L’uomo che parla alle piante – un nuovo paradigma agricolo

Don José Carmen Garcia Martinez

Gli appassionati di botanica e di giardinaggio sostengono spesso di parlare alle loro piante per farle prosperare. Leggenda o no, in Messico vive un uomo che applica questa regola alla lettera e riesce a coltivare ortaggi giganti, semplicemente parlando con loro!
Miracolo o leggenda?
Ottenere cavoli di 45 chili, foglie di bietola lunghe 1 metro e mezzo, piante di mais che raggiungono un’altezza di 5 metri, 150 tonnellate di cipolle per ettaro invece delle 16 tonnellate medie e altro ancora… La persona che riesce a compiere questi prodigi con tecniche ecocompatibili, si chiama Don José Carmen Garcia Martinez.
Negli anni ‘70, per far fronte ai problemi causati da un suolo sterile, il giovane agricoltore non si disperava, e invece di usare concimi e altri espedienti chimici, iniziò a parlare con il terreno. Secondo lui, la terra e le piante hanno una forma di intelligenza che permette loro di comunicare con l’uomo. Basta sapere come parlare con loro, e soprattutto ascoltarle!…

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Orti in città, così Detroit è diventata la capitale delle fattorie urbane

Orti in città, così Detroit è diventata la capitale delle fattorie urbane

La città, colpita dalla crisi dell’auto, ha cambiato faccia. Ci sono 1.400 orti gestiti dai cittadini, un intero quartiere agricolo e 45 fattorie scolastiche: un modello per tutta l’America. E si producono ogni anno 200 tonnellate di frutta e verdura fresca, dove un tempo c’erano i capannoni delle fabbriche.
Nell’immaginario collettivo, Detroit è la capitale a stelle e strisce dell’industria e dell’auto americana. Adesso, invece, è diventata la metropoli degli Stati Uniti con il maggiore numero di orti urbani, un vero e proprio modello per altre città. E pensare che la metamorfosi si è consumata in pochi anni, a partire dall’esplosione della Grande Crisi, che a Detroit ha avuto l’effetto di una vera bomba demografica e sociale…

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Dove prima c’era l’abbondanza oggi non cresce nulla! Ecco perchè

SOS alluminio nei terreni agricoli

di Marta Albè
In molti terreni agricoli dove prima cresceva tutto in abbondanza, oggi c’è il nulla. I motivi? L’inquinamento e l’alluminio che limita la crescita delle piante.
Sos alluminio: finalmente sono stati scoperti i meccanismi di tossicità di questo metallo che limita la crescita delle piante e rende i terreni improduttivi. L’alluminio costituisce un problema soprattutto per i suoli acidi, cioè circa il 40% dei terreni agricoli del mondo.
Negli ultimi 40 anni un terzo dei terreni coltivabili di tutto il mondo è andato perso perché non produceva più. Oltre all’inquinamento, uno degli elementi maggiormente responsabili del fenomeno è proprio l’alluminio…

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Il Burkina Faso abbandona il cotone OGM di Monsanto: raccolto record!

monsanto burkina faso cotone ogm

La raccolta di cotone nel Burkina Faso, uscito da poco da una dittatura trentennale appoggiata dall’Occidente, era in crisi e con un prodotto di scarsa qualità e alla fine i produttori di cotone burkinabé hanno avuto un’idea: farla finita con le sementi OGM del cotone BT della Monsanto.
E la cosa ha funzionato splendidamente. Non solo il raccolto è stato ottimo, ma il prodotto è di eccellente qualità, si vende bene e ad un maggior costo. Insomma è stato un ritorno indietro, salvifico, al tempo del Burkina Faso socialista di Thomas Sankara.

Infatti, come spiega Axel Leclercq…

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Ercole, il giovane mugnaio custode di semi

Ercole Maggio, il giovane mugnaio custode dei grani antichi

di Isabella Wilczewski
Ercole Maggio è un giovane mugnaio salentino che è anche “custode di semenza”; riscopre grani antichi nei suoi campi sperimentali. “Conservo un seme, un piccolo seme vivente, che custodisco e pianterò di nuovo” spiega.

Ercole Maggio, giovane mugnaio salentino, ha un’innata passione per la biodiversità cerealicola e per l’agricoltura. Oltre a un Mulino a Pietra secolare, forse l’ultimo rimasto nella bassa Puglia, e un mulino moderno a cilindri, coltiva circa 2,5 ettari di terreno. Di questi, le 40 are ubicati dietro casa sua, sono adibite a “campi sperimentali”…

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Pasta italiana prodotta col grano di Hong Kong… mentre agricoltori italiani falliscono

pasta italiana spaghetti al pomodoro

La pasta, alimento simbolo del made in Italy è sempre meno tricolore

La pasta, alimento simbolo del made in Italy è sempre meno tricolore. Anche se prodotta in italia è fatta con grano straniero. Lo stesso vale per il pane. Agricoltori in ginocchio.

Nei principali porti italiani arriva grano a bassissimo costo dal Marocco, dal Canada, dall’Argentina, da Hong Kong, da Singapore pronto ad invadere il mercato italiano. Una vera e propria concorrenza sleale nei confronti degli agricoltori italiani, in quanto questa massiccia importazione di grano a basso costo, comporta un…

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Torneremo tutti agricoltori, e potrebbe essere la nostra salvezza

Ragazzo agricoltore

Pochi se ne sono accorti in questi anni, ma l’agricoltura è una delle poche vere eccellenze che sono rimaste a questo paese. Torneremo tutti agricoltori?

Negli anni ’50 eravamo una terra di agricoltori diventati operai. Nel giro di vent’anni gli operai sono diventati impiegati. Il problema sono i figli degli impiegati, cui era stata promessa la luna di un lavoro creativo, senza cravatte, gerarchie, noia. E che, complice la crisi economica, si sono ritrovati, molto più prosaicamente, senza un lavoro. Molti di loro ancora non si sono rassegnati, a cercare il loro personale eldorado…

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La Sicilia si mobilita contro le Multinazionali e pianta il grano antico

Giuseppe Li Rosi, agricoltore Siciliano e convinto sostenitore del ritorno ai Semi Antichi

La rivoluzione dei contadini siciliani: 3.000 ettari di grani antichi contro le multinazionali. Il ritorno della biodiversità in agricoltura, parte dalle spighe del frumento locale. Per migliorare l’ambiente, l’alimentazione e la salute.

Pane e pasta fatti con questi grani hanno tutt’altro sapore ed un profumo che non vi permettono più di tornare alla pasta del supermercato fatta con grano OGM. Che è anche il motivo per cui la Celiachia ormai ce l’hanno in tanti e pure l’intolleranza al glutine.

I grani antichi in Sicilia tornano a riempire i campi, ricostituiscono…

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Sardegna: le campagne abbandonate tornano a produrre canapa

Campo di Canapa

di Stefania Piras
Il sogno? trasformare la cannabis nel nuovo business ecosostenibile della Sardegna
“Ho cercato in passato di andarmene dalla Sardegna e ora non me ne voglio andare più”. Francesco Peru, 35 anni, originario di Valledoria, in provincia di Sassari, il lavoro se l’è trovato da solo. Dopo la laurea in scienze della comunicazione e giornalismo le opportunità di scrivere si riducevano anno dopo anno e così è ripartito dalla terra, dall’appezzamento incolto di famiglia che si affaccia sul mare, nella valle del fiume Coghinas, e si è messo a coltivare la cannabis…

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