L’assedio di Parigi è solo l’inizio: ecco cosa vogliono i “Gilet Gialli”

di Lorenzo Vita
L’assedio di Parigi da parte dei Gilet Gialli continua. E la violenza che si è scatenata in questi giorni nella capitale francese, soprattutto a causa del coinvolgimento dei casseurs, ha colpito non solo il governo ma tutto il Paese.
La guerriglia urbana si è estesa dal centro della città fino alle periferie. E mentre Parigi veniva messa a ferro e fuoco dalla violenza dei manifestanti e dei teppisti, anche Emmanuel Macron si è dovuto rendere conto che la situazione del Paese inizia a diventare insostenibile.
Il governo ha detto che sono stati 136mila i manifestanti che sabato scorso hanno partecipato alla terza mobilitazione nazionale in tutta la Francia. Il bilancio fornito dall’esecutivo è eloquente: 263 persone ferite, tra cui 23 agenti della polizia, 412 fermi, 378 persone in custodia. Un manifestante è ancora ricoverato in gravi condizioni, e lotta fra la vita e la morte. Ad aggravare il quadro della situazione, si è aggiunto il terzo morto legato alle proteste. Ad Arles, un automobilista è morto per un incidente provocato da un blocco stradale da parte dei gilet gialli…

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Emmanuel Macron: l’inesorabile declino di un “incidente della storia”

di Davide Pellegrino
Un anno e mezzo fa, il mainstream europoide mostrava totale sprezzo del dovere di imparzialità. Emmanuel Macron era l’enfant prodige che avrebbe rinsavito l’Europa dalla psicosi sovranista.
La fresca e nuova voce occidental-globalista in grado di raccogliere consensi dal nulla e non mettere in discussione il ruolo della UE come servile cane da guardia del sistema unipolare a guida USA. Addirittura il Corriere della Sera, in quei giorni, se ne uscì con un test, dal titolo “Quanto sei Macron?“.
L’imbarazzante prodromo di quella demenza senile collettiva che, recentemente, ci ha regalato il “fascistometro” di Michela Murgia su l’Espresso. Una cosa terrificante. I tappeti rossi non sono mancati nemmeno in ambito politico…

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Il “Mondo Nuovo” sognato da Jacques Attali

di Enrica Perucchietti
Se i Media sono stati molto concentrati su Brigitte, moglie di Emmanuel Macron, sulle sue gambe, gli outfit e la loro storia d’amore, minor interesse hanno rivolto al “padre spirituale” del presidente francese, l’economista e banchiere francese Jacques Attali.
Jacques Attali, storico consigliere di Mitterand, poi consigliere di Sarkozy: sarebbe stato costui a presentare Macron a Hollande, che poi lo avrebbe chiamato come segretario aggiunto all’Eliseo, infine nel 2014 a ricoprire la carica di ministro dell’Economia, sotto la presidenza di Manuel Valls, prendendo il posto di Arnaud Montebourg.
È stato proprio Attali a rivendicare la “paternità” spirituale del novello presidente francese di cui parla con orgoglio (“Sarà un presidente straordinario”). Già nell’aprile 2016 pronosticava che uno sconosciuto avrebbe vinto le presidenziali del 2017 e indicava due possibili nomi: Emmanuel Macron e Bruno Le Maire.
Attali, che contribuì a scrivere il “Trattato di Maastricht”, è un lobbista che ha rilasciato negli anni interventi a dir poco inquietanti, in linea con la sua fervida produzione saggistica (si pensi a “Breve storia del futuro” del 2006). A lui è stata anche attribuita la frase “E cosa credeva la plebaglia europea, che l’Euro fosse stato fatto per la loro felicità?”

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Macron‒Bergoglio: feeling davvero molto pericoloso

E’ stato amore a prima vista! Sussurri, baci, abbracci e carezze… A cosa sono dovute tutte queste effusioni? Quando mai si è visto un pontefice “flirtare” così con i “Poteri Forti” del mondo?
Il 26 giugno scorso, Emmanuel Macron e Jorge M. Bergoglio si sono incontrati per la prima volta a Roma, in Vaticano. Il giovane presidente vi si è recato, non solo per far visita al “Vescovo di Roma” col quale sembra avere molte affinità specialmente sui migranti, ma soprattutto per ricevere l’onorificenza di “protodiacono onorario dell’ordine lateranense”, che tutti i capi di stato francesi hanno ricevuto da Enrico IV in poi, salvo rifiutarlo, come hanno fatto i presidenti Mitterrand, Pompidou e François Hollande.
Del Falso Profeta (Francesco 1°) mi occupo ormai da diverso tempo, perché rappresenta la “bestia salente dalla terra”, ma di Macron ne parlo soltanto ora perché, a mio avviso, raffigura la “bestia che sale dal mare” (ved. Apoc.
13, 1-18; ricordando che il mare, in senso biblico, rappresenta il caos, il tumulto delle nazioni) essendo egli emerso da poco sulla scena del mondo…

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Ora è ufficiale: c’è George Soros dietro Macron

Lecito domandarsi cosa abbiano chiesto in cambio i magnati della finanza che sicuramente non agiscono per puro spirito “patriottico”.
Ci sarebbero stati anche Soros e i Rothschild tra i finanziatori “occulti” della campagna elettorale di Emmanuel Macron. Apposta il presidente “buonista” spalanca le porte agli immigrati.
La rivelazione arriva da Macronleaks, il sito hacker che ha “scippato” oltre 20 mila e-mail relative alla campagna presidenziale francese, una montagna di documenti archiviata nelle caselle di posta elettronica dello staff di Emmanuel Macron, che sono state messe on line e condivise con Wikileaks

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