Peggiora la Crisi del Carburante in Francia

di Giuseppina Perlasca

Macron chiama alla calma, ma oltre 20% delle pompe sono a secco.

Gli scioperi nelle raffinerie francesi stanno mettendo il ginocchio il paese, ma Macron dice di far finta di niente e di non lasciarsi prendere dal panico. Peccato che, come potete vedere dalla mappa, oltre  il 20% delle pompe di carburanti in Francia è a secco, moltissime stazioni sono completamente chiuse e soprattutto nel Nord del paese la situazione stia diventando drammatica.

La mappa mostra in giallo le stazioni parzialmente sfornite, in rosso quelle completamente chiuse (penurie.mon-essence.fr).

Ci sono vaste aree ormai senza carburante, ma tranquilli, cugini francesi, va tutto bene, niente panico!

“Niente panico”, ha dichiarato venerdì (7 ottobre) il presidente Emmanuel Macron, invitando il popolo francese “a calmarsi” di fronte alla carenza di carburante osservata in alcune regioni. Il presidente francese ha esortato alla “responsabilità” i dipendenti del gruppo TotalEnergies, nonostante le “legittime richieste salariali”.

“Conosco la preoccupazione di molti nostri connazionali” per il carburante. “Voglio davvero mandare un messaggio qui (…) invitando alla calma”, ha detto in una conferenza stampa, dopo un vertice europeo informale a Praga. “Chiedo inoltre a tutti di essere responsabili. (…) Tutte le richieste salariali sono legittime, ma non devono impedire alle persone di vivere e muoversi“.

Perfetto, ottimo, ma se le domande salariali sono legittime, perché non vengono soddisfatte ponendo fine a questa crisi che  sta spaccando il paese?

Il governo chiede anche alle aziende di fare uno sforzo, ma, a quanto pare, queste non hanno molta intenzione di darla vinta ai manifestanti, altrimenti la situazione di crisi si sarebbe già conclusa da tempo.

Macron non ha la credibilità per fare altre promesse o chiudere le trattative e quindi si va avanti per esaurimento, con le grandi raffinerie Exxon e Total bloccate. Ad avere la peggio, intanto, sono i francesi.

Articolo di Giuseppina Perlasca

Fonte: https://scenarieconomici.it

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di Igor Sibaldi

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"Si comincia sempre in un luogo segreto: un luogo senza memoria, perché nessuno si ricorda dov'è. Improvvisamente si è lì, felicemente intrappolati. Non dura molto. Si ha anzi l'impressione di averlo visto soltanto sparire. Tutto qui.

Ma tutto è lì. Lì hai il mondo intero, senza bisogno di voltarti per vederne le parti e per afferrarne qualcosa: è già tutto tuo. Non puoi nemmeno desiderare, dato che non si desidera ciò che è già tuo. E non si tratta di un avere, il verbo "avere" non c'entra proprio. Ѐ che, lì, tu non finisci, sei dappertutto, sei prima, sei poi.

Sono stati dati molti nomi a questo infinito, in ogni epoca, e soltanto per accorgersi che era e rimane più semplice di qualsiasi nome. Fiabe, leggende, fastidiose teologie e qualche paragrafo di filosofia, in ogni epoca, hanno testimoniato che esiste; tali testimonianze erano necessarie per un'unica ragione: perché capita a tutti, più volte al giorno, di essere così infiniti per un attimo, ma pochi osano accorgersene. Il che è triste, in quanto quell'attimo dà, in abbondanza, senza misura, la forza urgente di creare, scoprire, amare cose inaudite. Potrebbe darla a tutti, questa forza.

Solo che, se tutti o molti se ne accorgessero (se ammettessero di sapere), sarebbe troppo semplice creare, scoprire, amare. Come infatti è. Si vedrebbe che la fatica e gli errori sono soltanto esitazioni o inutile suspence. E buona parte delle attività e delle conversazioni quotidiane diventerebbero finalmente insopportabili.

Sarebbe bello, di una bellezza immeritata e ingiustificabile, cioè supremamente giusta. Che cosa lo impedisce? Forse la paura che non esserselo permesso finora sia ridicolo; è dura avere un passato ridicolo, chiederne scusa a se stessi e agli altri. A chi è in attesa di queste scuse saranno utili le pagine che qui seguono".

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