini, quello che non rispetta l’ambiente né la salute».

E naturalmente, prima di tutto serve il ritorno in campo, immediato, della vittima numero uno: lo Stato democratico sovrano. Imperativo categorico: sovranità finanziaria per sostenere la spesa pubblica, senza la quale il paese muore. «A me interessa che ci siano spese in disavanzo – insiste Galloni – perché se c’è crisi, se c’è disoccupazione, puntare al pareggio di bilancio è un crimine».


Questa è la drammatica ricostruzione che Nino Galloni, docente universitario, economista, manager pubblico e alto dirigente di Stato, ha fornito a Claudio Messora per il blog “Byoblu”. Nino Galloni (da cui abbiamo personalmente sentito una sintesi di questa storia al convegno MMt di Rimini 1, nel 2012) ha collaborato con Federico Caffè, ed é stato Direttore Generale del Ministero del Bilancio (oggi ministero dell’Economia) e del Lavoro con iI governo Andreatta. Autore di numerosissimi saggi e studi di economia, fra cui “La Moneta Copernicana” (assieme all’avv. Marco Della Luna), è docente presso la Cattolica di Milano, la Luiss di Roma e le Università di Napoli e Modena.

Fonte: http://www.libreidee.org/2013/05/italia-potenza-scomoda-dovevamo-morire-ecco-come/

Libri e varie...

Storia Segreta di Una Tragedia

Unione Monetaria Europea

di Alain Parguez

STORIA SEGRETA DI UNA TRAGEDIA
Unione Monetaria Europea
di Alain Parguez

Grazie ad un bagaglio culturale che va molto oltre quello di gran parte degli economisti moderni, Parguez rintraccia le motivazioni nascoste che hanno portato la casta dirigente europea a imporre alle popolazioni la moneta unica.
 Indica con precisione i personaggi e gli ambienti che traggono vantaggio dall'impoverimento delle Nazioni e dall'annullamento delle sovranità nazionali, collegando avvenimenti e scelte che, ben lungi dall'essere 'sbagliate' rispondono ad una logica politico-economica di potere ben precisa.
 Completano il libro un saggio di Daniele Della Bona, sullo sciagurato ‘divorzio’ fra Tesoro e Banca d’Italia, del 1981, e la postfazione di Riccardo Bellofiore dedicata a Alain Parguez e alla teoria del Circuito Monetario.
 Questo libro offre la possibilità di conoscere e approfondire le idee e le scoperte di Alain Parguez anche a un pubblico non specialistico. Vengono qui riprodotti due saggi di Parguez già apparsi in “Dallo Stato sociale allo Stato predatore” (Andromeda) corredati di note, spiegazioni e dei necessari riferimenti storici e di contesto....

Euroschiavi - Dalla Truffa alla Tragedia

Signoraggio, debito pubblico, banche centrali. Nuova Edizione ampliata e aggiornata.

di Marco Della Luna, Antonio Miclavez

EUROSCHIAVI - DALLA TRUFFA ALLA TRAGEDIA  - LIBRO
Signoraggio, debito pubblico, banche centrali. Nuova Edizione ampliata e aggiornata.
di Marco Della Luna, Antonio Miclavez

