Quando ti ritrovi a dire “non cambia mai niente”

di Lino Fusco
Dopo tanto lavoro su di sé una persona può arrivare a dire “non cambia mai nulla”.
Magari ha fatto tanti cambiamenti importanti in diverse aree della sua vita, ha sviluppato nuovi modi di guardare alla realtà, ha smesso di lamentarsi in modo sterile e sta lavorando sui suoi obiettivi, ha imparato a comunicare in modo più efficace, ma alcune cose restano sempre le stesse…
Ad esempio, sono presenti pensieri quali: “non mi sento mai all’altezza di questa situazione”, “non mi sento mai adeguato al mio lavoro”, “non riesco mai a vivere una relazione con serenità”, “non riesco ancora a farmi rispettare”

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Ricordati di te… ora!

di Gabriella Costa 
Non aspettare più qualcosa che arrivi dall’esterno e che abbia il potere di trasformare in meglio la tua vita. Sei tu e soltanto tu che puoi fare la differenza.
Noi non siamo qui per fare numero, noi siamo qui per fare la differenza e secondo il potenziale di autostima che vogliamo impegnare, possiamo farla per noi e per la nostra famiglia, ma anche per il pianeta stesso.
Cambiare modo di guardare le cose importanti che ci riguardano, comporta anche  la possibilità di ascoltarci di più e di rispondere da subito ed in maniera prioritaria alle nostre esigenze. Tu che leggi, sei disposta a credere che già oggi avresti tutto quello che chiedi, se ieri ci avessi creduto davvero? Certo, se lo avessi fatto in precedenza, saresti giunta dove volevi, avresti già quello che dicevi di volere, faresti già quello che dicevi di voler fare. Ma non è troppo tardi!…

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“Gli opposti non si attraggono”: il vantaggio di essere simili

di Igor Vitale
Molto spesso è stato riscontrato, nei detti popolari, un fondamento scientifico. Non pare esser così per il famoso “gli opposti si attraggono”: la maggior parte degli studi di psicologia sociale, perlomeno, suggerisce che sono i simili ad attrarsi, e non gli opposti.
Tendiamo a valutare positivamente le persone simili a noi, sia per quanto riguarda la somiglianza fisica, sia per quanto riguarda la somiglianza nei termini della personalità, degli hobby e così via. Questa tendenza avviene per mantenere alta l’autostima, e anche perché naturalmente siamo più in grado di comprendere le persone a noi simili.
Per mantenere alta l’autostima abbiamo infatti diverse strategie:
1. valutare positivamente noi stessi. Questa strategia è molto esplicita, e tende proprio per questo ad essere poco utilizzata, proprio perché è molto esplicita. Per non apparire vanitosi pochi scelgono questa alternativa…

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Famiglie tossiche: caratteristiche

Nella maggior parte dei casi nelle famiglie tossiche soffrono i figli, poiché più vulnerabili.
Le famiglie tossiche sono come delle piccole isole cariche di conflitti, comandi e dinamiche disfunzionali che interessano tutti i membri.
Sappiamo anche che l’aggettivo “tossico” va molto di moda. Tutti voi avrete sicuramente ascoltato o utilizzato espressioni del tipo “la mia relazione è tossica” o “ho un collega tossico”. È importante sottolineare che questa etichetta non corrisponde a nessuna descrizione clinica e che non esiste nessun manuale di psicologia che la definisca come una patologia o un disturbo. Tuttavia, il suo uso colloquiale, raggruppa un insieme di processi che si identificano alla perfezione con la parola “tossicità”…

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Solitudine di coppia: quando chi ci sta accanto non ci soddisfa a livello emotivo

Dobbiamo capire che sentirsi soli nonostante la presenza degli altri, non fa altro che consumarci e distruggerci poco alla volta. Avere il coraggio di ammetterlo e allontanarci da questo contesto, è il modo migliore per iniziare a vivere una vita più appagante ed emotivamente sana.
C’è una frase che a detta di tutti rivela una grande verità, anche se in pochi ci hanno davvero riflettuto e l’hanno messa in pratica, “meglio soli che male accompagnati”. È un chiaro riferimento alla solitudine di coppia, forse la più terribile di tutte.
Se l’idea di non avere nessuno accanto ci fa paura e ci spaventa, immaginiamo come dev’essere sentirsi soli anche in compagnia del partner. Purtroppo, però, si tratta di una situazione più comune di quanto pensiamo. E i problemi iniziano quando, pur sapendolo, non si fa nulla al riguardo…

