Assad: “Erdogan è un ladro. Ruba la nostra terra, fattorie, grano e petrolio”

Il presidente siriano Bashar Al-Assad ha definito il presidente turco Recep Tayyip Erdogan un “ladro”.

Lo riporta la Sana, riferendo della prima visita di Assad nella provincia di Idlib dallo scoppio del conflitto nel marzo del 2011, dove ha incontrato i militari dell’esercito di Damasco schierati al fronte.

“Erdogan è un ladro. Ha rubato fattorie, grano e petrolio. E oggi sta rubando la nostra terra”, ha scritto la Sana. “Tutte le zone della Siria hanno per noi la stessa importanza”, ha proseguito Assad, facendo riferimento all’offensiva lanciata lo scorso 9 ottobre dalle forze armate turche nel nordest della Siria.

L’esercito di Damasco controlla ora circa il 60 per cento della Siria. La provincia di Idlib, dove vivono circa tre milioni di persone tra cui circa la metà sono sfollati, rappresenta l’ultima roccaforte dei ribelli in Siria. È controllata da Hayat Tahrir al-Sham, alleanza jihadista guidata dall’ex Fronte al-Nusra. Per il presidente siriano “la battaglia di Idlib è fondamentale per risolvere il caos e il terrorismo nelle altre zona della Siria”.  

Fonte: https://www.imolaoggi.it/2019/10/22/assad-erdogan-e-un-ladro-ruba-la-nostra-terra-fattorie-grano-e-petrolio/

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INTRIGO INTERNAZIONALE
Dalla strategia della tensione al caos Ustica
di Giovanni Fasanella, Rosario Priore

Intrigo Internazionale

Dalla strategia della tensione al caos Ustica

di Giovanni Fasanella, Rosario Priore

Un documento importante per capire gli anni più caldi del periodo italiano dal 1969 in poi, per scoprire verità che anche se non provate a livello giudiziario, ci appaiono oggi tristemente e palesemente veritiere.

“Ci sono verità che non ho mai potuto dire... Avrebbere potuto avere effetti destabilizzanti sugli equilibri interni e internazionale."

Rosario Priore, giudice istruttore per il caso Moro, Ustica, il tentato omicidio di Giovanni Paolo II e altri casi di eversione rossa e nera.

L’indicibile della storia italiana. La domanda di fondo è: perché l’Italia dal 1969 è stata funestata dal terrorismo e dalla violenza politica con centinaia di morti e migliaia di feriti? Perché solo nel nostro paese?

Tutte le inchieste giudiziarie hanno dato finora molta importanza al ruolo dei servizi segreti deviati, della P2, della Cia.

Risultato: nessuna verità giudiziaria, nessuna verità storica.

Rosario Priore, il magistrato che si è occupato di eversione nera e rossa, di Autonomia operaia, del caso Moro, di Ustica, dell’attentato a Giovanni Paolo II, qui prova a rispondere cambiando completamente scenario. E strumenti di analisi.

Grazie ad anni di ricerche, testimonianze, prove, carte private, incontri con ex terroristi, agenti segreti e uomini politici anche stranieri, Priore ricostruisce uno scenario internazionale inedito per spiegare il terrorismo e la strategia della tensione in Italia, testimoniando la verità che finora nessuno ha potuto certificare attraverso le sentenze. Colpita la manovalanza (e non sempre), la giustizia si è infatti dovuta fermare senza arrivare a scoprire il livello più alto dei responsabili.

Siamo stati in guerra, senza saperlo. L’egemonia del Mediterraneo, il controllo delle fonti energetiche ci hanno messo in rotta di collisione con l’asse franco-inglese che non ha mai sopportato il nostro rapporto privilegiato con la Libia. Ecco chi era il terzo giocatore dopo Urss e Stati Uniti. Non stupisce allora che gli inglesi fossero favorevoli a un colpo di stato in Italia nel 1976 per fermare il Pci e controllare il paese.

Dall’altra parte la Cecoslovacchia, la Germania comunista e la Stasi avevano buon gioco ad alimentare il terrorismo. Ustica, Piazza Fontana, il caso Moro, la strage di Bologna vanno collocati in questo contesto internazionale: cadono così molte facili convinzioni e vecchie ricostruzioni, giornalistiche e persino giudiziarie, mostrano tutta la loro inconsistenza. L’intrigo italiano è in realtà internazionale.

 

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