L'Italia è sempre più povera a causa di un debito pubblico in continuo aumento che comporta un'elevata pressione fiscale.
Il debito pubblico è un'invenzione costruita da politici e banchieri al fine di arricchire gli azionisti privati della Banca Centrale italiana e europea.
In passato, le banche che emettevano denaro lo garantivano con la copertura aurea, si impegnavano a convertire le banconote in oro e sostenevano un costo di emissione. Oggi, le monete non sono coperte da riserve di oro, non sono convertibili e il loro costo di emissione è praticamente zero, ma il guadagno di chi le emette, ossia il signoraggio, è del 100% del valore nominale.
 Quando lo Stato domanda soldi alla Banca Centrale paga il costo del valore nominale (e non il solo costo tipografico) con titoli del debito pubblico, ossia impegnandosi a riscuotere crescenti tasse dai cittadini e dalle imprese. Tutto ciò avviene attraverso la Banca Centrale Europea, un mostro giuridico creato dal Trattato di Maastricht, esente da ogni controllo democratico come un vero e proprio Stato sovrano, posto al disopra delle parti.
Euroschiavi svela i segreti e i meccanismi di questo sistema di potere che si è eretto e mantenuto sul fatto di essere ignorato dalla gente, soprattutto dai lavoratori, dai risparmiatori e dai contribuenti, e indica come porre fine legalmente a questo saccheggio.
Il libro è di facile comprensione sia per chi si interessa di politica e finanza sia per il lettore non specialista. Euroschiavi offre un'impressionante documentazione delle modalità con cui il moderno "Signore" (le Banche Centrali) ha costruito un sistema di potere e di leggi che pone al suo servizio lo Stato, il fisco, la Pubblica Amministrazione e tutti noi.
La Costituzione italiana, quella europea, i trattati, le leggi, sono manipolati o disattesi per occultare i traffici e gli interessi dei grandi banchieri proprietari delle Banche Centrali che si arrichiscono sulla pelle dei popoli.
 Anteprima Euroschiavi - Dalla Truffa alla Tragedia LIBRO di Marco Della Luna e Antonio Miclavez Mentre lavoriamo a questa nuova edizione di Euroschiavi, dilaga nel mondo un movimento spontaneo popolare di ribellione contro lo strapotere dei banchieri internazionali, la finanza tossica delle megatruffe, del ricatto a governi e parlamenti, della proibizione dei referendum popolari, dell'esposizione di governi filobancari, dell'indebitamento globale come metodo di dominazione, sfruttamento delle nazioni, costrizione a rinunciare alla sovranità nazionale. Il movimento nasce nel 2010 con la rivoluzione islandese contro i banchieri che, con le loro speculazioni, appoggiate dai politici, avevano portato l'isola dalla prosperità alla crisi finanziaria. Quella rivoluzione, pur non avendo recuperato la sovranità monetaria ha avuto un clamoroso successo economico. Nel corso del 2011 si sono attivati movimenti di massa in Grecia, Spagna (indignados), USA (Occupy Wall Street), Italia, Giappone.
 Il dato più importante è che anche a livello popolare si diffonde la comprensione che esiste un radicale conflitto di interesse tra le classi sociali, e che questo conflitto non è tra "proletari" (lavoratori dipendenti) e "padroni del vapore" (industriali, borghesi – anche un Marchionne è solo una conseguenza, non la causa), bensì tra la società nel suo insieme (che produce e consuma beni e servizi, ricchezza reale) da una parte; e, dall'altra, poche centinaia di persone, appunto le grandi famiglie finanziarie, di cui si conoscono i nomi, le quali si sono impadronite del monopolio mondiale (o quasi) della moneta e del credito, e lo usano a scopi di sfruttamento e dominazione, comperando o ricattando gli organi governativi dei vari Paesi, accaparrandosi a costo zero redditi e assets prodotti dalla società, senza nulla produrre essi stessi, se non disastri economici e sociali, nonché precipitando intere nazioni o classi sociali nella schiavitù del debito e della precarietà, fino a istigare guerre dopo guerre.
 Continua a leggere - Anteprima Euroschiavi - Dalla Truffa alla Tragedia...

Prendi i tuoi Soldi e... Scappa?

La fine della globalizzazione

di Nino Galloni

PRENDI I TUOI SOLDI E... SCAPPA?
La fine della globalizzazione
di Nino Galloni

Se tutti andassimo a ritirare i nostri soldi in banca,
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Oltre l'Euro

Le ragioni della sovranità monetaria

di Paolo Becchi, Alessandro Bianchi

OLTRE L'EURO - LIBRO
Le ragioni della sovranità monetaria
di Paolo Becchi, Alessandro Bianchi

