I Deputati del Parlamento Europeo Chiedono che l’Aborto Diventi un “Diritto Fondamentale”

di Michael Cook
La decisione della Francia di includere il diritto all’aborto nella sua Costituzione ha rilanciato le iniziative per includerlo nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione europea.
“Decidere del proprio corpo è un diritto fondamentale (…peccato che questo concetto non valesse invece quando la gente veniva obbligata a farsi i sieri malefici… – nota di conoscenzealconfine): non c’è uguaglianza se le donne non possono farlo; è impossibile senza il diritto all’aborto”, ha affermato Karen Melchior, deputata danese al Parlamento Europeo.
C’è un intoppo però. La modifica della Carta richiede il voto unanime di tutti i membri dell’UE. Ed è improbabile che la Polonia, Malta o almeno l’Ungheria siano d’accordo. Quindi, nonostante i discorsi degli attivisti, è improbabile che l’UE segua le orme della Francia…

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Bergoglio Riceve in Udienza Privata il Capo dell’OMS G. Tedros

Papa Francesco ha ricevuto nella mattinata del 24 luglio, in udienza privata in Vaticano, il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus.
Tedros, noto anche per le sue posizioni abortiste, ha incontrato Papa Francesco in udienza privata il 24 luglio, in un incontro che è stato annunciato solo successivamente nel bollettino quotidiano della Santa Sede.
Al momento i contenuti dell’incontro sono un mistero, in quanto non sono stati usciti ulteriori dettagli dal Vaticano nemmeno sulle testate che avevano chiesto conto dell’incontro agli addetti stampa vaticani.
Tedros, che guida l’OMS come direttore generale dal 2017, aveva già incontrato Papa Francesco nel 2018 quando avevano discusso di “>modi per garantire che tutte le persone possano ottenere l’assistenza sanitaria di cui hanno bisogno, chiunque siano, ovunque vivano”. Tedros aveva elogiato il “sostegno di Papa Francesco al nostro sforzo per estendere il diritto alla vita e alla salute a tutte le persone”

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Corte Costituzionale Usa: l’Aborto non è un Diritto Costituzionale

di Andrea Zhok
Riassumendo: la Corte Costituzionale del paese che comanda la Nato ha deciso che l’aborto non è un diritto costituzionale, ma un eventuale diritto legale sancito dalle legislazioni dei singoli stati, se così ritengono di fare.
Manco si è asciugato l’inchiostro, che parte una delle usuali battaglie ideologiche dell’era proverbialmente “senza ideologie”.
Senza esclusioni di colpi si schierano gli eserciti dell’opinionismo a molla, ciascuno con il suo bel pacchetto di dogmi predefiniti da far valere, trattando la controparte come barbari infami.
In sostanza:
1) Come al solito le beghe interne di un paese di cui siamo colonia militare e culturale dettano l’agenda del dibattito italiano, e magicamente disoccupazione, inflazione, caos burocratico, deindustrializzazione, ecc. scompaiono dall’orizzonte…

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Vaccino Covid: “Centinaia di Bambini abortiti per creare una Linea cellulare”

John Henry Westen di Lifesitenews ha intervistato la ricercatrice Pamela Acker, autrice del libro “Vaccination: a catholic perspective” che riguarda la questione delle cellule di feto abortito con cui è stato lavorato il vaccino contro il Coronavirus, sia nel caso di Pfizer che nel caso di Moderna.
Come noto, si tratta della linea cellulare HEK-293, usata anche nel vaccino russo prodotto dall’Istituto Gamaleya (lo Sputnik), così come nelle ricerche per il vaccino portate avanti dalla Cina e dal Canada.
“Riguardo la linea cellulare HEK-293, una cosa che emerge negli articoli che ho guardato per le considerazioni morali del cas, è che la gente dice: Oh, non c’era documentazione sul fatto che fosse un aborto volontario, potrebbe essere stato un aborto spontaneo” dice la dottoressa Acker. “Ciò è abbastanza falso o ignora certi fatti, perché al fine di produrre una linea cellulare c’è un numero di cose molto difficili da fare”

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In India ci saranno 6,8 milioni di Bambine in meno

di Futura D’Aprile
L’aborto selettivo in base al sesso, continua ad essere una pratica molto diffusa in alcune parti del mondo: tra queste, particolare preoccupazione desta la situazione dell’India, dove la nascita di una bambina è ancora visto dalla famiglia e dalla società come un evento nefasto.
Il governo indiano ha cercato di mettere fine a questa pratica, ma i risultati fino ad oggi ottenuti si sono rivelati a dir poco deludenti. E il futuro non lascia ben sperare.
La ricerca
Una recente ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Plos One e realizzata dall’Università re Abdullah di Scienze e tecnologie di Thuwal, in Arabia Saudita, ha rivelato che entro il 2030 in India il numero di bambine subirà una drastica riduzione a causa dell’aborto selettivo. Nel Paese, la possibilità di interrompere la gravidanza è garantita entro la ventesima settimana, ma è possibile procedere con l’aborto anche successivamente in caso di pericolo di vita della gestante o di malformazione del feto.
Questa pratica però viene spesso utilizzata in maniera selettiva per evitare la nascita delle bambine e favorire invece il concepimento dei maschi, considerati una benedizione per la famiglia: i figli infatti potranno provvedere al sostentamento dei genitori e in caso di matrimonio non sarà necessario presentare una dote, come invece accade per le ragazze…

