Raqqa (Siria): la lotta dei bambini per tornare a scuola

La lotta dei bambini per tornare a scuola nel mezzo della devastazione provocata dall’ISIS e dai bombardamenti USA
Poco più di un anno dopo l’espulsione dell’ISIS da Raqqa, questa città settentrionale della Siria conserva ancora l’aspetto di un campo di battaglia, pieno di macerie e resti di automobili carbonizzate. Tuttavia, gli studenti locali affrontano l’inverno e vestiti con cappelli, sciarpe e cappotti, frequentano scuole prive di porte e vetri alle finestre. Cercano di recuperare il tempo perso durante gli anni di conflitto che hanno devastato il paese.
Non interessa più ai media mainstream il destino di Raqqa, la città siriana devastata dal conflitto e nominata dall’ISIS, capitale del suo califfato. In questa città, sotto le macerie degli edifici distrutti dai bombardamenti della coalizione guidata dagli USA per “liberarla”, sono sotterrati molti cadaveri…

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Nuovo sequestro dell’esercito siriano di armi israeliane e statunitensi nel sud della Siria

di Geraldina Colotti
L’esercito siriano ha confiscato armi, munizioni e missili americani e israeliani nel campagna di Daraa, che appartenevano ai terroristi.
Le autorità siriane affermano che tra le armi scoperte figuravano avanzati sistemi di missili anti-carro “TOW”, fabbricati negli Stati Uniti e missili “LAW” di fabbricazione israeliana. Ci sono anche mitragliatrici “PKC “per uso generico, un cannone “B-10,” una mitragliatrice pesante “Dushka”, proiettili “RPG”, un fucile da cecchino e telecamere. Il rapporto specifica inoltre che ci sono armi medie e leggere e diversi tipi di munizioni e mortai di 23 mm e 14,5 mm.
La scoperta è arrivata durante un’operazione di ricognizione nella città strategica di Al-Yadodeh e nei suoi dintorni nel campagna occidentale di Daraa, nel sud-ovest della Siria. Il funzionario dell’esercito siriano ha dichiarato all’agenzia SANA che “le operazioni di ricognizione continuano a liberare l’area da ordigni esplosivi improvvisati, proiettili e mine lasciate dai terroristi”

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Ecco come si viveva in Siria fino al 2010: adesso questo Paese è irriconoscibile

Ecco come si viveva in Siria dal 2000 al 2010. Bashal al-Assad è salito al potere nel luglio del 2000. Le prime fasulle “primavere arabe” sono iniziate nel febbraio 2011. Dunque, com’era la Siria in quegli 11 anni?
In primo luogo, durante quel periodo non ci furono grandi proteste, ribellioni, rivoluzioni o guerre civili in Siria. La Siria sotto di lui era pacifica, secolare e abbastanza prospera. Sunniti, sciiti, ebrei, cristiani e altre confessioni coesistevano armoniosamente. Il popolo aveva sanità e istruzione gratuita, inclusa l’università.
Sotto Assad, il PIL siriano dal 2000 al 2010 è triplicato; allo stesso tempo ha ridotto il rapporto debito-PIL dal 150% al 30%. Risultati incredibili.
Infatti, la Siria era così stabile che era diventata la prima destinazione dei rifugiati iracheni, fuggiti dopo l’invasione statunitense. Nel 2010, in Siria vivevano oltre un milione di rifugiati iracheni…

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Le guerre della NATO vanno ripudiate come il terrorismo

di Giorgio Cremaschi
L’orrore e l’angoscia che suscitano i missili e le bombe, il ribrezzo che sale quando quegli strumenti di morte vengono definiti “intelligenti”, non deve far passare in secondo piano l’aspetto più grave dei bombardamenti in Siria di Trump, May e Macron. Essi sono una sfacciata, totale e violenta rottura della legalità internazionale.
Naturalmente sono solo l’ultimo atto di una storia iniziata 26 anni fa, con la prima guerra contro l’Iraq. Da allora, un gruppo di paesi guidati dagli Stati Uniti e impegnati reciprocamente dai vincoli della NATO, si sono autonominati “polizia militare mondiale”. Con lo spirito dei giustizieri e dei linciaggi del Far West, hanno deciso di ignorare il principio guida della legalità internazionale: uno stato non può fare guerra ad un altro stato sovrano, se non per difendersi da esso…

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Armi chimiche “ad orologeria”

di Sebastiano Caputo
Presunte armi chimiche, ancora.
Il governo siriano è di nuovo sotto inchiesta da parte del potere mediatico internazionale per aver colpito la città di Duma, dove è in corso una battaglia contro Jaish al Islam, con gas tossici.

In poche ore, i video dal campo diffusi sono diventati virali e senza alcuna verifica, tutti i mezzi d’informazione occidentale lihanno rilanciati sui loro siti web e ritrattati in forma cartacea sulle prime pagine.

È evidente però che siamo di fronte ad un’evidente operazione di “spin” giornalistico, vale a dire di una notizia che è stata fabbricata, confezionata o per lo meno riadattata, per poi essere gettata in mondovisione in un contesto geopolitico, militare e diplomatico molto preciso.