Un libro che raccoglie le voci “scomode” che nessuno ci fa mai sentire!
 È possibile uscire dall’Euro?
 Come ha scritto sul New York Times il columnist politico Jochen Bittner, “i leader europei dovrebbero ammettere che i cosiddetti euro-scettici hanno avuto spesso ragione, nel passato, e che è stato un errore bollarli come primitivi o reazionari eretici. Del resto, storicamente, gli eretici sono spesso stati coloro che alla fine hanno forzato un sistema di credenze a confrontarsi con le proprie contraddizioni. Lo stesso dovrebbe accadere all’interno dell’Unione Europea”.
 Oltre l’Euro raccoglie alcune delle voci “eretiche” più importanti nel panorama europeo, a torto escluse dal racconto della crisi dal mainstream e oggi divenute, di conseguenza, il punto di riferimento per chi vuole trovare gli strumenti per uscire da questo “incubo”.
 Per salvare una moneta insostenibile è stata creata una serie di alchimie giuridiche, che hanno indebolito i Parlamenti nazionali e il Parlamento europeo. Per salvare un mostro, una moneta nata male e proseguita peggio, si calpesta ogni volontà popolare e si stanno facendo a pezzi le Costituzioni e perfino – al culmine del paradosso – quei diritti, che l’Unione Europea con la Carta dei diritti di Nizza intendeva tutelare.
 Nel frattempo i vari Letta, Monti, Saccomanni e oggi Renzi si susseguono al “potere”. Come semplici valvassori di Bruxelles e Francoforte, continuano a calpestare in nome dell’internazionalismo finanziario - di cui l’euro è il simbolo più forte - la nostra sovranità e la equa redistribuzione del reddito per l’intera popolazione.
 Per questo, i veri eversivi sono loro, non chi li contrasta.
 Dalla quarta di copertina Da sempre i media gettano un velo di omertà sulla spinosa questione dell'euro. Vi hanno fornito tante informazioni falsificate, che hanno contribuito soltanto ad aumentare la confusione. E quando regna il caos è molto più facile, per i funzionari della Commissione europea e del Fondo monetario internazionale, continuare a decidere indisturbati del futuro di intere popolazioni. E se fosse proprio questo, il loro scopo?
 È ora di fare chiarezza.
 Oltre l'Euro, a cura di Paolo Becchi e Alessandro Bianchi, ha il merito di raccogliere in un unico volume alcuni degli autori più prestigiosi nel panorama della riflessione critica sulla moneta unica: Alessandro Memo, Carlo Amirante, Alberto Bagnai, Francesco Borrelli, Alain de Benoist, Paul de Grauwe, Gianni de Michelis, Nino Galloni, Piergiorgio Gawronski, Vladimiro Giacché, Brigitte Granville, Giuseppe Guarino, Amorose Evans-Pritchard, Jacques Sapir, Paolo Savona, Lidia Undiemi. 
 Vi viene ripetuto continuamente che la crisi è ormai finita, che i Paesi della zona euro hanno iniziato la ripresa e che le proclamate "riforme strutturali" sono state un trionfo. Ma quale trionfo? E per chi soprattutto? 
 Tutti a tirare un sospiro di sollievo perché la Grecia è rimasta nella zona euro. Ma a che prezzo? Ridotta ormai a colonia svenduta alla Germania, la Grecia non fa che prolungare la sua agonia. E, con la sua, anche la nostra. Ne vale la pena?
 Oltre l'Euro fornisce risposte a tutte queste domande e vi offre una lettura controcorrente....

Non è Crisi è Truffa!

