Assad: “Erdogan è un ladro. Ruba la nostra terra, fattorie, grano e petrolio”

Il presidente siriano Bashar Al-Assad ha definito il presidente turco Recep Tayyip Erdogan un “ladro”.
Lo riporta la Sana, riferendo della prima visita di Assad nella provincia di Idlib dallo scoppio del conflitto nel marzo del 2011, dove ha incontrato i militari dell’esercito di Damasco schierati al fronte.
“Erdogan è un ladro. Ha rubato fattorie, grano e petrolio. E oggi sta rubando la nostra terra”, ha scritto la Sana. “Tutte le zone della Siria hanno per noi la stessa importanza”, ha proseguito Assad, facendo riferimento all’offensiva lanciata lo scorso 9 ottobre dalle forze armate turche nel nordest della Siria…

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Il silenzio del Papa sull’attacco di Erdogan ai curdi, all’Angelus nessuna parola di condanna

di Franca Giansoldati
Città del Vaticano: Papa Francesco davanti alla grave decisione del presidente turco Erdogan di invadere la Siria e attaccare i curdi, ha evitato di condannare apertamente la decisione della Turchia. Allo stesso modo non ha menzionato le vittime, i curdi, che da cinque giorni sono oggetto della pesante azione dei militari di Ankara.
Un atteggiamento di sostanziale ambiguità diplomatica quello del pontefice, che è stato manifestato all’Angelus in piazza San Pietro, dopo la canonizzazione dei nuovi santi e che non è sfuggito a tanti osservatori.
“Il mio pensiero va ancora una volta al Medio Oriente”, ha detto, “e all’amata e martoriata Siria da dove giungono nuovamente notizie drammatiche sulla sorte delle popolazioni del nord-est del Paese, costrette ad abbandonare le proprie case a causa delle azioni militari: tra queste popolazioni vi sono anche molte famiglie cristiane”.
Il Papa ha poi proseguito: “A tutti gli attori coinvolti e alla Comunità Internazionale, per favore, rinnovo l’appello ad impegnarsi con sincerità, con onestà e trasparenza, sulla strada del dialogo per cercare soluzioni efficaci”

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Sull’Europa potrebbe abbattersi una nuova e incontrollata Ondata di Migranti

di G. Didonna – R. Brunelli
Gli allarmi si moltiplicano: sull’Europa potrebbe abbattersi in tempi brevi una nuova, incontrollata, ondata di flussi migratori. Ma non dalla Libia: l’attenzione degli analisti è rivolto alla Turchia, al Mar Egeo, alla Siria.
Ad essere a rischio è infatti la tenuta dell’accordo tra Ankara e l’Unione europea del 2016, dopo che l’anno prima la Germania aveva accolto oltre un milione di profughi. La Turchia nei giorni scorsi ha ripetutamente minacciato di far saltare l’intesa riaprendo le frontiere ai profughi e ora si fa concreto il rischio che gli accordi naufraghino definitivamente. A creare preoccupazione è il combinato disposto tra la situazione esplosiva nei centri d’accoglienza sulle isole greche e la pressione dei profughi siriani sulla Turchia…

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