Il Coronavirus imprime un’accelerazione al Cambiamento. Cadono come birilli consolidati paradigmi

di Giulio Virgi
È ormai diventato un luogo comune paragonare ad una guerra vera e propria la battaglia in corso contro il Coronavirus.
Non tutti ritengono che si tratti di un’immagine appropriata, non essendo fortunatamente presenti, almeno per ora, alcune caratteristiche fondamentali dei conflitti. Manca soprattutto il ricorso alla violenza di massa organizzata dagli Stati, che provoca estese distruzioni e l’uccisione di un gran numero di persone. Eppure alcune analogie sono evidenti: con la guerra, infatti, questa epidemia in atto condivide diverse caratteristiche importanti.
Innanzitutto, c’è la paura: una paura fisica che riguarda in primo luogo l’incolumità e la sopravvivenza personale. Non ci si spara, ma molti comportamenti individuali riflettono il sospetto nei confronti di chiunque s’incontri, in quanto potenziale portatore di una minaccia tanto concreta quanto invisibile…

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“Moriranno più persone a causa della Crisi economica che per il Virus stesso”

di Gavin Jones
Le imprese italiane contano gli alti costi del blocco da Coronavirus…
“La decisione giusta è quella di rimanere a casa”, ha detto il primo ministro Giuseppe Conte, quando ha imposto il blocco lunedì scorso. La maggior parte degli italiani sta seguendo il suo consiglio, con strade e piazze abbandonate su e giù per il paese di 60 milioni di persone.
Secondo l’economista Lorenzo Codogno, la produzione giornaliera nella terza economia della zona euro, è inferiore di circa il 15% rispetto ai livelli normali. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, ha avvertito mercoledì di una “caduta significativa” del prodotto interno lordo quest’anno.
Dietro le cifre ci sono migliaia di aziende che rischiano la chiusura quando la loro vitale liquidità quotidiana si prosciuga, sollevando enormi dubbi sulla promessa di Gualtieri che “nessuno perderà il lavoro” a causa dell’epidemia…

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Noia a mille e cibo a casa con i robot, la Cina in 2 scatti al tempo del virus

di Maria Elena Viggiano
Le ripercussioni economiche che la Cina dovrà affrontare a seguito dell’epidemia del coronavirus sono indubbie. Secondo l’Oxford Economics, le stime di crescita per il primo trimestre del 2020 saranno inferiori al 4% e per il resto dell’anno è previsto un 5,6%. Prima del virus si parlava del 6%.
Si tratta di un colpo durissimo e di prendere consapevolezza che il “sogno cinese”, di essere un paese sempre più forte economicamente e al centro del mondo, subirà una battuta di arresto. Il presidente Xi Jinping ha deciso di prendere delle misure mai adottate in precedenza per il contenimento dell’epidemia: quarantena per 60 milioni di cinesi ed oltre 700 milioni di persone in isolamento a causa di restrizioni dei viaggi…

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OMS: “L’Italia è il banco di prova del Coronavirus”. Quando il complottismo ha ragione

di Guido da Landriano
L’Italia è forse la “Cavia” per testare gli effetti del Coronavirus?
Continuano le stranezze dell’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha ufficialmente dichiarato che l’Italia è “Il banco di prova di quanto succede con il Coronavirus”, come candidamente ammesso da wired.it.
Ecco uno screenshot dell’articolo di Wired

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