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Accordi Segreti fra Protagonisti di Big Pharma, Gas e Grano

di Manlio Lo Presti
Il 2023 sarà un anno veramente difficile. Prepariamoci!
Sull’onda delle notizie “cinesi”, assistiamo in Italia ad un ritorno della propaganda vaccinista sugli schermi e sulla carta stampata. Emerge dalle decine di dibattiti televisivi come risultante di una lenta ma attenta preparazione terroristica farmaceutica.
Dopo la sequenza dello psychogreen con le treccine, della follia psychoelettrica, della psychoscimmia, della psychoucraina, dello psychoiran con i capelli tagliati, adesso incombe il ritorno della psychocina versione 2.0. Se ci ricordiamo, il caos cosiddetto pandemico del 2020 è partito con la paura della Cina. Il mortale gioco farmaceutico dell’oca sta riprendendo dallo stesso punto:…

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Crisi del Gas, Gazprom accusa l’Ucraina di Furto: a Rischio le Forniture residue all’Europa

di Giulia Burgazzi
L’Ucraina ruba il gas russo diretto in Europa che attraversa il suo territorio: o almeno, di questo la accusa Gazprom.
Se la situazione non si risolve, a partire da lunedì 28 novembre 2022 la stessa Gazprom ridurrà le consegne di gas all’Europa per una quantità pari a quella che l’Ucraina, a suo dire, trattiene illegalmente per sé. Si tratterebbe in media di circa 2,6 milioni di metri cubi al giorno. L’Ucraina si proclama innocente.
L’Italia è fra i pochi Paesi europei che continuano a ricevere gas russo. È poco ormai, ma vitale. Ne arrivano 10-20 milioni di metri cubi al giorno, pari grossomodo al 5-10% delle importazioni italiane e al 25-50% del quantitativo che Gazprom ancora consegna all’Europa.
Gazprom ha reso nota la situazione con un comunicato stampa diffuso via Twitter. Sostiene che il gas illegalmente trattenuto dall’Ucraina è quello diretto alla Moldova, la quale a sua volta è indietro nel pagare i suoi conti. Gazprom però non accenna a tagliare il gas alla Moldova. Accenna invece a tagliarlo, genericamente, all’Europa…

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In Polonia bruciano anche i Rifiuti nella Stufa. Sospesi i Controlli Ambientali

di Giuseppina Perlasca
La Polonia ha temporaneamente sospeso i controlli sulla qualità dell’aria per consentire alle persone di bruciare carbone per riscaldare le case fino al prossimo aprile, al fine di alleviare la peggiore crisi energetica di una generazione.
Mentre le famiglie polacche hanno aumentato la domanda di carbone e legna per compensare l’impennata dei costi energetici del gas naturale e dell’elettricità, alcune persone bruciano rifiuti per stare al caldo.
Bloomberg ha parlato con una residente polacca di nome Paulina Mroczkowska, che ha detto di aver già notato persone che bruciano rifiuti per riscaldare le loro case, mentre la carenza di gas naturale si aggrava e il costo della vita va fuori controllo…

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TTF: Dai Tulipani al Gas, ecco come si distrugge la Vita della Gente

di Megas Alexandros
L’indice “Title Transfer Facility” o anche chiamato “Dutch TTF gas price”, è il mercato all’ingrosso europeo del gas naturale, preso a riferimento dalla compagnie energetiche per calcolare gli importi delle nostre bollette. Una truffa ormai conclamata alla quale nessun governante ha intenzione di porre fine.
Fu negoziando i “diritti sul bulbo” (dei veri e propri futures sui tulipani), che nel 1637 gli olandesi fecero scoppiare la “bolla dei tulipani”, ovvero quella che poi sarebbe stata ricordata nella storia, come la prima grande crisi finanziaria innescata dall’utilizzo di strumenti finanziari con finalità speculative.
Oggi gli olandesi ci stanno riprovando con il gas naturale, manipolandone il prezzo attraverso diaboliche speculazioni messe in piedi da una “setta” di persone che gestiscono il mercato virtuale con sede ad Amsterdam.
Tutto sarebbe finito qua, se a tale “gioco del diavolo”, non prendessero parte anche le varie compagnie energetiche europee monopoliste di settore, che nel rivendere il gas a noi comuni mortali, prendono come riferimento il prezzo che scaturisce da questi scambi, che di fatto sono delle vere e proprie scommesse che niente hanno a che vedere con la realtà di chi produce e vende il gas vero e proprio…

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L’UE è Complice del Piano degli Stati Uniti per gettare l’Europa nel Caos

di Manlio Dinucci
La Borsa di Amsterdam, che decide il prezzo del gas in Europa, appartiene a una società finanziaria statunitense che determina il prezzo sulla base di meccanismi speculativi e politici.
Josep Borell, alto rappresentante per la politica estera dell’UE, non solo ha annunciato la sospensione dei visti per i turisti russi, infliggendo un ulteriore colpo al settore turistico italiano europeo, ma, in una riunione dei ministri della Difesa dell’UE, ha dichiarato: “I paesi dell’Europa hanno discusso la possibilità di una missione di addestramento per le forze ucraine già prima della guerra: Adesso è il momento di agire”.
Con la spedizione di armi e l’addestramento delle forze da Kiev, l’UE diventa un paese bellicoso contro la Russia insieme alla NATO. Allo stesso tempo Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione europea, ribadisce che dobbiamo: “porre fine alla nostra dipendenza dai combustibili fossili sporchi russi”

