Il “Chip idrogel” iniettabile con una siringa, presto approvato dal FDA

di Maurizio Blondet
Il “biosensore sottopelle”, detto anche “chip idrogel” iniettabile con una siringa, è sulla buona strada per ottenere l’approvazione del FDA all’inizio del 2021.
“Perché le pandemie sono così difficili da fermare? Spesso è perché la malattia si muove più velocemente di quanto le persone possano essere testate per essa. Il Dipartimento della Difesa sta contribuendo a finanziare un nuovo studio per determinare se un biosensore sotto la pelle può aiutare i tracker a tenere il passo – rilevando infezioni simil-influenzali anche prima che i loro sintomi inizino a manifestarsi”.
A esordire così non è un sito complottista  diffusore di fake news, ma “Defense One”, rivista collegata ufficialmente al Pentagono. La rivista annuncia che il “biosensore sottopelle, detto anche chip idrogel iniettabile con una siringa, è sulla buona strada per ottenere l’approvazione del FDA all’inizio del 2021”

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Nuovo Atlante delle Terapie Essene ed Egizie.
Egizi ed Esseni erano grandi maestri nel campo delle terapie energetiche, oggi nuovamente disponibili dopo millenni di silenzio... ★
Ieri sera Il Giardino dei Libri ha tenuto un webinar gratuito con Daniel Meurois e Marie Johanne Croteau-Meurois sulle Terapie Essene ed Egizie...
È stato molto interessante: se lo vuoi guardare
clicca qui (è gratuito).
Cogliamo l'occasione anche per riproporti il loro libro "Nuovo Atlante delle Terapie Essene ed Egizie" e l'omaggio, importantissimo, ad esso collegato.
Molti anni di ricerca e di pratica degli autori, Daniel Meurois e Marie Johanne Croteau, vengono condensati in questo manuale completo, chiaro, particolarmente ben illustrato, destinato a chi è curioso di saperne di più e anche a chi si sta formando o già pratica le terapie egizio-essene.
Nel libro ci sono ben 14 nuove tecniche terapeutiche e molte illustrazioni. 
Hai così a disposizione una notevole base di dati che arricchirà la tua conoscenza di queste straordinarie tecniche energetiche. ›››

Bill Gates promuove la Tecnica (vietata) per l’estinzione di “specie dannose”

di Maurizio Blondet
L’ultima che ho appreso è questa: la Bill and Melinda Gates Foundation ha pagato una società di pubbliche relazioni 1,6 milioni di dollari perché recluti una coalizione segreta di accademici che facciano togliere la moratoria, oggi realizzata dall’ONU, sugli esperimenti di “gene drive”, in modo che possano continuare le applicazioni.
Il “Gene Drive” (spinta, o “forzatura” genica) è una pericolosa tecnica di bio-ingegneria sul DNA pensata per produrre l’estinzione di intere specie viventi che noi riteniamo indesiderabili. La tecnica inserisce nel cromosoma della specie da eliminare una modifica dannosa ed ereditabile dalla discendenza, tale da portare alla scomparsa di quella specie entro poche generazioni.
Tipici esperimenti sono stati condotti (senza troppo succeso) su specie dannose e infestanti, come le zanzare anofeli: si agisce sul cromosoma Y (che determina il sesso maschile) in modo che nascano (quasi) solo zanzare maschio…

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Darpa, Usa: Soldati-Ogm invulnerabili, con Dna modificato