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Attenti al Linguaggio che usate con voi stessi, l’Inconscio ascolta

Ogni nostra decisione, ogni stato d’animo, ogni malattia, ogni comportamento, ogni cambiamento fisiologico ecc. ha origine dalla comunicazione che abbiamo continuamente con noi stessi.
Se ci rivolgiamo a noi stessi con un linguaggio debilitante, il risultato sarà un comportamento e conseguenze debilitanti, mentre se ci rivolgiamo a noi stessi con un messaggio di potere e di possibilità, il nostro comportamento determinerà come risultato potere e successo.
Rivolgersi a se stessi con parole tipo: “io sono un fallito”, “che sbadato che sono”, “io sono una persona negativa”, “io sono sfortunato”, “io sono stressato”, “capitano tutte a me”, “non ce la farò mai”, “sono un incapace”, “che stupido che sono” ecc. significa gettare il seme di un malessere inconscio…

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Non scaricare le frustrazioni sui propri figli

Prima di riversare la vostra ira sui vostri figli, dovete rendervi conto che essi non sono colpevoli dei vostri problemi e che bisogna evitargli inutili sofferenze che potrebbero minarne l’autostima.
I nostri figli non meritano di ricevere tutto il nostro stress, le nostre ansie, le nostre paure causati dalle brutte esperienze che possono capitarci di tanto in tanto. È facile urlare loro contro, arrabbiarsi e persino, punirli senza alcuna ragione. Non ci rendiamo conto, però, che non sono colpevoli di ciò che ci è andato storto nel corso della giornata o per quanto, ad esempio, ci sentiamo frustrati per i problemi con il nostro partner. Nessuno è colpevole di ciò che vi succede, men che meno loro…

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La bacchetta magica

Usare la magia

di Daniela Martini
Ogni essere umano possiede una bacchetta magica… ma non sa di possederla e quindi non la usa.
E’ una nostra caratteristica, come quella di poter vedere o sentire, ridere o piangere. Non usarla è come decidere di vivere una vita con gli occhi chiusi. Ci hanno insegnato a camminare, a parlare, a fare delle scelte, ma nessuno mai ci ha insegnato come si usa la nostra bacchetta, anzi, diciamo che ci è toccato disimpararlo. Quindi, non è colpa nostra se fino ad ora non l’abbiamo usata, ma questa è l’Era del risveglio, iniziata a grosse linee nel 2012, è…

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Il Coraggio dell’Imperfezione

Il Coraggio dell’Imperfezione

di Marco Ferrini
Non considerare quante volte sbagli, ma quanto sei disposto a correggerti.
In molte occasioni mi trovo ad aiutare persone oppresse da sensi di colpa per errori che hanno commesso. Qual è l’attitudine che ci consente di uscire da questa condizione? La potrei sintetizzare nella definizione: “il coraggio dell’imperfezione”.
Come ho spiegato spesso, il coraggio dell’imperfezione è base imprescindibile per il nostro progresso evolutivo. Riconoscere ed accettare i nostri limiti, senza autocommiserazione ma con autentica compassione per noi stessi (ben diversa dal pietismo e dal vittimismo), è il primo decisivo passo per riprogettarci con motivata speranza, serenità e fiducia in Dio…

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Accettare il fango che c’è nella nostra vita

Accettare il fango della vita

di Brenda Shoshanna
Molti credono che la loro vita sia stata rovinata da rapporti sbagliati e da situazioni che non sono riusciti a cambiare o a controllare.
Quando ci troviamo in una situazione che non ci piace, o in un rapporto che ci ferisce o non va come vorremmo, cerchiamo tutte le spiegazioni possibili. Pensiamo che questa situazione spiacevole getti un’ombra su di noi, e che dobbiamo cercare di cambiarla per recuperare la nostra dignità.