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Relatore ONU: i Valori cristiani violano i diritti umani…

Un Relatore speciale delle Nazioni Unite ha scritto un rapporto che si occupa delle credenze e dei valori religiosi tradizionali riguardanti la vita, il matrimonio e il sesso biologico.
Nel suo rapporto, il Relatore speciale sulla libertà di religione o di credo, Ahmed Shaheed, ha scelto di promuovere un’agenda controversa che include l’aborto e i diritti LGBT, argomenti non in linea con le convinzioni delle religioni non violente, rispettose della legge e dei loro fedeli. Così facendo, accusa le istituzioni religiose e coloro che ne aderiscono di discriminazione.
Il rapporto arriva a suggerire un ruolo più ampio per lo Stato nelle questioni dottrinali, qualora un’istituzione religiosa presenti “norme discriminatorie dannose per il genere”…

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Vescovo denuncia: Aborto (omicidio) al nono mese e Ingegneria genetica senza regole in Francia

di Francesca Romana Poleggi
Per “senza regole”, qui si intende “senza limiti”: la nuova legge sulla Bioetica francese cancella ogni regola morale…
Il vescovo Bernard Ginoux di Montauban, in Francia, ha espresso la sua grave preoccupazione in proposito, dopo che l’Assemblea nazionale ha votato (di notte e con l’aula semi deserta: erano presenti 101 deputati su 557) un emendamento alla legge di bioetica, che allarga notevolmente le possibilità di abortire.
C’è speranza che la norma possa essere cancellata dal Senato. Altrimenti l’aborto “medico” cioè l’aborto oltre i tre mesi (e fino alla nascita) sarà possibile non solo per malformazioni fetali o per pericolo di vita della madre, ma anche se un medico attesta che la donna soffre disagio psicologico e sociale per la nascita del bambino…

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Puoi disporre della tua Vita, ma non della tua Salute!

 di Davide Mura
Oggi, più che la Scienza, è lo Scientismo a dominare, ovvero un costrutto dogmatico basato sull’idea che se una cosa la afferma la scienza, allora è sicuramente giusta. Esso considera, quindi, la scienza infallibile.
Qualche tempo fa, su Primoarticolo ho fatto una breve riflessione sui vaccini, in rapporto a quanto prevede la nostra Costituzione. Il sunto è questo: non è in alcun modo giustificata l’imposizione dei vaccini in assenza di un’emergenza sanitaria. Viene lesa la libertà individuale, perché viene imposto un trattamento sanitario obbligatorio (TSO), senza che vi siano comprovate ragioni di necessità e urgenza connesse a questa imposizione.
Salta all’occhio, perciò, che – attraverso i vaccini – si voglia imporre alla popolazione un sistema sanitario basico, terzomondista e coercitivo, non già basato su una scelta libera, responsabile e consapevole del cittadino, bensì su un assunto alquanto discutibile: l’infallibilità della scienza, che rappresenta la negazione della scienza stessa e si traduce in scientismo

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Vermont come New York: aborto fino al nono mese

di Marco Respinti
“Nessuna autorità statale o locale potrà perseguire un individuo per avere indotto o eseguito, oppure tentato di indurre o di eseguire, l’aborto nel corpo di quell’individuo”. Con un tratto di penna, il legislatore dello Stato del Vermont (nordest degli Stati Uniti) ha cancellato il diritto di vita di tutti i nascituri fino al nono mese di gravidanza.
Lo Stato del Vermont ha detto sì alla peggior legge sull’aborto di tutti gli Stati Uniti, della loro storia e della storia umana. Lo ha fatto mercoledì 20 febbraio, di sera, ora locale, approvando, nel modo più democratico possibile, visto che in democrazia si vota anche su tabù come l’intangibilità della vita umana innocente, la proposta di legge H57.
Che sia la legge peggiore lo dice la legge stessa: “Questo disegno di legge, propone di riconoscere come diritto fondamentale, la libertà di scelta riproduttiva e di vietare a qualsiasi entità pubblica di interferire o di limitare il diritto di un individuo a porre termine alla propria gravidanza”…

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Dal Burqa all’Utero in affitto

Un mondo di violenze diverse, violenze che potremmo definire “politicamente scorrette” che riflettono la fragilità femminile di fronte a un mondo che, ancora oggi, non sa riconoscere a pieno la dignità e diversità della donna.
Donne usate per l’utero in affitto

Si tratta di donne a volte ingannate, a volte forzate, a volte portate dalla povertà a prestarsi alla fecondazione e alla procreazione conto terzi. Si sottopongono a cicli di fecondazione artificiale dolorosi e dannosi e portano avanti gravidanze che terminano con l’adozione del loro figlio. È una pratica che le rende macchine da procreazione e che lede la loro dignità (oltre che il diritto dei nascituri a non essere procreati per essere poi dati in adozione e allontanati dalla madre naturale).

In Italia, non vi…

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