Diego Fusaro, la denuncia: oscurata la Pagina Facebook del suo partito “Vox Italiae”

Il partito di Diego Fusaro, Vox Italiae, oscurato da Facebook proprio come era successo alle pagine di CasaPound e Forza Nuova.
Il filosofo sovranista ha denunciato il blocco delle pagine del movimento creato da lui stesso. Inoltre, anche su Wikipedia è accaduta la stessa cosa, mentre su Instagram è stato bloccato un hashtag utilizzato nel lancio social del movimento: #valorididestraideedisinistra.
“Ci hanno bloccato la pagina di Vox Italiae. Forse perché non diciamo ‘più Europa’ e ‘decidono i mercati’. Forse perché siamo sovranisti, populisti e socialisti. Forse perché crediamo in una confederazione internazionalista di Stati sovrani, democratici e socialisti – scrive Diego Fusaro sul suo blog. Forse perché non ci arrendiamo e lottiamo per un’Italia all’altezza della sua storia, in cui tornino il Rinascimento e i diritti sociali. Un’Italia di chi lavora e non di chi specula vivendo in modo parassitario”

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Un libro pratico che ti aiuta a diventare il vero e unico padrone della tua vita!
(+ in Regalo il file audio mp3 "Interruttore di Talento" e il libro "No Limits" di Natascia Pane)

È uscito il nuovo libro di Natascia Pane, scrittrice, ipnotista e coach esperto.
Si intitola "È in tuo potere" ed è un libro ipnotico.
Ti spiega come avere più Potere personale e, mentre fa questo, che tu lo voglia o meno... ti dona Potere. Infatti il modo in cui è scritto fa sì che il tuo inconscio riceva i giusti messaggi e apra tutti i canali necessari a sprigionare maggiora forza, consapevolezza e Potere personale.
Nelle tre sezioni in cui è strutturato il libro - lavoro, tempo e relazioni - troverai non solo idee e strategie per recuperare la forza necessaria a fare i cambiamenti che desideri da tempo, ma ti imbatterai anche negli utilissimi Mantra di Potere... ›››

La Censura di Facebook? Quello che manca oggi è un Social Network pubblico

di Marco Trombino
Pochi giorni fa è stata pubblicata la notizia che Facebook ha bloccato 23 pagine, tutte legate all’area politico-culturale populista di destra, oppure simpatizzanti dell’attuale governo giallo-verde.
La segnalazione della presenza di questi siti e dei loro contenuti, considerati non conformi alle regole del social, sarebbe partita da Avaaz.org, una ONG americana di ispirazione liberale, fondata da Ricken Patel, persona notoriamente vicina alla “Rockfeller Foundation”.
La motivazione di tale oscuramento era che le pagine avevano violato l’etica del social in tema di migranti, vaccinazioni e antisemitismo. Come era prevedibile, nei giorni successivi sono stati pubblicati articoli indignati da parte di chi invece ha fatto parte di tali gruppi Facebook o semplicemente simpatizzava per i contenuti e per la cultura politica che esprimevano…

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Facebook coglione: censura perfino i nudi di Rubens!

Algoritmi del social network (sempre più in calo di iscritti) impazziti: bannate le opere del celebre pittore fiammingo. Protesta il Belgio.
Facebook non distingue tra arte e pornografia. È questo il concetto espresso in una lettera aperta indirizzata a Mark Zuckerberg, ceo di Facebook, da parte di una serie di musei ed istituzioni culturali del Belgio, che hanno protestato per la censura ai nudi di Rubens.
Le nudità vengono automaticamente escluse dalla piattaforma e filtrate dal social, in base ad alcune regole che regolano la pubblicazione sul web dei contenuti per adulti. Inoltre – scrive l’agenzia Belga – lo scorso luglio l’ufficio del turismo ha deciso di dar vita ad una protesta ironica, diffondendo un video via web che invita i visitatori della House of Rubens ad Anversa, ad allontanarsi dai dipinti del pittore barocco per “proteggersi dalla nudità”, in una sorta di replica a Facebook

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Ci siamo: la UE crea una rete di censori. La libertà d’opinione è in pericolo!

di Marcello Foa
È da un anno e mezzo che l’Unione europea e gli Stati Uniti preparano il terreno. E ora ci siamo: tra non molto avremo una rete di fact-checkers, naturalmente indipendenti, naturalmente rispettosi di un rigoroso codice etico e naturalmente dediti alla causa suprema: la lotta alle fake news ovvero del mostro che agita i sonni dell’establishment.
Tutto questo, in realtà, come ripeto da tempo, ha un solo scopo: legittimare l’introduzione della censura, limitare l’impatto e la diffusione di idee non mainstream, naturalmente negando che di censura si tratti.
Ma così sarà: non c’è vera democrazia quando qualcuno si arroga il diritto di decide cos’è vero e cos’è falso, e rendendo inviolabile e sacra, quella che in realtà è una pericolosissima forma di strabismo, perché si addita solo una parte del problema, le fake news veicolate dai social media, e si ignora il vero scandalo, che è rappresentato dalla manipolazione delle notizie creata all’interno dei governi, il cui impatto è infinitamente superiore.
Qualunque frottola sulla Siria, sull’Ucraina, sulla Grecia resta rigorosamente impunita, purché abbia origine dentro a un’istituzione, proprio quelle istituzioni che ora pretendono, per il nostro bene, di limitare i confini della libertà di espressione…

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Facebook Francia: i ‘moderatori’ sarebbero musulmani che vivono in Paesi islamici

di Yves Mamou
I “team di moderatori” per i social media della Francia, in genere, sono situati nei paesi francofoni con manodopera a basso costo, nel Nord Africa e in Madagascar. In Francia, circolano molte voci sul fatto che i moderatori di Facebook si trovino nei paesi musulmani francofoni come Tunisia, Algeria e Marocco. Il social network non conferma né nega.
In particolare, i diffusori musulmani di odio continuano a proliferare su Facebook, mentre gli anti-islamisti sono vittime di vessazioni e si ritrovano l’account cancellato. Questi utenti di Facebook, come decine e decine di altri, sembrano essere le vittime di “branchi” islamisti. Una volta che le opinioni e le analisi di questi utenti non passano inosservate, vengono denunciate al social network come “razziste” o “islamofobe” e i loro account eliminati…

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