Decidiamo che qualcosa ci minaccia e ci diamo da fare per rafforzare le nostre difese. Ci sembra di essere ogni volta rifiutati e di non potere amare mai più. Tutte queste idee e interpretazioni che aggiungiamo alle situazioni, sono proprio ciò che ci tiene imprigionati nel fango della nostra vita…

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La vita è troppo breve per fare il lavoro sbagliato

La vita è troppo breve per fare il lavoro sbagliato

La vita è troppo breve per fare il lavoro sbagliato, per investire tempo e sforzi in qualcosa che, lungi dall’apportarci benessere e un’identità sociale, ci conduce verso una chiara infelicità o ci fa soffrire d’ansia e di frustrazione.
Tutti sappiamo quanto sia difficile al giorno d’oggi trovare il “lavoro ideale”, quello che ci identifica e per il quale abbiamo studiato. Nella maggior parte dei casi, infatti, ci adattiamo semplicemente all’avere un lavoro, qualsiasi esso sia, perché oggigiorno i modelli sociali ed economici sono cambiati, a tal punto che la domanda di lavoro non corrisponde assolutamente all’offerta.
Se riusciamo a dedicare la nostra vita a quello che ci piace, ci guadagneremo in energia e vitalità: non esiste maggiore sensazione di pienezza che quella di guadagnarci da vivere con ciò che ci appassiona. Vi invitiamo a riflettere proprio su questo…

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Ti hanno insultato? ecco alcune tecniche per reagire positivamente

Essere indifferenti agli insulti

Se conosci il nemico, ti è più facile combatterlo. Ma devi proprio farlo? Si può anche non reagire agli insulti.
Se qualcuno ti insulta, chiediti perché lo stia facendo? Vuole forse umiliarti per sentirsi superiore? Allora la sua azione è solo da compatire.
Oppure ha bisogno di scaricare un po’ della propria rabbia? Fatti sempre questa domanda: perché lo sta facendo? E’ a seconda della risposta, che devi scegliere come comportarti. Tieni, comunque, sempre presente che gli altri non ti possono offendere, possiamo solo “offender-ci”… noi.
Diceva Leone Tolstoj: “Tutto dipende dal pensiero. È l’inizio di tutte le cose. Possiamo gestire i nostri pensieri”.

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Non esiste la mancanza di tempo, ma di interesse

Ragazza sola e due tazzine di caffè

Non esiste la mancanza di tempo, ma la mancanza di interesse, perché quando la gente vuole davvero, l’alba diventa giorno, martedì diventa sabato e un momento si trasforma in un’opportunità.
Chi si aspetta molto, viene deluso e soffre. La verità è che la mancanza di interesse fa male, e molto. Va oltre la delusione, sono crudeli fitte di dolore allo stomaco, come se qualcosa da dentro ci strappasse l’anima.
Nel momento in cui ci feriscono, non possiamo fare nulla per alleviare questo dolore, se non essere prudenti di fronte all’abbandono e all’umiliazione, cosa che presuppone…

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Autosabotaggio: perché siamo i nostri peggiori nemici (e come evitarlo)

Jean-François Millet – Uomo con la zappa (1860)

Sai qual è definizione di autosabotaggio? No?! Eppure si direbbe che tu sia un esperto di “zappa sui piedi”! È tempo allora di conoscere meglio questa trappola mentale e liberarsene per sempre.

“Non faccio nulla contro me stesso, eppure sono il mio carnefice.” John Donne.

Per farti comprendere, voglio raccontarti una storiella, la storiella del topolino chiacchierone: Durante un’inondazione, uno scoiattolo, una lepre e un topolino chiacchierone si ritrovano disperatamente aggrappati ad un tronco d’albero, che viene trascinato con violenza dal fiume in piena.

Un cigno…

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Chiediti che cosa faresti se non avessi paura

Chiediti che cosa faresti se non avessi paura

di Michela Marini, autrice del Blog: Diario di una Ragazza Indaco

Inizio questo articolo partendo da una breve storia, la mia personale storia.
Circa due anni fa, quando decisi di pubblicare il blog avevo molti dubbi, paure, esitazioni. Non mi sentivo all’altezza, continuavo a ripetermi “Chi sono io per dire la mia?” “Per quale bizzarro motivo la gente si soffermerà a leggermi?” “A nessuno interessa di me” oppure “Ci sono cosi tanti blogger migliori di me”. Nonostante queste mie insicurezze, una sera mi feci coraggio. La verità è che più volte sognai il titolo del blog, una voce continuava a ripetermi “Diario di una ragazza indaco” “Segui sempre il tuo intuito”, cosi, una sera nel febbraio del 2014, cliccai sul bottone arancione della tendina del profilo google ed iniziai a creare il blog.
Non mi aspettavo nulla, scrivevo, ogni qual volta sentivo la necessità di comunicare pensieri, idee, letture. L’unica cosa che m’importava era condividere con gli altri quello che faceva stare bene a me. Nonostante avessi paura del giudizio, dei lettori e di chi mi stava intorno, proseguivo e pubblicavo. Nel corso dei mesi successivi, senza rendermi conto…

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