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Il Diritto di Non Pagare

di Giorgio Cremaschi
È davvero sfacciato il doppio regime informativo che viene diffuso sulla catastrofe energetica in corso. Premesso che Draghi, Cingolani e compagnia son sempre lì a dire che tutto è sotto controllo e che andrà tutto bene (vi ricorda qualcosa?), quando poi deve ammettere che rischi ci sono, il palazzo si contorce nell’assurdo.
Da un lato il “partito della guerra” dà tutta la colpa alla Russia, si badi bene non alle sanzioni, ma proprio al governo russo. Quando però lo stesso palazzo si accorge del rischio che questa versione produca sulla popolazione un effetto esattamente contrario a quello voluto: se è colpa della guerra alla Russia perché non la smettete? Se il potere scopre di fare involontariamente propaganda pacifista, allora cambia registro…

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Gli Industriali si svegliano dal Coma e iniziano a preoccuparsi per l’Energia

di Marcello Pamio
Il 25 agosto il prezzo del gas chiude per la prima volta sopra i 300 euro ad Amsterdam, mercato di riferimento per il metano in Europa.
Del problema energetico ne parliamo da molto tempo e solo adesso (25 agosto 2022) il presidente di Confindustria Carlo Bonomi al Tg1 dice che “Il governo Draghi può e deve intervenire”, precisando che gli industriali hanno bisogno di interventi quali “un tetto al prezzo del gas che se non viene fatto a livello europeo deve essere fatto a livello nazionale”.
Bonomi invece di minacciare il governo con uno sciopero fiscale volto a non pagare le criminose bollette di corrente elettrica quadruplicate grazie a speculazioni (pena la chiusura di molte aziende), chiede allo stesso personaggio che ha aiutato a far sprofondare l’Italia nel baratro, Mario Draghi di intervenire per salvarli…

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Europa: non ci Crede più Nessuno…

Inutile girarci intorno. A questa Europa non crede piú nessuno…
A questa Europa non crede piú nessuno, nemmeno chi la governa, che è ormai vittima di una retorica infinita su diritti umani, collaborazione, solidarietà… buzzwords che servono a distogliere l’attenzione dal fatto che sulle questioni Serie non si prendono decisioni. 
Sulla politica dei fertilizzanti, di fatto sono inconcludenti: dicono all’Africa che non devono prendere fertilizzanti dalla Russia, ma poi dicono che l’Europa non può aiutare l’Africa a prodursi da sola i fertilizzanti, perché sarebbe contraria alle politiche green. Non sto scherzando, è una idiozia colossale, ma vera. La soluzione? Supportare i fertilizzanti green. In Africa. Dove la gente non mette insieme la colazione con il pranzo e hanno un’inflazione che sta causando rivolte in vari paesi…

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Il Gas ce l’ha tagliato l’Ucraina… e Nessuno protesta

di Giulia Burgazzi
Altro che la Russia. Alla fine il gas ce l’ha tagliato l’Ucraina, e proprio nel momento in cui una grossa società tedesca, la VGN, ha accettato di pagare il gas russo in rubli, come del resto l’Ungheria e, pare, vari altri Stati UE.
Il pagamento in rubli è in sostanza un modo per continuare ad avere il vitale gas russo aggirando le sanzioni alla Russia che l’UE ha istituito. L’Ucraina, chiudendo il rubinetto, di fatto ha detto che l’aggiramento non s’ha da fare e ha dettato un’altra volta la linea dell’UE, pur non facendone parte. Una linea che prevede di fare piangere la Russia a tutti i costi: anche a costo di non importare più energia e di piangere noi stessi molto di più.
Assordante il prono silenzio di Bruxelles. Quando la Russia ha chiuso il gas a Polonia e Bulgaria – due falchi antirussi che hanno rifiutato il pagamento in rubli – la presidente della Commissione Europea si è rumorosamente e pomposamente indignata per quello che ha definito un ricatto della Russia. Stavolta tace. Nessun tentativo di aggiustare le cose in Ucraina…

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L’UE vuole una Devastante Crisi Alimentare al proprio Interno

di Mittdolcino
Bloccato l’import di Potassa dal più grande produttore mondiale, la Bielorussia.
Una volta si diceva spararsi nei piedi per far dispetto alla gamba. La sostanza non cambia, con l’UE, oggi: bloccando l’import di potassa, un insostituibile fertilizzante, NON dalla Russia ma dalla Bielorussia, si causerà una drammatica crisi alimentare. Evidentemente l’UE vuole creare una potente crisi alimentare al suo interno.
Sì ma per quale ragione? Si vuole forse una scusa per il disastro economico causato dalla gestione COVID? O per nascondere i fallimenti dei piani UE, transizione Green su tutti? O per celare gli effetti collaterali attesi, forse anche drammatici, dei sieri COVID? O più semplicemente il caos serve per mandare avanti il piano del Grande Reset in UE, un continente di vecchi, con pensioni ormai insostenibili?…

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