Le proprietà curative dell’Equiseto, per rinforzare le ossa e combattere l’osteoporosi

Dott. Walter Bottai
L’Equiseto fu usato fin dall’antichità per le sue importanti proprietà, per affezioni dell’apparato respiratorio, come antidiarroico, nelle emorragie specie nasali e come emostatico generale e per i suoi effetti diuretici e cicatrizzanti anche nelle ulcere intestinali. Inoltre, grazie al suo alto contenuto di silicio, l’equiseto si consiglia per chi è affetto da patologie ossee.
Nome scientifico: Equisetum arvense. Etimologia: equi=cavallo, seta=pelo grosso, crine, per la somiglianza delle sue foglie e della sua forma con la coda dei cavalli. Arvense deriva da arvum cioè campo, pianta che cresce nei campi. Nomi volgari: coda cavallina dei campi, cosa equina, erba rugna, rasperela, rasparela, rasperella,  codabussina, coa ad caval, cucitolo.
Una pianta
È comparsa sulla terra circa 350 milioni di anni fa (periodo carbonifero) e da allora è rimasta inalterata evolutivamente parlando, salvo per le dimensioni che allora erano maggiori. La pianta è diffusa in tutti i continenti tranne che in Australia.
Curiosità
Il nome “rasperella” deriva la latino asper= ruvido, rugoso e si riferisce ad un uso antico; la si impiegava infatti per lisciare il legno, ma un uso di questo tipo pare sia stato fatto anche per levigare avorio e altri materiali. Del resto il contenuto di silicio la rende alquanto abrasiva…

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Vitamina K: un’indispensabile sconosciuta

di Alessandra Spaziano
Le vitamine sono alla base del corretto funzionamento del nostro corpo. Esse aiutano le nostre cellule nelle varie attività enzimatiche e sono indispensabili per la vita stessa.
La vitamina “K” è alla base di alcuni sistemi di coagulazione, cioè quel processo che permette alle ferite di cicatrizzare e che quindi limita la perdita di sangue. Il ruolo di questa vitamina è quello di fungere da co-attivatore di alcune proteine della coagulazione, tra cui la protrombina e quelle definite “fattori VII, IX e X”. Inoltre, la vitamina K funge da attivatore della osteocalcina, una delle proteine che ha il ruolo di mineralizzare le ossa, cioè di “fissare” i minerali e il calcio di cui hanno bisogno le nostre ossa per essere sane e funzionali.
Quante vitamine K esistono?

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Alimentazione e pH: scopri come ottenere l’Equilibrio Alcalino

di Stella Bellomo e Barbara Lupi
“Siamo ciò che mangiamo”, diceva Ludwig Feuerbach, ovvero il cibo che scegliamo di consumare, ogni giorno e l’acqua che beviamo, di rubinetto o in bottiglia, oltre a trasformarsi nella materia prima che costituisce il nostro corpo, influisce positivamente o negativamente sul funzionamento e benessere del nostro intero organismo.
La chimica stessa del nostro sangue, per esempio, è fortemente condizionata da ciò che mangiamo, così come il pH delle nostre cellule, che varia molto in base al tipo di sostanze nutritive introdotte con l’alimentazione e può essere:
-Ph acido, se il suo valore è inferiore a 7
-Ph basico, se il suo valore è superiore a 7
-Ph neutro, se il suo valore corrisponde a 7
Nelle abitudini della nostra società contemporanea, ci sono tendenze particolarmente favorevoli al manifestarsi di un’acidosi metabolica, ovvero di uno stato di acidità corporea continuo…

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Chi sono i più grandi consumatori di formaggi? Quale incidenza su obesità e osteoporosi?

dal Blog: “Papille Vagabonde”
Esiste una relazione evidente tra un alto consumo di formaggi e problemi di salute come obesità e osteoporosi?
Ho voluto confrontare i dati di una classifica del 2014 del Wall Street Journal, relativa ai paesi con più alto consumo di formaggio, con le statistiche di alcune patologie tipo obesità e osteoporosi, che sono in qualche modo collegate, nella cultura comune, al consumo di formaggi, per vedere se a livello statistico, ci sia una relazione evidente.
Chi sono i più grandi consumatori di Formaggi nel mondo?
1. Francia: 25,9 kg per abitante nel 2013

2. Islanda: 25,2

3. Finlandia: 24,7

4. Germania: 24,3

5. Estonia: 21,7

6. Svizzera: 21,3

7. Italia: 20,7

8. Lituania: 20,1

9. Austria: 19,9

10. Svezia 19,8
Il consumo pro

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Cibi ricchi di calcio: la cipolla è meglio del latte!

Cipolle fonte di calcio

di Agnese Tondelli
Cerchi cibi ricchi di calcio per rinforzare le ossa? Meglio scegliere spezie, verdura e legumi. Le proteine animali potrebbero infatti danneggiare lo scheletro…
Ce l’hanno insegnato fin da piccoli. Il latte, i latticini, i prodotti caseari sono tra i cibi più ricchi di calcio, quelli cioè che ci aiutano a mantenere in salute le nostre ossa. Giusto? Sbagliato! La ricerca scientifica si sta evolvendo continuamente nella direzione opposta. E oggi scopriamo che una cipolla è in realtà più adatta del latte per prevenire fratture e altre lesioni alle ossa.
Cibi ricchi di calcio: il latte è così importante?
“Non c’è nessuno studio che abbia dimostrato in modo chiaro che, mangiare latte e formaggi protegga dalle fratture ossee. Anzi, ci sono addirittura dei sospetti contrari!”

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Ti sembrerà assurdo, ma più bevi latte più le tue ossa si decalcificano

bere latte

Il latte è stato a lungo raccomandato da medici e nutrizionisti per aumentare l’assunzione di calcio e aiutare a mantenere le ossa forti. Ma una nuova ricerca dell’Università di Uppsala, in Svezia, pubblicata sul British Medical Journal, indicherebbe che non è esattamente così che stanno le cose
Nello studio sono state monitorate 61.000 donne e 45.000 uomini per 20 anni, scoprendo che non vi era alcuna riduzione delle fratture per coloro che hanno consumato latte nella loro vita. Anzi, nelle donne il consumo dell’alimento è stato associato ad una maggiore probabilità di subire una frattura. Coloro che hanno bevuto tre bicchieri o più al giorno (680ml) avevano il doppio delle probabilità di morire presto rispetto a chi ne ha consumato meno di uno…

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Perchè beviamo il latte?

Perchè beviamo il latte?

Non so quanti di voi si siano posti interrogativi sul perché beviamo il latte. Osservando un po’ la natura possiamo subito renderci conto come l’essere umano sia l’unico essere vivente in questo mondo che, dopo un periodo di allattamento necessario per la crescita , che va dalla sua nascita fino all’anno di vita, continui a bere latte per tutta la vita e , come se non bastasse, preferisce latte non della sua specie. In effetti da adulto l’essere umano beve latte vaccino, di capra, e di qualunque altra specie ma non quella umana. Non vi sembra strano?…

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