Il piano terrificante dell’Impero, per il franchising dei Caschi Bianchi in tutto il mondo

di Caitlin Johnstone
I Caschi Bianchi sono una società di propaganda di guerra, con vasti legami, sia con il lucrativo sostegno finanziario occidentale, sia con note fazioni terroristiche.
Me ne stavo seduta bevendo il caffè, in questa bellissima mattina australiana, a guardare due dei miei personaggi preferiti dei media indipendenti improvvisare un’intervista: di Corbett Report e la nota giornalista investigativa indipendente, Vanessa Beeley. A circa a due terzi, sono quasi caduta dalla sedia…
Ecco la seguente conversazione agghiacciante sulla natura della forte protezione, da parte dei media dell’establishment della molto pubblicizzata “Difesa Civile Siriana”, nota anche come “Caschi Bianchi”:
Beeley: “Per quale motivo quest’organizzazione è protetta in misura così grande? Penso che sia perché l’apparato imperialista sta difendendo l’idea. Abbiamo già visto il fondatore dei Caschi Bianchi, James Le Mesurier, durante il reclutamento in Brasile.
Sappiamo che i Caschi Bianchi sono apparsi in Malesia, in Venezuela e nelle Filippine. Ebbene, perché questo mi è passato per la testa così tante volte… sono solo 3.000 criminali e teppisti, che sono emersi dai ranghi dei terroristi o dall’ “Esercito siriano libero” (tra virgolette), dalle schiere di estremisti moderati, per diventare Caschi Bianchi, allo scopo di continuare ad essere pagati facendo lo stesso lavoro, ma sotto un’altra egida

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Il pericolo che viene dalle Auto-robot: possono essere usate come armi!

di Franco Iacch
I “veicoli autonomi” rischiano di essere trasformati in armi, costringendo i governi di tutto il mondo a bloccare le automobili gestite da compagnie straniere. È questo il monito lanciato da Qi Lu, direttore del programma di guida autonoma di Baidu, a margine del Consumer Electronics Show dell’inizio di gennaio (2018).
“Le preoccupazioni per la sicurezza dovrebbero diventare un problema per i produttori di automobili e le aziende tecnologiche globali, compresi gli Stati Uniti e la Cina. Non ha nulla a che fare con un particolare governo, ma con la natura stessa del sistema automatizzato. Hai un oggetto che è in grado di muoversi da solo. E quell’oggetto è per definizione un’arma”

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I decaloghi ai tempi del terrorismo e la pornografia dei media

Propaganda mediatica

di Antonio Cipriani
Seduto da sempre dalla parte del torto, dal momento che questa rubrica di fine settimana si chiama Polemos, e in qualche modo evoca il demone del conflitto, ho pensato di parlare dei media al tempo del terrorismo. Partendo dal buon senso smielato di un decalogo su come si fa informazione e che parte dal tasto dolente delle verifiche…
Girano in queste ore serissimi e apprezzatissimi decaloghi su come si fa giornalismo ai tempi del terrorismo. Manuali di stile che vanno per la maggiore e che partono tutti con la meravigliosa frase: “Ogni fatto che pubblicherete dovrà essere puntualmente verificato”. Puntualmente c’è sempre. Su verificato, sorrido.
Per prima cosa, penso che non sia necessario fare uno schemino in cui si parla di giornalismo ai tempi del terrorismo. Perché si potrebbe dire: in tempi di guerra? (E viene in mente Marc Bloch…) Ma poi io aggiungo: e in tempi di pace? O lungo le strade delle nostre città gentrificate nel silenzio, nell’epopea della distruzione culturale e sociale quotidiana, parlando di migranti, di lavoratori, dei nostri figli precari, della povertà, della privatizzazione feroce di ogni bene comune? In quei casi le verifiche servono? O basta ignorare i fenomeni per vivere sereni e contenti?…

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La Straordinaria Esperienza del sacerdote francescano Abuna Nirwan in Iraq

Sacerdote francescano Abuna Nirwan

La storia che racconteremo si è svolta il 14 luglio 2007, quando Abuna Nirwan era andato a far visita alla sua famiglia in Iraq. Abuna Nirwan è un sacerdote francescano originario dell’Iraq, che prima dell’ordinazione ha studiato Medicina.
Destinato alla Terra Santa, nel 2004 si è visto concedere dalle Suore Domenicane del Rosario, fondate da Santa Marie Alphonsine Danil Ghattas (palestinese, canonizzata nel 2015), una reliquia della loro fondatrice e un rosario da lei utilizzato, che padre Nirwan porta sempre con sé.
Quando nel 2009 Benedetto XVI ha approvato il miracolo per la beatificazione della religiosa, è stato richiesto dalla Santa Sede che si procedesse alla riesumazione del suo cadavere. In genere il compito spetta al vescovo locale, che designa un medico presente. È stato allora chiesto a Abuna Nirwan di eseguire la riesumazione e di elaborarne un rapporto medico. Due anni prima aveva avuto luogo un fatto davvero straordinario, riferito dal sacerdote Santiago Quemada nel suo blog Un sacerdote en Tierra Santa.
La storia che racconteremo si è svolta il 14 luglio 2007, quando Abuna Nirwan era andato a far visita alla sua famiglia in Iraq. Era andato con un taxi contrattato alla frontiera siriana. Lo ha raccontato egli stesso nell’omelia di una Messa che ha celebrato a Bet Yalla:…