Visto che non sarà possibile “produrre tanti vaccini e tanti antivirus per proteggere tutta la popolazione durante una guerra chimica o biologica”, perché non provare a trasformare il corpo umano in una “fabbrica” di anticorpi?
È la domanda, sconcertante, che aleggia attorno alle parole di Steven Walker, il direttore della Darpa, punta di lancia della ricerca applicata alla difesa statunitense. Il Pentagono, avverte l’avvocato neozelandese Darius Shahtahmasebi, sta infatti provando a varcare la frontiera naturale fisiologica. Obiettivo: “Alterare la biologia umana per offrire una adeguata protezione contro attacchi chimici e biologici”.
Secondo il giurista, esperto di questioni geopolitiche, “arriverà un momento in cui i film di fantascienza si scriveranno da soli: siamo già in una fase in cui forse è solo questione di tempo, e poi si metterà in pratica tutto ciò su cui stanno studiando alcuni scienziati finanziati dal governo per cercare di aiutare le forze armate Usa”. Il grande problema, per il Pentagono, sono le armi più esclusive, non convenzionali. Si domanda Walker: “Si riuscirà davvero a proteggere un soldato sul campo di battaglia, dalle armi chimiche e biologiche, controllando il suo genoma?”, ovvero “facendo cioè in modo che il suo genoma produca proteine ​​che lo proteggano automaticamente da fattori esterni?”

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Generazione 5G: Controllo Globale e Cancro serviti caldi

di Marcello Pamio
Sarà una delle rivoluzioni tecnologiche più imponenti del nostro tempo e avrà effetti e ripercussioni sulla vita e sulla salute di miliardi di persone.
Mi riferisco al “5G”: la nuovissima generazione di trasmissioni dati, che permetterà di connettere ad altissima velocità, miliardi di dispositivi che oggi sono semplici elettrodomestici “passivi”. A breve gli oggetti dentro e fuori casa si trasformeranno in “esseri attivi”: frigoriferi, tivù, radio, forni, perfino abiti e qualsiasi oggetto elettronico o meno.
Secondo le previsioni, oltre 20 miliardi di dispositivi saranno interconnessi con la Rete entro il 2020. Attualmente sarebbero “solo” più o meno 6 miliardi. La connessione di quinta generazione renderà possibile lo sviluppo della “telemedicina”, dell’auto a guida autonoma e delle cosiddette “città intelligenti” (smart city), dove tutto è costantemente tenuto sotto controllo elettronico…

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La DARPA e il modem nella corteccia cerebrale

La DARPA ha sviluppato un chip da impiantare nel cervello per creare Realtà Virtuali.
Quanto scritto in questo articolo non è Fantascienza. Sta capitando proprio adesso ed è l’inizio di una rivoluzione tecnologica molto più grande ed ampia dell’avvento di internet in tutto il pianeta.
L’Agenzia dei Progetti di Ricerca Avanzata della Difesa degli Stati Uniti (DARPA), agenzia che lavora per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, sta sviluppando un dispositivo “rivoluzionario” (chiamiamolo così…) che promette di cambiare il volto del mondo e la natura propria dell’umanità.
La DARPA sta lavorando attivamente per lo sviluppo di un modem nella corteccia cerebrale, un dispositivo che si collegherà direttamente con il cervello e trasmetterà immagini senza passare attraverso il sistema ottico, cioè per gli occhi, né avrà bisogno di occhiali speciali, né di altri simili dispositivi…

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“Smart Dust”, la polvere che spia e trasmette informazioni

Smart dust e nanotecnologie

Nel suo articolo “Ecco la polvere che spia” pubblicato sul quotidiano La Repubblica il 31 ottobre 2002, Federico Rampini descrive la polvere intelligente o “smart dust” come un pulviscolo composto di miriadi di microchip.
Di essa egli scrive: “Il Pentagono la definisce la tecnologia strategica dei prossimi anni” (…) Il pulviscolo intelligente è fatto di miriadi di computer microscopici. Ognuno misura meno di un millimetro cubo, ma incorpora sensori elettronici, capacità di comunicare via onde radio, software e batterie.
Invisibile e imprendibile, la polvere di intelligenze artificiali si mimetizza nell’ambiente e capta calore, suoni, movimenti. Può essere diffusa su territori immensi e sorvegliarli con una precisione finora sconosciuta…

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