In Siria c’è la…

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Quello che non sai sulla Siria

di L.M.P.I
Ecco il vero motivo del nuovo attacco alla Siria e al presidente Assad.
Non amo i dittatori, non amo neanche la finta democrazia e non amo quello che sta accadendo in questi giorni: sembra di vivere in “1984” di Orwell, dove stampa e TV, tra una notizia vera e una falsa, iniziano a bombardarci con una propaganda (senza prove) che ci porterà (spero di no) in una nuova guerra, che porterà a sua volta ancora morte e miseria a un popolo già colpito duramente.
L’obbiettivo è ancora una volta la Siria, Trump ha infatti dichiarato: “Ho cambiato idea su Assad, gli Usa sono pronti a fare da soli in Siria”. Quante falsità in queste parole, quante falsità in questo occidente che vuole in ogni modo intervenire in Siria con accuse mai provate veramente…

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Siria: la verità di un prete

Padre Daniel Maes

di Giampaolo Rossi
Padre Daniel Maes ha 78 anni, è belga e dal 2010 opera nell’antico monastero di Mar Yakub a Qara, a 90 km a nord di Damasco.

È stato chiamato lì direttamente da Madre Agnes-Mariam della Croce, la controversa suora accusata in Occidente di essere un agente al soldo di Assad, per la sua attività di contro-informazione sulla guerra in Siria.

Quella di Padre Maes è una figura importante per i cristiani siriani (sopratutto della comunità cattolico-melchita) non solo per la sua attività pastorale, svolta anche nei momenti più terribili della guerra, ma anche perché il suo sguardo è quello di un europeo che ha vissuto con i propri occhi quello che in questi anni è accaduto in Siria.

Qualche settimana fa è stato intervistato dal giornale olandese AD

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Deputata del congresso dice in diretta alla CNN che gli Stati Uniti finanziano l’ISIS

Tulsi Gabbard, deputata al Congresso USA

La coraggiosa deputata Tulsi Gabbard, in una intervista in diretta, ha detto alla CNN che il governo statunitense ha finanziato sia ISIS che Al Qaeda.
Seconto il rappresentante delle Hawaii, la priorità di Donald Trump come presidente dovrebbe essere il de-finanziamento di entrambe queste organizzazioni terroristiche, nel più breve tempo possibile. Independentsentinel.com riferisce: “Amo il mio lavoro. La gente delle Hawaii mi ha scelto di nuovo per questo lavoro nel mese di novembre. Il mio obiettivo quando parlerò direttamente con il Presidente eletto Trump, sarà parlare specificamente della situazione in Siria e delle conseguenze del cambiamento di regime che gli Stati Uniti stanno portando avanti, insieme a paesi come Arabia Saudita, Qatar e Turchia. Cercherò inoltre di

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La sconfitta dei sauditi

HIllary Clinton con i sauditi

I sauditi hanno dilapidato miliardi e miliardi di dollari nel tentativo di allargare, tramite jihadismo, la loro area di influenza. Non solo perdono in Siria e in Iraq, ma hanno anche perso contatti con la Turchia e l’Egitto che guardano sempre più verso Mosca.
“Con il crollo del prezzo del petrolio la situazione interna in Arabia Saudita si è aggravata, l’ultima crisi nel settore costruzioni ha visto licenziare stranieri ma anche sauditi. Il “sistema Golfo”, che dal 1973 ha fatto perno su Riad, fungendo da motore economico del mondo sunnita, ha ora un problema di distribuzione della rendita, a cui è legata anche la retromarcia egiziana»…

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Assad: “L’Europa aiuta i terroristi” 

Occhi della Guerra - Intervista ad Assad

di Matteo Carnieletto
Da Damasco. La strada che porta dal Libano alla Siria è interrotta da continui check point. I lealisti controllano ogni mezzo che passa, perché il rischio di attentati è ancora altissimo. Gli Occhi della Guerra tornano ancora in Siria. Nel momento più delicato per la storia di questo tormentato Paese: dopo la liberazione di Aleppo e la firma dell’accordo per il cessate il fuoco.

Assad ci accoglie in una delle sue residenze. Ha il volto rilassato e saluta tutti con un sorriso e una stretta di mano. Riusciamo a porgli alcune domande. Prima di tutto sui migranti…

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È il potere a fabbricare il terrore, ma il 30% non ci casca più

Kamikaze e fabbrica del terrore

La Terza Guerra Mondiale? Ci siamo già dentro, ed è cominciata l’11 settembre del 2001, con l’attacco alle Torri Gemelle e quindi le invasioni dell’Afghanistan e dell’Iraq. Da allora… solo guerra!
Non c’è davvero altro modo per definire lo scenario di inarrestabile e devastante destabilizzazione globale, con milioni di morti e popoli in fuga, in un’area vastissima: dall’Asia Centrale al Medio Oriente, all’Africa, fino al terrorismo finto-islamista che minaccia l’Europa.

La buona notizia – l’unica – è che un buon 20-30% dell’umanità di sta…

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Hillary Clinton approvò l’invio di gas Sarin ai ribelli siriani per incastrare Assad

Hillary Clinton

di Matt Agorist
Tutta la verità sulla guerra in Siria e sui suoi retroscena segreti.

Nell’aprile del 2013, la Gran Bretagna e la Francia informarono le Nazioni Unite che c’erano prove credibili che la Siria avesse usato armi chimiche contro le forze ribelli. Solo due mesi più tardi, nel giugno del 2013, gli Stati Uniti conclusero che il governo siriano in effetti aveva usato armi chimiche nella sua lotta contro le forze di opposizione. Il presidente Obama ha subito usato l’attacco chimico di Ghouta, come pretesto per l’invasione e il sostegno militare americano diretto e…

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