Trump: Vaccini antinfluenzali? La più grande truffa della storia della Medicina

Quante volte abbiamo letto che l’intera campagna per il “vaccino antinfluenzale” è una truffa gigantesca?
Ad esempio il  dott. H. Hugh Fudenburg ha sempre sostenuto che gli individui clinicamente normali di 60-65 anni che ricevono il vaccino per l’influenza tre o quattro volte nel corso di cinque anni, cinque anni più tardi, hanno una incidenza di Alzheimer 10 volte maggiore dei soggetti di pari età che non hanno ricevuto il vaccino.
Anche il presidente degli stati uniti Donald Trump, in un’intervista radio ha rilasciato alcune dichiarazioni molto forti sui vaccini antinfluenzali, dichiarando molto tranquillamente non solo di non averne mai fatto uno, ma anche che questo tipo di vaccini sono inutili e inefficaci, etichettandoli come la più grande truffa della storia della Medicina!
“Ho amici che quasi religiosamente fanno il vaccino antinfluenzale ogni stagione e beccano l’influenza ogni anno” ha detto Trump. “Io non ne ho mai fatto uno. E finora non ho mai avuto l’influenza. Non mi piace l’idea di iniettare cose cattive nel mio corpo. E questo è in fondo quello che fanno”

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Dott. Neal Barnard: come prevenire l’Alzheimer in 5 mosse

Impara come prevenire e persino contrastare la malattia di Alzheimer senza farmaci. Fai questo cambiamento di stile di vita e tutto il tuo corpo, incluso il tuo cervello, ne trarranno enormi benefici.
Dott. Neal Barnard: “Molte persone oggigiorno sono davvero preoccupate di ciò che potrebbe accadergli quando invecchiano. Avremo la malattia di Alzheimer? Inizieremo a perdere la memoria? Permettetemi di condividere con voi alcuni passaggi importanti per proteggere la vostra memoria.

  • Dobbiamo evitare i cibi come i latticini e la carne che hanno i grassi saturi.
  • Evitate anche i “grassi trans”, chiamati anche “oli parzialmente idrogenati”.

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Altre prove che la Cannabis è un potente anti-invecchiamento

Il THC – uno dei maggiori e più noti principi attivi della cannabis – è in grado di ripristinare rapidamente le prestazioni della memoria nei topi più anziani.
Mantenere il cervello sano durante il processo di invecchiamento, è una delle preoccupazioni principali attuali. Con i tassi di Alzheimer e demenza in aumento, non c’è da meravigliarsi che i ricercatori siano impegnati alla ricerca di nuovi modi per combattere l’invecchiamento del cervello e supportare le funzioni cognitive nel corso della vita. Nuove ricerche hanno dimostrato che la cannabis potrebbe essere la risposta che stavamo cercando, con gli scienziati che hanno scoperto che la pianta ha incredibili benefici ristorativi per il cervello.
Le stime condotte negli Stati Uniti, suggeriscono che circa 14 milioni di americani vivranno con qualche forma di demenza entro il 2050. Nel 2018, la demenza e l’Alzheimer sono costate al paese circa 227 miliardi di dollari. Entro i prossimi trenta anni, gli esperti affermano che il costo della demenza raggiungerà fino a $ 1,1 trilioni. Poiché i trattamenti farmaceutici non riescono continuamente a fornire sollievo, non sorprende che gli scienziati si stiano rivolgendo a medicinali naturali come la cannabis e la curcuma…

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Il flash che cura l’Alzheimer

di Andrea Sperelli
Sintomi della malattia ridotti grazie a una luce stroboscopica.
Basta un flash per rallentare il decorso dell’Alzheimer. Lo hanno dimostrato i ricercatori del Mit e del Georgia Institute of Technology che su “Nature” hanno pubblicato i dettagli della loro sperimentazione.
Gli scienziati hanno esposto un gruppo di topi affetti da Alzheimer a impulsi luminosi intermittenti emessi da una luce stroboscopica. Con 40 flash al secondo di una specifica frequenza, i sintomi della malattia risultavano attenuarsi, con conseguente riduzione nel cervello di proteine beta amiloidi.
“Avevamo notato che nei topi malati di Alzheimer le onde cerebrali gamma sono più deboli, e questo fin nelle primissime fasi della malattia: anche prima dell’accumulo delle placche amiloidi e prima che i topi mostrino problemi di memoria”, spiega intervistata da Repubblica, Annabelle Singer, docente di ingegneria biomedica alla Georgia Tech University di Atlanta e coautrice dello studio…

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Alzheimer – Confermato il legame tra benzodiazepine e la malattia

Morbo di Alzheimer

Uno studio francese pubblicato nell’ultimo numero del British Medical Journal lo conferma: l’uso regolare di benzodiazepine per un periodo superiore a tre mesi aumenta notevolmente il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer.
Cosa sono le benzodiazepine?
Le benzodiazepine sono una classe di farmaci psicotropi, vale a dire, che agiscono sul sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale), modificando alcuni processi chimici naturali (fisiologici). Porta a cambiamenti di coscienza, umore,  percezione e comportamento.
Provoca un effetto ansiolitico (contro l’ansia), miorilassante (rilassante muscolare), ipnotico (induce il sonno), antiepilettico (contro l’epilessia) e amnesico (causando problemi di memoria).Tra i principi attivi e i nomi commerciali citiamo: Alprazolam, Bromazepam , Bromiden, Diazepam, Valium e Xanax…

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Se l’inquinamento raggiunge il cervello…

Inquinamento ambientale e danni al cervello

di Dario Scacciavento
L’Alzheimer e altre malattie neurologiche si spiegherebbero con l’accumulo di metalli pesanti nel nostro cervello. Lo spiega uno studio sulle nanoparticelle ritrovate nei tessuti cerebrali di chi abita nelle città inquinate.
L’inquinamento continua a mietere vittime e a farci ammalare. Una morte su quattro a livello mondiale è causata da fattori di rischio ambientale. Sono 12,6 milioni le morti attribuibili all’inquinamento ambientale. Solo in Europa, nel 2012, l’inquinamento ha provocato 1,4 milioni di decessi prematuri.
Gli scienziati continuano a indagare i rapporti tra inquinamento e malattie degenerative, e scoprono verità sempre più inquietanti. Il ferro ed altri metalli contenuti nei gas di scarico delle auto, una volta respirati possono infatti raggiungere il cervello. Lo ha scoperto uno studio dell’università di Lancaster, pubblicato dalla rivista Pnas, che ha trovato nei campioni analizzati le stesse particelle che alcuni studi legano alla comparsa dell’Alzheimer…

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