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Assad: “L’Europa aiuta i terroristi” 

Occhi della Guerra - Intervista ad Assad

di Matteo Carnieletto
Da Damasco. La strada che porta dal Libano alla Siria è interrotta da continui check point. I lealisti controllano ogni mezzo che passa, perché il rischio di attentati è ancora altissimo. Gli Occhi della Guerra tornano ancora in Siria. Nel momento più delicato per la storia di questo tormentato Paese: dopo la liberazione di Aleppo e la firma dell’accordo per il cessate il fuoco.

Assad ci accoglie in una delle sue residenze. Ha il volto rilassato e saluta tutti con un sorriso e una stretta di mano. Riusciamo a porgli alcune domande. Prima di tutto sui migranti…

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L’Europa è stata deliberatamente sommersa dalla paura

L’Europa è stata deliberatamente sommersa dalla paura

di F. William Engdahl 
Negli ultimi due anni, sull’Europa converge molto interesse e fra la popolazione viene diffusa la paura.

Abbiamo una guerra in Siria alimentata dal Qatar, dall’Arabia Saudita e, in forma predominante da Washington (Amministrazione Obama). Se non fosse per questa guerra, non avremmo avuto quest’ondata di profughi e rifugiati siriani, che in buona parte si è riversata sull’Unione Europea. Tuttavia, la fonte dei rifugiati non è stata mai discussa in Europa.

Gli angloamericani hanno aperto loro le braccia nella primavera del 2015 ed hanno detto “diamo…

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Casa Bianca e CIA dietro il business delle guerre

Il commercio delle armi illegali gestito da Washington e dalla CIA

di Martin Berger
Come è stato più volte sottolineato anche da analisti americani, politici e giornalisti statunitensi stanno lavorando “mano nella mano” per tenere nascosti i loro crimini ed orrori ai loro concittadini.
Non è quindi un lavoro facile quello di trovare una qualche conferma per quanto riguarda tali orrori imposti da Washington in tutto il mondo, in nome del bene più grande per gli americani. Le elite politiche USA hanno imparato, dall’esperienza di aver trasmesso gli eventi della guerra del Vietnam, che essi devono tenere assolutamente occultati tutti i fatti spiacevoli agli occhi del pubblico americano. Da quel momento in poi, la trasmissione di nefandezze ed “orrori” delle guerre (provocate dagli USA), è severamente proibita negli Stati Uniti, quindi i media non hanno alcuna possibilità di rendere pubblica la vera natura dei sanguinosi massacri commessi da militari americani durante le varie guerre. Anche le immagini dei corpi dei soldati americani caduti e riportati a casa dalle guerre all’estero, sono rigorosamente vietate nello spazio dei media pubblici…

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La verità di una siriana: “Molti profughi sono jihadisti”

La verità di una siriana: "Molti profughi sono jihadisti"

Virale sui social il suo discorso tenuto durante una manifestazione a Belgrado: “Invece di accogliere tutti, perché non aiutate la Siria a sconfiggere l’Isis? Nessuno ha pianto per i 100mila soldati caduti per combattere il terrorismo”
“Cari amici, sono qui oggi davanti a voi come un’orgogliosa cittadina siriana, per dirvi che prima di questa guerra (…) non conoscevamo l’ingiustizia, il terrorismo o la criminalità. (…) Ma la cosa più importante è che prima di questa guerra, non esistevano i profughi siriani”.

Inizia così il discorso di una donna siriana durante la…

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Lettera aperta all’Umanità (16/11/2015)

lettera aperta all-umanita

di Marie Ribeill

Non è facile trovare le parole che diano pace, ordine e guarigione. Nella vita ci sono tragedie che rendono muti di dolore e di stupore… Tutti quanti abbiamo quella piccola breccia dove di soppiatto si insinua l’illusione della sicurezza e dell’indifferenza. Quando l’Uomo si crede al sicuro, vive rinchiuso nella sua bolla ed è sordo alle urla della gente in affanno attorno a lui. Ma quando arriva il dramma che fa scoppiare la bolla, all’improvviso l’uomo si sente vulnerabile, ed ecco che allora sembra diventare più lucido e attento. La bolla è scomparsa, l’ora della consapevolezza è suonata.

Quest’ultima settimana i miei compatrioti ed io stessa abbiamo vissuto uno shock che ci ha fatti uscire all’improvviso da un…

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