• Se cerchi un libro o un prodotto BIO, prova ad entrare nel sito di un nostro partner, Macrolibrarsi, il Giardino dei Libri, sosterrai così il nostro progetto di divulgazione. Grazie, Beatrice e Mauro
    Canale Telegram

Decolla in Europa il “Progresso Esclusivo” Attraverso Licenziamenti e Disoccupazione

di Ruggiero Capone
Stiamo assistendo alla sostituzione del fattore umano di produzione con robot di ultima generazione.
L’Ifo Institute (Leibniz Institute for Economic Research at the University of Munich) svolge dal 1948 attività di ricerca ed analisi su questioni legate al lavoro, all’economia, alla politica economica nazionale e soprattutto a quella europea. Il quotidiano “MilanoFinanza” ha sempre definito l’Ifo il barometro della ricchezza tedesca, perché anticipa cosa succederà nel mondo del lavoro europeo.
Da un paio di mesi agenzie e quotidiani ci raccontano d’una sorta di crisi economica tedesca, ma l’uomo di strada non comprende come possa riflettersi sulle altre economie dell’Ue. L’indagine Ifo non parla di vera e propria crisi tedesca, piuttosto di forte propensione al licenziamento del personale umano, soprattutto dell’opportunità offerta dalla tecnologia affinché i dipendenti vengano avvicendati con umanoidi, con robot ed intelligenza artificiale in genere…

Vai all’articolo

Il Piano dell’UE Contro l’Agricoltura

Il mainstream non potendo più delegittimare la protesta degli agricoltori è costretta a cavalcarla e strumentalizzarla politicamente.
L’Obiettivo Primario è Limitare la Produzione
La “farm to fork strategy” è la sezione dell’UE green deal dedicata all’agricoltura. Nella presentazione del piano viene scritto che fa parte dell’agenda 2030, e si prefiggono di ridurre i pesticidi e gli antibiotici, contrastare la perdita di biodiversità e ridurre l’uso di fertilizzanti.
Per quanto riguarda questi ultimi, l’UE vuole ridurre l’uso di ogni tipo di fertilizzante, sia quelli organici che quelli chimici, perché vogliono ridurre l’azoto presente nel terreno, dal momento che secondo la loro follia quello non assorbito dalle piante finisce nell’atmosfera e contribuisce al “cambiamento climatico”, peccato che l’azoto sia il gas più diffuso. L’intento dunque non è proteggere il terreno dalle sostanze chimiche, ma come dichiarato nei documenti, ridurre proprio la produzione di cibo. Le ragioni? Siamo troppo grassi e parte del cibo prodotto viene sprecato…

Vai all’articolo