La Tecnologia? …Può realmente distruggerci

di Enrico De Girolamo
L’apocalisse dell’Umanità potrebbe essere dietro l’angolo, sotto forma di nanorobot o di un nuovo virus geneticamente modificato. Eppure oggi il “luddismo” appare utopistico quanto il suo opposto, il transumanesimo. Forse non abbiamo alcuna scelta se non quella di andare avanti.
Sono passati 50 anni da quando una scimmia antropomorfa, mostrata da Stanley Kubrik in “2001 Odissea nello spazio”, scopre la tecnologia e il suo immenso potere in un semplice osso calcinato, che nelle sue mani si trasforma in uno strumento prezioso per cacciare ma, inevitabilmente, anche nella prima arma dell’Umanità. La sequenza è famosissima e mostra in maniera simbolica ciò che dai futurologi viene definita come “singolarità tecnologica”, cioè un particolare evento, ricercato o casuale, che innesca conseguenze esponenziali, inimmaginabili per le generazioni precedenti…

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Nuovi corsi video sulla nostra piattaforma...
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Piano globalista per sterminare l’umanità: “i mangiatori inutili” devono essere eliminati!

Ben oltre le distrazioni dei battibecchi politici, ciò che si va delineando è un piano per sterminare il 90% dell’attuale popolazione umana al fine di “salvare” il pianeta, e proteggere solo quello che i globalisti considerano il futuro della sopravvivenza umana su scala cosmica.
Questo piano è ora in corso, grazie a due sviluppi molto importanti:
1) L’ascesa di sistemi robotici in grado di sostituire il lavoro umano, eliminando la necessità di “lavoratori umani” poveri, la cui unica ragione di esistenza – dal punto di vista dei globalisti – consisteva nello sfruttarli come lavoro a basso costo e serbatoio di voti manipolati.
Molte persone non sono ancora consapevoli che i robot stanno sostituendo il lavoro umano. Sono, infatti, già stati introdotti robot pesanti, che possono sostituire il lavoro umano nelle costruzione e altri lavori simili. Una volta che i robot sostituiranno gran parte degli operai, i globalisti non avranno più bisogno di esseri umani, ondate migratorie o popolazioni del Terzo Mondo…

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I robot “soffici” che cambieranno le nostre vite

Intervista a Cecilia Laschi della Scuola Sant’Anna di Pisa
Ci affiancheranno sul lavoro, salveranno vite in caso di pericolo, saranno d’aiuto nelle case e potranno anche esplorare il nostro organismo.
I robot “soffici” rappresentano una delle sfide più promettenti della robotica e i loro ambiti di impiego spaziano dalla medicina alla gestione delle emergenze.
A spiegarlo è Cecilia Laschi, professore all’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, inserita tra le menti più geniali della robotica mondiale, dalla comunità internazionale degli esperti di robotica nel 2015 e considerata tra i precursori mondiali di questa innovativa disciplina di ricerca.
D: La “soft robotics” o “robotica soffice” – realizza prototipi ben distanti dal nostro comune ideale di robot fatto di acciaio e circuiti. Può spiegarci in cosa consiste questa disciplina?

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I robot ci sostituiranno? Dal controllo elettronico al “disboscamento” degli umani

di Enrica Perucchietti
I robot ‘uccideranno’ un sacco di posti di lavoro, perché in futuro queste mansioni verranno svolte dalle macchine“.
L’allarme viene da Davos, dove Jack Ma, fondatore e principale azionista del sito di commercio on line Alibaba, ha denunciato il fatto che l’Intelligenza Artificiale è una “minaccia” per gli esseri umani e che presto i robot cancelleranno milioni di posti di lavoro, “perché in futuro queste mansioni verranno svolte dalle macchine“. Macchine che, a differenza dei lavoratori umani, non devono essere pagate, non soffrono la stanchezza, la fame o la depressione. 
Si tratta dell’ennesimo allarme sui pericoli dell’automazione che proviene da un uomo d’affari e pioniere nel campo delle nuove tecnologie: Ma, come molti nomi illustri prima di lui, si è detto preoccupato per il futuro dell’umanità. “La tecnologia“, ha spiegato, “dovrebbe sempre fare qualcosa per potenziare le capacità della gente, non diminuirle“…

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L’Era dei Robot e la fine del lavoro: un bene o un male per l’umanità?

di Fabio Chiusi
È un giorno qualunque, nell’era dei robot, e il lavoratore tipo esce di casa per recarsi in ufficio. Le macchine, per strada, si guidano da sole. Il traffico pure: si dirige da sé…
Lo sguardo può dunque alzarsi sopra la testa, dove, come ogni giorno, droni consegnano prodotti e generi alimentari di ogni tipo – oggi, per esempio, il pranzo suggerito dal frigorifero “intelligente”. Sul giornale – quel che ne resta – gli articoli sono firmati da algoritmi. Giunto alla pagina finanziaria, il nostro si abbandona a un sorriso beffardo: il pezzo, scritto da un robot, parla delle transazioni finanziarie compiute, in automatico, da altri algoritmi…

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