Il Gas ce l’ha tagliato l’Ucraina… e Nessuno protesta

di Giulia Burgazzi
Altro che la Russia. Alla fine il gas ce l’ha tagliato l’Ucraina, e proprio nel momento in cui una grossa società tedesca, la VGN, ha accettato di pagare il gas russo in rubli, come del resto l’Ungheria e, pare, vari altri Stati UE.
Il pagamento in rubli è in sostanza un modo per continuare ad avere il vitale gas russo aggirando le sanzioni alla Russia che l’UE ha istituito. L’Ucraina, chiudendo il rubinetto, di fatto ha detto che l’aggiramento non s’ha da fare e ha dettato un’altra volta la linea dell’UE, pur non facendone parte. Una linea che prevede di fare piangere la Russia a tutti i costi: anche a costo di non importare più energia e di piangere noi stessi molto di più.
Assordante il prono silenzio di Bruxelles. Quando la Russia ha chiuso il gas a Polonia e Bulgaria – due falchi antirussi che hanno rifiutato il pagamento in rubli – la presidente della Commissione Europea si è rumorosamente e pomposamente indignata per quello che ha definito un ricatto della Russia. Stavolta tace. Nessun tentativo di aggiustare le cose in Ucraina…

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Cartiere, Fonderie, Pesca e Allevamento: Interi Settori Produttivi sono già alla Chiusura!

di Giulia Burgazzi
Cartiere e fonderie già chiudono. I pescatori scioperano per il caro carburante. I camionisti (di nuovo) faranno altrettanto. Gli allevatori temono di dover abbattere gli animali per mancanza di mangimi zootecnici.
Il rincaro di materie prime, energia e cereali legato alla guerra in Ucraina (macché… volontà dei soliti noti – ndr) ha già messo in ginocchio interi settori produttivi. Tuttavia forse è solo l’inizio. In risposta alle crescenti sanzioni dell’Occidente, la Russia sta redigendo l’elenco dei Paesi verso i quali vietare le esportazioni per tutto il 2022. Vuoi che l’Italia, già inserita nella lista dei Paesi ostili per via delle politiche dell’UE e del Governo, non sia ulteriormente colpita dall’embargo?
In risposta, il MISE si prepara ad introdurre dazi e autorizzazioni alle esportazioni di prodotti ritenuti fondamentali, alla faccia dell’Unione Europea e del suo mercato unico interno. Ma è un tentativo di cucire una toppa ormai fuori tempo massimo. La Russia invece si era preparata da tempo alle sanzioni dell’Occidente ed è in grado di attutire il colpo. Nei guai c’è l’Italia, con o senza i dazi del MISE…

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I Pacifisti…

di Marinella Mondaini
“Tutti ora in Italia, sono diventati pacifisti, d’improvviso scoprono che la guerra è “male e distruzione”. Questi “pacifisti” in 8 anni non hanno MAI alzato un dito, MAI protestato nelle piazze italiane, sui social. SILENZIO assoluto, ovattati nel loro rammollito comfort”.
I Pacifisti. Avrei voluto che tutti coloro che ora si ergono a ‘paladini della Pace’, i nuovi pacifisti, fossero venuti con me nel Donbass in questi anni, a vedere cosa è successo in tutti questi 8 lunghi folli anni; le distruzioni, i cimiteri e le chiese scoperchiate, le fosse comuni, avrei mostrato loro i bambini trucidati nelle foto appese nel ‘Museo degli Angeli’ in una piccola cittadina della repubblica di Donezk; avrei tradotto in simultanea i racconti della gente comune per strada, avrebbero visto le lacrime negli occhi dei vecchi che mai dimenticherò.
Avrebbero visto la forza e la dignità del popolo del Donbass, che nonostante la guerra che il governo filo-nazista ucraino (messo al potere dagli Stati Uniti d’America, appoggiati dall’UE) ha scatenato contro di loro, SOLO per il fatto che era in amicizia con la Russia e voleva vivere secondo i suoi principi…

