Stampa britannica: territorio italiano a rischio tribalizzazione

di Bruno Battaggia Bandolino
Secondo la stampa inglese il territorio italiano sarebbe a forte rischio di tribalizzazione.
Tradotto in termini semplici, significa che le bande di migranti potrebbero appropriarsi di aree più o meno vaste delle nostre città (come in parte hanno già fatto) e difenderle come fossero una loro proprietà, proprio come si usa fare nelle zone africane attraversate da guerre civili e conflitti tribali.
A fare questa rivelazione è un articolo del “Times”, datato 29 giugno 2017, e un altro del “The Guardian” dell’agosto scorso. Entrambi i giornali parlano di gang di criminali africani, per lo più nigeriani e centrafricani, operanti in Italia e già all’attenzione dell’intelligence britannica, che inizialmente collaboravano con le mafie locali per lo sfruttamento della prostituzione e il traffico di droga, ma che ora si stanno organizzando sotto forma di gruppi paramilitari per controllare il territorio italiano…

Vai all’articolo

Milano, dentro al Palasharp dove dormono le tante ragazzine schiave dei nigeriani

di Claudio Bernieri
Tullio Trapasso, leader della associazione City Report: “Siamo stati nei nuovi covi della mafia nigeriana, dove i pusher riducono in schiavitù le ragazzine drogate”.
I suoi volontari monitorano da mesi stabili dismessi e abbandonati nella città, rifugio di tossici, di clochard, di clandestini, di rom. Conoscono il ventre molle di Milano, i sotterranei dei disperati. I nuovi ghetti, come Castelvoturno, come Borgo Mezzanone in Puglia. Ora, cittadelle nere metropolitane, dove la polizia non può più entrare, si moltiplicano anche a Milamo. Dove il sesso ripaga le dosi di droga.
“Visitiamo edifici occupati, che portano degrado al territorio. Ne abbiamo contati 242 a Milano e provincia: ex ospedali e consultori, addirittura un hotel intero… Noi andiamo di persona a scoprire le situazioni, scattiamo foto e giriamo video, e segnaliamo le situazioni critiche alle forze dell’Ordine e al comune di Milano, molte volte il proprietario stesso di queste strutture”

Vai all’articolo

Mafie nigeriane in Italia, l’orrore che ignoriamo

di Rosanna Spadini
Un fenomeno preoccupante e largamente diffuso sul territorio italiano, anche se ampiamente sottovalutato, è quello della mafia nigeriana.
L’episodio di Roma San Lorenzo, del truce omicidio della povera Desirée, come quello precedente di Pamela a Macerata, violentata, uccisa e fatta a pezzi dai nigeriani, sembrano confermare l’allarme. Del resto il presunto quarto assassino della ragazza di Roma, Salia Yusif, in fuga dalla polizia, aveva lasciato Roma per tornare a Borgo Mezzanone, nel Foggiano, dove aveva già soggiornato fino al 2014 presso il C.A.R.A. Si era anche tagliato i capelli per non farsi riconoscere e viveva nella baraccopoli adiacente, ove è sorto un insediamento di immigrati che non hanno più titolo ad essere ospitati all’interno della struttura, e dove la mafia nigeriana ha creato dei potenti feudi di controllo sull’intera area.
Li chiamano “cult”, dominano il racket da Torino a Palermo, tengono legami anche con i clan di Ballarò. “Ho fatto tre informative a tre procure diverse, Roma, Bologna e Palermo, interessate al fenomeno che si sta espandendo a macchia d’olio in tutta Italia e tutta Europa”, ha detto alla Commissione parlamentare sulle periferie, il commissario della municipale Fabrizio Lotito. Gerarchia mafiosa, riti d’iniziazione, cosche: “Torino è la città con il maggior numero di immigrati nigeriani, a ruota segue l’Emilia Romagna. Le nostre indagini su questo fenomeno mafioso, vedono come attori principali i ‘cult’, nati nelle università nigeriane degli anni Settanta, poi evolutisi fuori e giunti anche in Italia”

Vai all’articolo