La Vera Rivoluzione

di Anna Todisco
Nel tempo dell’inganno dire la Verità è un atto rivoluzionario (G. Orwell)
La mia generazione (quelli che erano giovani o adolescenti negli anni ’60 e ’70) è vissuta un po’ nel mito della Rivoluzione, concepita come unica possibile dispensatrice di giustizia sociale e riscatto culturale. I giovani ingenui e illusi come me, attribuivano al concetto di rivoluzione l’idea di cambiamento radicale, esclusivamente costruttivo e positivo, foriero del trionfo dei più basilari e nobili diritti umani: Liberté, Egalité,  Fraternité.
Come si sa, in Italia la Rivoluzione, per fortuna o per sfortuna, è rimasta un evento mancato e noi utopistici idealisti abbiamo continuato a nutrire le nostre illusioni  innamorandoci delle altrui rivoluzioni, ancora lungi da un minimo di sano senso critico. Sì, perché allora ai nostri occhi era “tutto rose e fiori”, salvo poi scoprire che i prodotti dello slancio rivoluzionario, ovunque, erano stati menzogna e controllo ideologico, violenza, sopraffazione e ancora ingiustizia, come i fatti ci hanno rivelato…

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SBLOCCA I SEGRETI PER LA PERDITA DI PESO...
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"Il Codice del Dimagrimento" è già un libro bestseller internazionale da più di 1,5 milioni di copie vendute... ed ora è finalmente disponibile in italiano.
L'autore è il dottor Jason Fung, nefrologo specializzato in terapia dietetica per pazienti diabetici, nonché uno dei massimi esperti al mondo in digiuno intermittente.
Nel libro, attraverso un'analisi approfondita delle cause e delle concause, e alla luce delle ricerche più avanzate, delinea un modello chiaro dell'obesità e definisce la teoria ormonale del dimagrimento, che distrugge vecchie ipotesi e falsi miti, quali il conteggio matematico delle calorie, la piramide alimentare, la teoria dei grassi ecc.
Il dr. Jason Fung spiega come creare l'ambiente metabolico necessario per raggiungere la forma fisica perfetta, la massima performance, la salute ottimale e spingerti oltre... verso obiettivi più competitivi... ›››

I dieci danni che ci lasciò il ’68

di Marcello Veneziani 
Mezzo secolo fa, l’arroganza del (presunto) contropotere generò la dittatura chiamata “politicamente corretto”.
Sono passati cinquant’anni dal ’68, ma gli effetti di quella nube tossica così mitizzata si vedono ancora. Li riassumo in dieci eredità che sono poi il referto del nostro oggi.
SFASCISTA. Per cominciare, il ’68 lasciò una formidabile carica distruttiva: l’ebbrezza di demolire o cupio dissolvi, il pensiero negativo, il desiderio di decostruire, il Gran Rifiuto. Basta, No, fuori, via, anti, rabbia, contro, furono le parole chiave, esclamative dell’epoca. Il potere destituente. Non a caso si chiamò Contestazione globale perché fu la globalizzazione destruens, l’affermazione di sé tramite la negazione del contesto, del sistema, delle istituzioni, dell’arte e della storia. Lo sfascismo diventò poi il nuovo collante sociale in forma di protesta, imprecazione, invettiva, e infine di antipolitica. Viviamo tra le macerie dello sfascismo…

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