I robot “soffici” che cambieranno le nostre vite

Intervista a Cecilia Laschi della Scuola Sant’Anna di Pisa
Ci affiancheranno sul lavoro, salveranno vite in caso di pericolo, saranno d’aiuto nelle case e potranno anche esplorare il nostro organismo.
I robot “soffici” rappresentano una delle sfide più promettenti della robotica e i loro ambiti di impiego spaziano dalla medicina alla gestione delle emergenze.
A spiegarlo è Cecilia Laschi, professore all’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, inserita tra le menti più geniali della robotica mondiale, dalla comunità internazionale degli esperti di robotica nel 2015 e considerata tra i precursori mondiali di questa innovativa disciplina di ricerca.
D: La “soft robotics” o “robotica soffice” – realizza prototipi ben distanti dal nostro comune ideale di robot fatto di acciaio e circuiti. Può spiegarci in cosa consiste questa disciplina?

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Tecnologia: la causa di una “Generazione spenta”

Adolescenti con cellulari

Negli ultimi anni si sono affermate nuove forme di comunicazione, senza dubbio più rapide, comode e dirette, ma che comunque hanno i loro notevoli effetti negativi su molti.
Tra i nuovi mezzi di comunicazione abbiamo: e-mail, sms, chat, social network ecc. che ormai hanno sostituito le lettere di una volta, le cartoline e quant’altro. I primi ad essere stati travolti da questa ondata rigenerativa, sono stati ovviamente proprio i giovani. 
Con le loro nuove abitudini, sono riusciti a contagiare anche coloro che non avevano nulla a che fare con la tecnologia. Ora però una domanda nasce spontanea: fino a che punto i nuovi media aiutano a migliorare la capacità comunicativa e relazionale? E come possono aiutarci ad affrontare la nostra quotidianità?
Personalmente credo che…

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