Francia: tensioni e troppa violenza se la Polizia manganella anche i Pompieri

di Francesco Ditaranto
La Francia brucia dentro. Ennesima manifestazione contro la riforma delle pensioni, ma stanno facendo il giro del mondo le immagini delle cariche della polizia contro i pompieri. In un paese sempre più lacerato, la gestione dell’ordine pubblico rivela tutte le contraddizioni della presidenza Macron.
Non sembra perdere di slancio la mobilitazione contro la riforma delle pensioni che sta bloccando la Francia da ormai quasi due mesi. Nella giornata del 29 gennaio, i sindacati avevano convocato l’ottava manifestazione nazionale contro il progetto di legge promosso dall’esecutivo, ma è quanto accaduto martedì scorso, durante la manifestazione dei vigili del fuoco a Parigi, ad aver segnato almeno nell’immaginario dei francesi un salto di qualità nello scontro tra sindacati e governo

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Gilet gialli, 17 occhi saltati e 4 mani mozzate: il bilancio della repressione

di Elena Sempione
Il presidente francese Emmanuel Macron sta mostrando molto bene quale sia il suo concetto di risposta “democratica” al dissenso.
E cioè dura repressione. Dall’inizio della rivolta dei gilet gialli, infatti, il bilancio di morti e feriti assomiglia più a un bollettino di guerra che non a un resoconto di normali incidenti di piazza. Stando ai calcoli più recenti, in due mesi si contano ben 98 feriti gravi: 17 di loro hanno perso un occhio, mentre a 4 è stata addirittura mozzata una mano. Questi, almeno, sono i numeri della repressione delle forze dell’ordine, che non hanno avuto remore a sparare lacrimogeni e Flash-Ball, pallottole di gomma, ad altezza uomo…

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