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Francesca Donato: la UE vuole estendere il Conflitto a tutti i Paesi Europei!

di Pietro Di Martino
“La posizione affermata oggi (2 marzo) dal Parlamento Europeo è quella di alzare il livello dello scontro tra Ucraina e Russia oltre ogni limite attualmente possibile e di estendere il conflitto a tutti i Paesi europei”. Lo ha detto Francesca Donato.
L’europarlamentare ha elencato una serie di provvedimenti dell’Unione Europea contro la Russia di Vladimir Putin. “Viene deciso di utilizzare i fondi europei riservati agli aiuti umanitari per comprare armi da guerra come missili e mitragliatori, da fornire ai militari e ai civili ucraini del tutto impreparati a usarle”.
Ha menzionato il blocco di import export tra Europa e Russia, la chiusura dei porti e dello spazio aereo, il blocco degli investimenti e di ogni tipo di cooperazione…

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Gas, è allarme sulle Bollette. “Rischio Lockdown energetico”

di Felice Manti
Il ministro Cingolani: “Impatti su famiglie e imprese”. Rincari al 900%. Ieri la telefonata Berlusconi-Putin.
“Da qui a Natale un Paese energivoro come il nostro corre verso il lockdown energetico”. Edoardo Beltrame si occupa di energia da 50 anni e un rimbalzo del prezzo del gas così preoccupante non l’aveva mai visto prima. Potrebbe ripetersi quanto accadde nel 1973, quando mancò il petrolio. Anche il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, non nasconde la sua preoccupazione: “Il gas a 300 euro per megawattora è una roba senza precedenti che impatta enormemente sulla manifattura, sulle bollette di tutti”

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Perché Putin ha “bannato” il dem Sassoli? Leggere bene la nota del Cremlino

di Eugenio Palazzini
David Sassoli, esponente del Pd e presidente del Parlamento europeo, è stato inserito nella blacklist di Mosca. Il governo di Vladimir Putin ha poi vietato l’ingresso in Russia anche ad altri sette funzionari europei. Tra questi Vera Jourova, vice presidente per i valori e la trasparenza della Commissione europea, e il capo dell’ufficio del procuratore di Berlino, Jorg Raupach.
“A quanto pare, non sono il benvenuto al Cremlino? Lo sospettavo un po’ “, commenta Sassoli su Twitter. “Nessuna sanzione o intimidazione fermerà me o l’Europarlamento dalla difesa dei diritti umani, della libertà e della democrazia. Le minacce non ci zittiranno”, scrive Sassoli. Citando poi il grande scrittore russo Tolstoj: “Non c’è grandezza dove non c’è verità”. La decisione russa ha visto poi una serie di reazioni dei politici europei, un coro che denuncia l’ “inaccettabile” rappresaglia…

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Il Coronavirus imprime un’accelerazione al Cambiamento. Cadono come birilli consolidati paradigmi

di Giulio Virgi
È ormai diventato un luogo comune paragonare ad una guerra vera e propria la battaglia in corso contro il Coronavirus.
Non tutti ritengono che si tratti di un’immagine appropriata, non essendo fortunatamente presenti, almeno per ora, alcune caratteristiche fondamentali dei conflitti. Manca soprattutto il ricorso alla violenza di massa organizzata dagli Stati, che provoca estese distruzioni e l’uccisione di un gran numero di persone. Eppure alcune analogie sono evidenti: con la guerra, infatti, questa epidemia in atto condivide diverse caratteristiche importanti.
Innanzitutto, c’è la paura: una paura fisica che riguarda in primo luogo l’incolumità e la sopravvivenza personale. Non ci si spara, ma molti comportamenti individuali riflettono il sospetto nei confronti di chiunque s’incontri, in quanto potenziale portatore di una minaccia tanto concreta quanto invisibile…

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