Non si fanno figli: regressione culturale e scomparsa della “cultura della vita”

di Fabio Torriero  
Perché non facciamo più figli?
Massimo Gramellini, sulle colonne del “Corriere della Sera”, pone un tema non da poco: perché non facciamo più figli? La sua domanda nasce da una considerazione (anche qui non da poco): l’indifferenza, l’insensibilità, ad esempio, rispetto alla rilevazione dei ricercatori dell’Università di Gerusalemme, secondo la quale il maschio occidentale ha smarrito la metà dei suoi spermatozoi. Gramellini evidenzia, infatti, questo aspetto: “C’è il sospetto che la maggioranza degli occidentali, lungi dal desiderare la propria fine, non ne abbia coscienza”. E via, una sua lunga e interessante dissertazione sulle cause e gli effetti del problema. Che può essere riassunto in tre filoni…

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La voce degli Indiani d’America

Saggezza Indiani d'America

Capo Seattle Degli Suquamish
“L’uomo bianco è come un serpente che si mangia la coda per vivere. E la coda diventa sempre più corta. Le nostre usanze sono diverse dalle vostre. Noi non viviamo bene nelle vostre città, che sembrano un’infinità di nere verruche sulla faccia della terra. La vista delle città dell’uomo bianco fa male agli occhi dell’uomo rosso, come la luce del sole che colpisce gli occhi di chi emerge da una grotta buia.
Nelle città dell’uomo bianco ci si sforza sempre di superare in velocità una valanga. Il rumore sembra perforare le orecchie. Ma che senso ha vivere se non si riesce a sentire il verso solitario del tordo o il gracidare delle rane di notte intorno ad uno stagno? Ma io sono un uomo rosso e non capisco

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