Un think-tank si lamenta perché il Coronarvirus “sta uccidendo la Globalizzazione”

di Paul Joseph Watson
Il fondatore di un think tank globalista ha scritto un articolo per Foreign Policy, in cui si lamenta che l’epidemia di coronavirus sta “uccidendo la globalizzazione cosi come la conosciamo ora”.
Philippe Legrain, fondatore dell’Open Political Economy Network (OPEN), afferma che la diffusione di COVID-19 “è stata un dono dal cielo per i nazionalisti”.
Legrain sostiene che il coronavirus potrebbe essere “il chiodo nella bara per l’attuale era della globalizzazione” perché “ha messo in evidenza gli aspetti negativi di una vasta integrazione internazionale mentre alimenta i timori sugli stranieri e fornisce legittimità alle restrizioni nazionali sul commercio globale e sui flussi di persone”

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La “Bomba” dei cinesi di Prato

di Arturo Diaconale
Il Governo ha trasformato i rientri di alcuni italiani dalla Cina nell’occasione per mettere in mostra la propria capacità di saper salvaguardare la salute degli italiani, ma questa operazione d’immagine non sembra riguardare i cinesi di Prato che stanno rientrando in Italia dal Capodanno cinese.
La comunità cinese della Toscana è composta da più di ventimila persone concentrate soprattutto a Prato. Di questa comunità, duemilacinquecento persone tra donne ed uomini si sono recati nel Paese d’origine in occasione del Capodanno cinese ed ora si accingono a rientrare in Italia per riprendere le proprie normali attività lavorative.
Tutti gli italiani che tornano dalla Cina vengono sottoposti alla quarantena per evitare il diffondersi dell’epidemia del coronavirus. Le autorità di governo hanno trasformato i rientri, da quello del ragazzo a quelli dei passeggeri delle navi da crociera, nell’occasione per mettere in mostra la propria capacità di saper salvaguardare la salute degli italiani.
Ma questa operazione d’immagine non sembra riguardare i cinesi della Toscana e di Prato…

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Coronavirus, direttrice Laboratorio Sacco: “Stiamo scambiando un’influenza per una Pandemia globale”

“A me sembra una follia. Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così”.
A scrivere queste parole sulla sua pagina Facebook è Maria Rita Gismondo, direttore responsabile di Macrobiologia Clinica, Virologia e Diagnostica Bioemergenze, il laboratorio dell’Ospedale Sacco di Milano in cui vengono analizzati da giorni i campioni di possibili casi di coronavirus Covid-19 in Italia. “Il nostro laboratorio ha sfornato esami tutta la notte. In continuazione arrivano campioni?, è scritto nel post della direttrice del laboratorio in Lombardia. “Leggete! Non è pandemia! Durante la scorsa settimana la mortalità per influenza è stata di 217 decessi al giorno! Per Coronavirus 1!!!”, recita un post pubblicato domenica mattina da Gismondo…

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Cina: rincara il Cibo… tutto il bello della Globalizzazione

di Maurizio Blondet
In Cina rincarano alle stelle i generi alimentari, per il blocco produttivo da coronavirus, e per una epidemia che colpisce i polli e i maiali.
Mentre miriadi di fabbriche in Occidente smettono la produzione perché non gli arrivano più dalla Cina i prodotti intermedi che avevano delocalizzato là – tutto: dalle componenti elettroniche da mettere nelle auto, ai prodotti per la fabbricazione dei medicinali, ai minerali strategici non ferrosi – perché gli costavano meno che a produrli da noi, arriva la notizia di un rincaro, finalmente, dalla Cina: “L’indice dei prezzi al consumo (IPC) cinese è aumentato del 20,6% su base annua a gennaio, il tasso più alto da marzo 2008. Il raddoppio dei prezzi delle carni suine fa aumentare gli aggregati dei prezzi, anche i prezzi delle verdure sono aumentati del 17% su base annua. Per molti cittadini, gli acquisti di cibo rappresentano una percentuale molto elevata delle spese mensili, con alcune stime che arrivano al 30%”

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Quando il Forum di Davos si preparava a una Pandemia di Coronavirus

Meno di due mesi prima dell’epidemia di Coronavirus, cominciata a inizio dicembre 2019 a Wuhan (Cina), si è svolta un’esercitazione del Forum di Davos, in cooperazione con il Johns Hopkins Center for Health Security e la Bill & Melinda Gates Foundation.
L’esercitazione, avvenuta a New York il 18 ottobre 2019, era esplicitamente finalizzata a pianificare la reazione delle società transnazionali e dei governi a un’epidemia di coronavirus.
All’esercitazione hanno partecipato 15 leader mondiali, fra cui i responsabili ufficiali della Cina e degli Stati Uniti della lotta contro le epidemie…

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Dagli all’untore… Ovvero, l’ultimo sogno americano

di Alberto Benzoni
Diciotto anni fa, la Sars. Oggi il Coronavirus. Meno contagioso? Più letale? Oppure più contagioso e meno letale? Possiamo fidarci delle cifre che ci danno?
Il seguito è affidato alla “fake news” e, più ancora alle “fake opinions”; scontate, tutte e due, e controllabili in tempi normali, devastanti di fronte al risorgere di incubi – quali le epidemie – che ritenevamo scomparse per sempre.
Sia come sia, una cosa è certa. Che, economicamente parlando, il Coronavirus sia infinitamente più letale della Sars. Allora la Cina era un “paese emergente”, e il suo peso nel sistema mondiale di produzione e di scambio tutto sommato marginale; al punto di potere essere ammessa senza problemi nell’Organizzazione mondiale del commercio. Oggi è, in tutti i sensi e in tutti i settori, al centro del processo di globalizzazione; al punto di ritenere che la semplice persistenza dell’epidemia avrebbe effetti – psicologicamente oltre che concretamente – distruttivi per l’ordine economico mondiale.

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Virus Cina, “probabile diffusione globale”: scienziati Usa e Russia al lavoro

“Il potenziale impatto delle epidemie da nuovo Coronavirus è elevato ed è possibile un’ulteriore diffusione globale”.
Ad affermarlo, in un aggiornamento appena diffuso, sono gli esperti dell’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), che già ieri avevano alzato la guardia sul nuovo coronavirus cinese, simile alla Sars.
Le autorità sanitarie cinesi hanno confermato la trasmissione da uomo a uomo continua l’Ecdc – e si ritiene che 15 operatori sanitari siano stati infettati a Wuhan. La fonte originaria dell’epidemia rimane sconosciuta e sono previsti ulteriori casi, e decessi, a Wuhan e in Cina. È possibile – aggiungono gli specialisti dell’Ecdc – che vengano rilevati ulteriori casi tra i viaggiatori da Wuhan ad altri Paesi”

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