Come i banchieri ci stanno derubando

di Salvatore Tamburro

NON è CRISI è TRUFFA!
Come i banchieri ci stanno derubando
di Salvatore Tamburro

Quella che fanno passare agli occhi della gente come crisi, in realtà non è altro che la conseguenza di operazioni ben progettate a monte dall'oligarchia al potere, ossia banche e corporation; in realtà si tratta di una truffa che grava sulle spalle della collettività, chiamata a sostenere sacrifici e misure di austerità imposte proprio dagli stessi fautori di questa grande truffa.
 Purtroppo, come nel campo della medicina esiste una teoria ufficiale che viene fatta passare per giusta e corretta (ignorando cure alternative che spesso si rivelano migliori delle cure ufficiali, ma che non creano business) allo stesso modo anche in campo economico esistono teorie ufficiali, insegnate nelle università e spacciate per autentiche.
 Tali teorie, invece si discostano notevolmente dai fenomeni reali: sono semplicemente false.
 I banchieri creano moneta e indebitano gli Stati, assoggettandoli... finanziano partiti e mass-media per nascondere alla gente la realtà, e illuderla di avere libertà di scelta. Ma questa libertà è mera illusione.
 Viviamo nella più spregevole delle dittature.
 Come popoli e come individui non abbiamo nessuna possibilità di incidere 
 su scelte che determinano la nostra vita.
 Possiamo scegliere giusto la marca del telefonino cellulare...
 Dopo aver letto questo libro non avrai più dubbi su chi, me e perché ti sta derubando di libertà e benessere, dovrai solo decidere di scegliere la libertà
  ...

Pecore da Tosare

La sopravvivenza tra banche, crisi e truffe

di Andrea Bizzocchi

PECORE DA TOSARE
La sopravvivenza tra banche, crisi e truffe
di Andrea Bizzocchi

Che razza di crisi è se non mancano materie prime, mezzi di produzione e forza lavoro, nonostante l'alto tasso di disoccupazione? Eppure qualcosa manca. Cosa? Il denaro, la liquidità. Quando la gente dice: "I soldi sono finiti" coglie esattamente nel segno. Ma non si chiede perché manchino i soldi, che cosa significa che mancano e chi li fa mancare?".
 La crisi e i disastri socio-economici che stiamo vivendo non cadono dal cielo, ma nascono dalla natura stessa della moneta e in essa proliferano. Una moneta accettata come debito non potrà mai estinguere l'interesse che deve.
 Il denaro circolante infatti sarà sempre inferiore alla somma del capitale e dell'interesse da restituire. E l'aumento esponenziale del debito fa sì che contestualmente aumenti anche la quota di ricchezza (pubblica e privata) da destinare al sistema bancario, che continua a creare denaro a costo zero, senza alcuna copertura né convertibilità della moneta emessa.
 Un meccanismo spietato e subdolo che sta riducendo i popoli in schiavitù. Ma così come non è schiavo colui che ha le catene ai piedi, bensì chi non è in grado di immaginarsi la libertà, così noi, per ridare dignità alle nostre vite, possiamo lottare per riconquistare questa libertà perduta.
  "Andrea Bizzocchi ci dice che nelle mani di ognuno di noi non c'è soltanto la possibilità di cambiare la nostra vita, ma anche quella di mettere un granellino di sabbia in grado di inceppare un ingranaggio molto più grande di noi".
 Maurizio Pallante, fondatore del Movimento della Decrescita Felice
 "Spiega in maniera semplice e lineare concetti chiave per comprendere la struttura del sistema economico e chi sono i burattinai che ne hanno il pieno controllo. Un libro da leggere se non vogliamo essere solo pecore da tosare".
 Salvatore Tamburro, autore del best seller Non è crisi, è truffa e di Addio al debito...
LA MONETA COPERNICANA
Versione nuova
di Nino Galloni, Marco Della Luna

Nell'attuale scenario di recessione, inflazione e dissesti bancari, urge capire la natura delle banche stesse, prima che sia troppo tardi. Fino a prima di fallire, la banca Lehman Brothers, socia della FED, era quotata con tripla A dalle agenzie di rating, peraltro controllate dallo stesso sistema bancario - come buona parte dell'insegnamento, dell'editorìa e della ricerca in campo economico.
 Anche in questo caso, le 'Autorità Monetarie', ossia le banche centrali, non hanno impedito il misfatto. Ma quello di Lehman Brothers è solo uno tra i molti casi in cui le "istituzioni bancarie" hanno ingannato, rovinandoli, risparmiatori e investitori.
 Questo libro strappa la maschera alle istituzioni finanziarie, ai banchieri centrali, ai cosiddetti poteri forti, e va 'alla ricerca dell'inganno più profondo, strutturale, anti-scientifico sul quale si basa il sistema bancario mondiale, e che produce i ricorrenti crolli pilotati delle economie: la falsa concezione (adottata dai governi e insegnata nelle università) della moneta come risorsa limitata da fattori esterni all'economia stessa e generabile solo attraverso un processo di indebitamento della società verso il sistema bancario quale monopolista della creazione dei mezzi monetar!.
 La moneta-debito divora sé stessa, è una botola sotto l'economia che si apre a comando, e questo libro svela che ci sono alternative ad essa....

La Moneta Copernicana

Versione nuova

di Nino Galloni, Marco Della Luna

Nell'attuale scenario di recessione, inflazione e dissesti bancari, urge capire la natura delle banche stesse, prima che sia troppo tardi. Fino a prima di fallire, la banca Lehman Brothers, socia della FED, era quotata con tripla A dalle agenzie di rating, peraltro controllate dallo stesso sistema bancario - come buona parte dell'insegnamento, dell'editorìa e della ricerca in campo economico.

Anche in questo caso, le 'Autorità Monetarie', ossia le banche centrali, non hanno impedito il misfatto. Ma quello di Lehman Brothers è solo uno tra i molti casi in cui le "istituzioni bancarie" hanno ingannato, rovinandoli, risparmiatori e investitori.

Questo libro strappa la maschera alle istituzioni finanziarie, ai banchieri centrali, ai cosiddetti poteri forti, e va 'alla ricerca dell'inganno più profondo, strutturale, anti-scientifico sul quale si basa il sistema bancario mondiale, e che produce i ricorrenti crolli pilotati delle economie: la falsa concezione (adottata dai governi e insegnata nelle università) della moneta come risorsa limitata da fattori esterni all'economia stessa e generabile solo attraverso un processo di indebitamento della società verso il sistema bancario quale monopolista della creazione dei mezzi monetar!.

La moneta-debito divora sé stessa, è una botola sotto l'economia che si apre a comando, e questo libro svela che ci sono alternative ad essa.

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9 commenti

  1. Unica domanda: come mai Galloni, con tutti i posti onorevoli che occupa, non ha smosso le menti almeno dei suoi studenti fino ad ora?
    Il cittadino medio, io, manco sa collegare Moro o la caduta del Muro alla pessima situazione odierna. Sapere però che c’è qualcuno che sapeva e nulla è cambiato …
    Non c’è settore che non sia da rivoluzionare in Italia!

  2. Cinzia Turriziani

    Vorrei sapere perché l’italiano fa tanta paura. Cosa c’è dietro?

    • fa paura, perché hanno bisogno di schiavi e servi, per dimostrare il loro ceto, In Italia, grazie a una generazione di imbecilli politici si è creato il plasma per tale situazione

    • nulla come e nulla il popolo italiano sei mai andata all’estero .
      gli italiani che valgono sono apprezzati (come tutte le nazionalita)
      quelli che non valgono sono oggetto di derisione (succede a noi ad agli zingheri) gli italiani a qui tu fai riferimento non si chiamavano nemmeno italiani ma italici e c’era l’antica (non dimenticarlo) roma

  3. Articolo interessante anche logico in molti suoi concetti, la grande partita di risico mondiale che premia le strategie belliche più efficienti e trattandosi di strategie non tiene conto dell etica e dei concetti di bene o male ,giusto o sbagliato, ecc.
    L Italia fu Patria di Giulio Cesare, Leonardo, Mattei, Galileo, Volta, Rubia, e Tanti Altri…

  4. Da quando hanno cacciato Dio dalla vita pubblica, sociale, politica ecc. che doveva essere a beneficio dei cittadini, l’economia e tutto il resto si è trasformata in una greppia per i propri interessi personali.
    Tutto questo sta diventando un boomerang che travolgera’ rovinosamente gli stessi promotori di tanto disastro.

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